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‘The Ferragnez’ è un ‘Al passo con i Kardashian’ che non ce l’ha fatta (e va bene così)

Chiara Ferragni e Fedez nel loro docu-reality ci svelano qualcosa che non sapevamo? No, ma è il segno dei tempi. Qui il messaggio è ‘aspirazionale’: se dobbiamo essere come loro, allora che le celebs siano (purtroppo) normali. Anche nel fare la cacca (sorry)

Foto: Amazon Studios

Avete presente quella scena di Aprile in cui Nanni Moretti (perdonami, Nanni, mi rendo conto che essere citato accanto a Chiara Ferragni e Fedez costituisca un affronto) implora D’Alema? «D’Alema, di’ una cosa di sinistra! Di’ una cosa anche non di sinistra, di civiltà! D’Alema, di’ una cosa, di’ qualcosa, reagisci!». Ecco, io ero quasi uguale, durante i primi cinque episodi di The Ferragnez, serie che – teoricamente – promette un accesso esclusivo al dietro le quinte della quotidianità della nostra royal couple, uscita su Amazon Prime Video il 9 dicembre. Cambiava soltanto l’implorazione: «Ferragnez, ditemi una cosa che non so! Ditemi una cosa anche non nuova, ma divertitemi! Ferragnez, ditemi una cosa che non so, intrattenetemi, uscite da Instagram!».

Magari il mio personale lamento riceverà un riscontro positivo nelle ultime tre puntate che verranno pubblicate il 16 dicembre: in tal caso avvisatemi, io il mio dovere fin qui l’ho fatto e non credo riuscirò ad andare oltre. The Ferragnez equivale a guardare una mezz’ora filata a botta di story su Instagram di Chiara e consorte, intervallate di tanto in tanto da tentativi di greve spontaneità, ovviamente da parte di Fedez: quando si deve scapperare il naso e teme che, a forza di scapperarsi, un cappero abbia fatto la crosta (mai avrei pensato di poter scrivere una roba del genere, giuro). Quando si lamenta di dover fare la cacca ma non c’è tempo, non c’è spazio e mai nessuno capirà, e Chiara si lagna del suo bisogno di cagare cinque volte al giorno. Quando racconta del dentista pedofilo, poi morto suicida (non preoccupatevi, Fedez non ha subìto nessuna molestia o violenza).

Manca, insomma, tutto il trash che ha reso invece Al passo con i Kardashian una specie di droga a rischio assuefazione: mancano le scorrettezze, i litigi, le borsettate in faccia, le cafonate, i pettegolezzi, le piccinerie e i colpi bassi che il clan Kardashian-Jenner s’inferiva vicendevolmente senza fare un plissé, all’apparenza incurante delle telecamere. Qui in The Ferragnez non c’è, insomma, l’ingrediente fondamentale per oliare il meccanismo di una docuserie concepita per svelare i retroscena di una coppia di famosi: il drama. In particolare, il drama “alla Kardashian”, talmente assurdo, paradossale, a tratti folle da risultare irresistibilmente divertente, il drama grazie al quale è plausibile mostrare vulnerabilità e irragionevolezze.

Ogni episodio si apre con Chiara e Federico che affrontano una seduta di terapia di coppia: parlano del loro rapporto, delle loro debolezze, delle loro diversità e delle loro aspirazioni. Che bello, sospirate voi. Che finto, ribatto io (stronza). Lo scopo alla base del giochino è abbastanza semplice e intuibile: spacciarli per persone normali, rassicuraci del fatto che sono come noi, quando non è per niente così. Perché sono e rimarranno sempre più di noi, e non potrebbe essere altrimenti.

Basta elencare gli eventi portatori di sbattimento: Chiara che soffre all’idea di non poter uscire a cena nelle giornate in cui Federico è preso male; Leone che corre per la casa perché ha paura della sarta che deve prendergli le misure per il completo Versace tailor-made; i genitori di Federico, Tati e Franco, che bisticciano per girare o meno la frittata di patate; la coppia che si concede un weekend di super lusso in uno chalet da favola a Courmayeur e riesce ad annoiarsi nonostante i soldi, i comfort, le infinite possibilità di esaudire qualunque desiderio.

Tutto è «super-carino»; chiunque – marito, cane, figlio, mamma, amica, eccetera – si chiama «Amore», no, scusate, mi correggo, chiunque si chiama «’more»; nel dubbio ci si commuove e si piange; i suoceri sono persone deliziose e le sorelle, se Chiara è assente, non hanno nulla di meglio da fare che domandarsi se, durante il weekend super lusso a Courmayeur, lei sarà capace di mettere in pratica l’esercizio suggerito dal terapeuta (ve lo riporto per completezza: provare, alternativamente, a essere uno la star e il groupie dell’altro, accondiscendendo a ogni richiesta della controparte).

A eccezione dl momento-cappero e dei momenti-cacca ci si prende insomma poco in giro – Chiara, riusciremo mai a vederti appena sveglia, la mattina, senza i capelli in piega e senza quel velo di fondotinta che ti rende presentabile? – e il risultato sono circa due ore di dinamiche rodatissime che ormai conosciamo a menadito, indipendentemente dall’annoverarci tra i loro follower.

Foto: Amazon Studios

I tempi d’altronde sono cambiati, e pure io che sto qui a rimpiangere l’epoca d’oro della reality tv “alla Kardashian” – un’epoca d’oro che all’inizio non aveva Instagram, va ricordato – rischio di suonare come una boomer nostalgica. Forse eravamo più leggeri, sicuramente non sentivamo la necessità di accompagnare la narrazione del successo dei famosi con tormenti personali e afflizioni, di certo non dovevamo essere rassicurati circa il fatto che «sebbene siano ricchi sfondati, hanno i nostri stessi problemi».

Morale: The Ferragnez è perfetto per il suo pubblico ed è perfetto per questo momento storico, gliene va dato atto. Non contiene rivelazioni sconvolgenti, sguazza nel volemose bene e nei buoni sentimenti, riflette un’immagine più che positiva (aspirazionale, sì, ma nemmeno troppo: del resto, l’obiettivo è immedesimarci) di Chiara, Federico, e del carrozzone di parenti e amici che si tirano dietro. Va bene così, insomma, malgrado la sottoscritta continui a credere in un’incrollabile, sacrosanta verità: di famiglia Kardashian ce n’è una sola, ed è inarrivabile, indipendentemente da quante volte al giorno Fedez va al bagno.

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