
Serie
Le apparenze ingannano‘Paradise’ non è ‘This Is Us’, anche se un po’ ci prova
Ci sono lo stesso showrunner (Dan Fogelman) e lo stesso protagonista (Sterling K. Brown). E nonostante il cambio di genere (dal dramma familiare al thriller politico), un colpo di scena che fin dal primo episodio ribalta tutto. Ma è tutto molto più prevedibile di quanto faccia credere
2 sotto un tetto‘Clean Slate’ è la risposta a tutte le parole di Trump sui trans, ma arriva troppo tardi
O troppo presto. La comedy di Prime Video prodotta dal compianto Norman Lear, creatore dei ‘Jefferson’, è una serie politica suo malgrado, ma si ritrova a parlare col presente. E non sempre funziona. Nonostante la bravura di George Wallace e Laverne Cox
Make Italy Great Again‘M – Il figlio del secolo’ è solo l’inizio (purtroppo per la Storia e per fortuna per il cinema)
Dopo una visita di ricognizione a Predappio, abbiamo parlato con gli sceneggiatori della serie più discussa (e bella e necessaria) dell'anno per fare un bilancio della situazione ora che è quasi finita. O forse è appena iniziata
Silver screenCome i nonni si sono presi le serie tv
Dopo ‘Grace and Frankie’, ‘Il metodo Kominsky’ e ‘Hacks’, ‘A Man on the Inside’ con Ted Danson conferma che le serie con protagoniste grandi star anziane non sono solo una tendenza di mercato, ma che in quelle storie c’è molto di più. E anche per questo piacciono pure al pubblico millennial
Gli opposti si attraggonoI crossover più assurdi nella storia delle serie tv
Da ‘X-Files’ che incontra ‘I Simpson’ a ‘Law & Order’ vs. ‘Arrested Development’, fino all’assurdo mix fra ‘Mr. Robot’ e ‘ALF’. Un listone al di là di ogni immaginazione
Innie & Outie‘Scissione’ è tornata ed è ancora una serie strepitosa
Il drama diretto da Ben Stiller, in cui un processo separa mentalmente la personalità lavorativa dei dipendenti da quella privata, fa il suo attesissimo comeback con la seconda stagione. E non perde un colpo
duh duh duh duhTom Rowlands: «Per ‘M – Il figlio del secolo’ ho creato il suono della violenza»
Il “Chemical Brother” ci racconta il suo lavoro con Joe Wright – «quando eravamo agli esordi, veniva in tour con noi» – per la colonna sonora della serie che racconta l’ascesa di Mussolini. E che anche a livello musicale incarna quell’orrore. Tra elettronica e futurismo
New eraLa stella delle Kardashian non splende più come una volta: lo stanno facendo apposta?
L’ultima (noiosa) stagione di ’The Kardashian’ e la loro sempre più scarsa presenza nel dibattito culturale confermano il fatto che, da reality star per eccellenza, Kim & Co. vogliano invece posizionarsi sempre di più come delle businesswomen in controllo della loro immagine (e del loro brand). Ma siamo sicuri che non finirà qui. Anche perché c’è una nuova generazione che sta crescendo: sì, North West, parliamo di te
Un milione di modi di morire nel West‘American Primeval’ è violenza un po’ troppo fine a se stessa
La nuova miniserie Netflix dello sceneggiatore di 'The Revenant' Mark L. Smith mette alla prova grandi talenti dello schermo con una storia povera, che si crogiola nella brutalità
L’ora più buiaSì, ‘M – Il figlio del secolo’ è bellissima (e importante) come dicono
L’accoglienza (giustamente) trionfale a Venezia, l’attesa di mesi, il dibattito già partito. Ora la serie tratta dal romanzo di Antonio Scurati starring Luca Marinelli arriva su Sky e NOW. E noi vi diciamo solo: zitti, e guardatela
Un inizio scoppiettanteLe serie tv da vedere a gennaio 2025
L'attesissima 'M - Il figlio del secolo' starring Luca Marinelli, un nuovo Kore'eda seriale per Neftlix, una brutale epopea western, ma anche il ritorno di 'ACAB' (con il Mazinga di Giallini) e la seconda stagione di 'Scissione'
Erase and rewindLe peggiori serie del 2024
L'assurdo remake di 'Cruel Intentions', la seconda stagione di 'Gli anelli del potere' (ovviamente), ma anche multiversi fuori tempo massimo e un paio di titoli che non ce la fanno, starring due premi Oscar
play it again, gi-hunE se ‘Squid Game’ avesse già smesso di stupirci?
Il secondo capitolo della serie dei record sudcoreana esce oggi su Netflix. Tra (tanti) nuovi personaggi, nuove prove e nuovi intrighi, il messaggio non cambia. E suona come un déjà-vu. Vi spieghiamo perché, senza spoiler
Ready for some RockingLe 10 migliori interpretazioni nelle serie del 2024
Da Vince Vaughn a Kevin Kline, da Rashida Jones ad Allison Janney: ecco gli attori che hanno reso elettrizzanti gli show di quest'anno secondo Rolling US
The Day of the ListLe migliori serie tv internazionali del 2024
Il nuovo (e riuscitissimo) 'Mr. & Mrs. Smith', la (favolosa) rivisitazione di 'Ripley' starring Andrew Scott, ma anche la mob story con protagonista Pinguino (Colin Farrell). E il titolo più chiacchierato dell'anno: 'Baby Reindeer', what else?
Cinema o serie?Le migliori serie tv italiane del 2024
Il filmone by D'Innocenzo, quel meraviglioso "buddellu” di 'The Bad Guy 2' e la seconda, cinematografica stagione di 'Prisma'. Ma anche l'universalissima storia di provincia degli 883 e l'addio alle amiche geniali
Old but gold‘A Man on the Inside’ ci insegna come invecchiare bene
Lo showrunner Mike Schur ritrova Ted Danson (sempre bravissimo) e lo riporta in un ‘good place’. Stavolta una residenza per anziani in cui c’è un mistero da risolvere, ma soprattutto un nuovo senso della vita da scoprire
Telefono casa?‘Star Wars: Skeleton Crew’, l’Impero (della nostalgia anni ’80) colpisce ancora
Fortunatamente la serie Disney+ ha una solida avventura da raccontare, anche se si appoggia parecchio agli Easter Eggs dell'era Reagan e al territorio borderline della fan-fiction
Official secrets‘Black Doves’: tra thriller politico e dark comedy, Keira Knightley si diverte a metà
E noi con lei. Il creatore del bellissimo ‘Giri/Haji’ torna a raccontare una storia di spie e segreti. Ma è troppo indeciso sul registro. E alla fine la parte migliore la fa Ben Whishaw
A Man on the outside‘The Madness’ avrebbe dovuto osare un po’ di più
La nuova serie Netflix starring Colman Domingo è un buon thriller politico in cui si sente la mano del regista di ‘The Wire’. Ma nonostante i tanti (forse troppi?) temi “caldi” in campo, resta un prodotto piuttosto convenzionale
