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Millie Bobby Brown sta crescendo troppo in fretta?

La baby star di 'Stranger Things' compie oggi 16 anni, ma sui social sembra una quarantenne. È lei che esagera o siamo noi a essere troppo vecchi?

Foto: Neil Mockford/Getty Images

È da un po’ che su WhatsApp mi scambio con un amico le figurine dell’Instagram di Millie Bobby Brown. «Ma come si è combinata qua? Sembra Sandra Bullock». «E qui, con gli occhiali fumé che manco Anastacia?». «Mado’, stavolta Sarah Palin proprio». E via così. Avrebbero già dovuto denunciarci per bullismo, body shaming, e altri reati contro i minori che non voglio nemmeno immaginare. In realtà, è solo la sana preoccupazione dei vecchi. In questo mondo che va veloce, troppo veloce; in questo mondo in cui lo scarto tra le generazioni – quelli nati nel ’900 vs. quelli nati nel secolo nuovo – è sempre più un abisso; in questo mondo rispetto al quale ci ritroviamo davvero più analogicamente vicini ai nostri nonni che agli adolescenti di oggi; ecco, in questo preciso momento della Storia è bene che noi (quasi) quarantenni ci assumiamo il ruolo degli anziani. I pischelli avranno pur bisogno di una guida, e in noi la possono trovare: forse non saremo sveltissimi su TikTok, ma siamo quelli a cavallo dei millenni. Il digitale e le sue derive, in fondo, riusciamo a comprenderle.

Non sono un fan di Stranger Things: son troppo novecentesco per queste cose derivative, come si dice oggi. Non sono un fan di Millie Bobby Brown: la trovo bravina, ma va’ a sapere che attrice diventerà, i bambini sullo schermo sono (quasi) tutti bravi, come i vecchi. Certo è che il personaggio di Eleven è perfettamente centrato (iconico, come si dice oggi). Ha vinto lei, chi sono io per borbottare. Come attrice, appunto, sarà quel che sarà. Per ora al cinema non le è andata granché bene (il mezzo flop di Godzilla II l’anno scorso), ma si sa: il cinema è un Paese per vecchi.

Certo è che, probabilmente per natività digitale, fa quel che si conviene oggi a una giovane attrice: l’influencer. Torno a fare il nonno di fronte al suo profilo Instagram pieno di selfie allo specchio in accappatoio. Davanti alle foto tuttesexy con lei spalmata sulla palma tropicale come una gieffina qualsiasi. Di fronte alle marchette ai trucchi: una volta le sedicenni li rubavano al pianoterra dell’Upim, mica glieli mandavano a casa. Chi sono io per giudicare? Peggio: per moralizzare? Nessuno. Forse, avessimo avuto anche noi i social da teenager, avremmo fatto lo stesso: via le felpe grigie della Champion, dentro dei giubbini simil-Balenciaga made, però, in Zara; basta patch sui brufoli, tanto ci sono i filtri da coreani a correggerli. Sarebbe stato terribile, o forse bellissimo: questo ce lo diranno, domani, i ragazzetti di oggi.

Millie Bobby Brown mi pare, in questo senso, una perfetta rappresentante della sua generazione. E almeno lei, a differenza della maggior parte dei TikToker, un lavoro vero ce l’ha. In fin dei conti, ha ragione lei. Ma lasciatemi commentare le sue fotine da diva quarantenne come un vecchio bacchettone. Lasciatemi pensare: Millie, perché non ti metti a leggere Umiliati e offesi di Dostoevskij, come abbiamo fatto tutti alla tua età? Lo faceva pure Lenù nell’Amica geniale dell’altra sera. Ma figurati se i sedicenni erano davanti a Rai1, in quel momento. Hanno tutti una carriera sui social da mandare avanti.

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