Il creatore di Heated Rivalry, Jacob Tierney, è un po’ agitato quando si collega alla nostra chiamata Zoom: cammina avanti e indietro sotto un cielo azzurro limpido. «Ho appena realizzato che sto indossando una maglietta dei R.E.M. per un’intervista a Rolling Stone. È proprio da manuale!», esclama, indicando la sua T-shirt grigia. Ma gli basta poco per superare l’imbarazzo e iniziare a riversare il suo entusiasmo per Michael Stipe e soci. «Mi batterei fisicamente con chiunque per loro», aggiunge ridendo. Per fortuna ha un intero branco di hockey player fighi dalla sua parte.
Il drama by Tierney (dal 13 febbraio su HBO Max Italia) è esploso alla fine del 2025. È l’adattamento di una popolare serie di libri di Rachel Reid e segue due giocatori di hockey che da rivali diventano qualcosa di molto più bollente: i protagonisti di una storia d’amore segreta. La serie ha debuttato sul servizio canadese Crave a fine novembre e, dopo essere stata acquisita da Max, ha travolto l’immaginario collettivo come un giocatore di hockey… che fa cose da giocatore di hockey. Le star Hudson Williams (che interpreta il timido canadese Shane Hollander) e Connor Storrie (nei panni del tormentato russo Ilya Rozanov) erano improvvisamente ovunque, un cambiamento vertiginoso rispetto ai turni da cameriere e alle pagine IMDb quasi vuote.
Anche la colonna sonora, un mix di nostalgia degli anni Duemila, ha trovato spazio nello zeitgeist, regalando ad artisti come t.a.t.u. e Wolf Parade notevoli aumenti di streaming anche a decenni dall’uscita originale dei loro brani. E questo è in gran parte merito della visione di Tierney. «Non ho mai fatto televisione in modo “normale”», dice. «La musica per me è fondamentale. I’ll Believe in Anything era un concetto così integrato nella serie che volevo ottenere i diritti prima ancora di iniziare a girare. È indicativo di quanto la musica sia cruciale nel modo in cui mi piace raccontare le storie».
Nonostante la serie sia ambientata grosso modo tra il 2008 e il 2018, Tierney dice che la scelta di una soundtrack nostalgica non è stata intenzionale. «La gente mi dice sempre: “Hai davvero cercato di essere accurato rispetto al periodo”. No, le canzoni erano semplicemente in gran parte tratte da una playlist che avevo fatto io», spiega. «È la musica dei miei primi vent’anni». I protagonisti, che oggi hanno più o meno quell’età, si sono immersi nella colonna sonora, pur non conoscendo davvero nessuno degli artisti della giovinezza di Tierney. «Mi hanno fatto sentire vecchissimo», racconta. «Erano tipo: “Wolf cosa?”. E io: “Vi odio entrambi”. Poi: “Feist? 1, 2, 3, 4…?”. E loro: “Ah sì, l’abbiamo vista a Sesame Street”. E io: “Ancora una volta, mi piacerebbe spingervi giù per una rampa di scale. Mi fa arrabbiare quanto siete giovani”».
Al di là dell’età, Tierney è rimasto travolto dalle reazioni dei musicisti alla serie: artisti come Miley Cyrus si stanno già contendendo un posto nella colonna sonora della seconda stagione. «È stato pazzesco vedere chi mi ha scritto, perché ci sono un sacco di persone di cui non dovrei nemmeno dire il nome che mi hanno mandato dei DM», racconta Tierney, rifiutandosi malinconicamente di fare esempi. «Sono tipo: “Cazzo. Non riesco a credere di poter anche solo pensare alla musica in questo modo”. È un sogno». Ma questo non significa che abbandonerà le sue amate hit anni Duemila. La colonna sonora che ascolta mentre scrive ora? TV on the Radio e The New Pornographers.
Mentre l’hype per Heated Rivalry continua a crescere, il compositore Peter Peter ha pubblicato due brani per la soundtrack, Rivalry e It’s You, e Tierney ha raccontato i suoi needle drop preferiti del fenomeno culturale.
I’ll Believe in Anything
Wolf Parade
Tierney vede questo brano come la sigla ideale per il giocatore di hockey Scott Hunter (François Arnaud) e il suo fidanzato Kip (Robbie G.K.). «Un needle drop importantissimo per me, perché volevo usarlo più volte. Volevo che fosse il subconscio di Scott. È una canzone grandiosa, romantica, bellissima. È quello che voglio per lui e Kip. E io amo le canzoni d’amore. I needle drop, per me, sono fondamentali perché innescano una reazione subconscia. Voglio dire, tutta la musica in generale, no? Se riesco a far provare a tre persone quello che provo io quando sento questa canzone, allora ho raggiunto quello che voglio condividere».
«Sono anche un grande fan dei Wolf Parade. Li ho visti aprire un concerto degli Arcade Fire, quando era appena uscito il loro primo EP. L’ho comprato quella sera e ho pensato: “Ma chi cazzo sono questi? Oddio, amo questa band”. Nei primi anni Duemila parlavo ogni tanto con Spencer [Krug] della possibilità di lavorare su qualcos’altro insieme. Quindi è stato un po’ un “ti richiamo”. Sì, l’ho fatto. Ci ho solo messo molto tempo».
My Moon, My Man & Sealion
Feist
My Moon, My Man apre il quarto episodio, durante un lungo montaggio dei ragazzi che si scrivono, scopano, si amano e si separano. Sealion invece è nel primo episodio, quando Ilya va a trovare Shane per la prima volta in hotel e incontra sua madre in ascensore. «My Moon, My Man è una canzone incredibile: è pop, intelligente, bellissima. La amavo così tanto che l’abbiamo letteralmente messa in loop e fatta partire due volte, perché il mio montatore mi ha detto: “Sai che questa canzone non è neanche lontanamente abbastanza lunga?”. E io: “Perfetto, loop. Mettiamola due volte”. Ecco quanto amo questa canzone».
«E poi Sealion: sentivo che aveva l’energia nervosa giusta per quel momento. Ragazzi che stanno per incontrarsi per la prima volta. C’è qualcosa di propulsivo. My Moon, My Man era già in sceneggiatura, ma Sealion no, perché non ero sicuro di potermela permettere. Poi però ho pensato: “Non posso farne a meno. La canzone sostitutiva non funzionava”. Così siamo tornati a parlare con il team di Feist e abbiamo risolto».
C’est Toi
Satine
Questo brano francese accompagna una scena in cui Hollander frequenta l’attrice Rose Landry (Sophie Nélisse). «Amo questa energia femminile, è splendida per me. La adoro per Rose e la adoro per quel montaggio del quarto episodio in cui Ilya guarda tutta la copertura mediatica su Shane e la sua nuova fidanzata. Sembrava esattamente il tormentone giusto: impertinente, carino, pop. Credo che Apple Music mi abbia notificato che è stata la canzone che ho ascoltato di più l’anno scorso».
All the Things She Said (& remix by Harrison)
t.a.t.u.
Il momento Running Up That Hill di Heated Rivalry: questo mix tra l’originale e il remix sottolinea l’agonia di un amore nascosto. «Volevo qualcosa di russo lì dentro. Anche se so che c’è una controversia legata alla sua queerness, era il più queer dei successi pop russi che mi venissero in mente. A parte Rasputin dei Boney M. Non pensavo di potermelo permettere, ma appena l’abbiamo messa dentro ho pensato: “No, ne abbiamo bisogno”. Mi piaceva l’idea di usare una canzone e poi una cover, e quando ho trovato quella di Harrison ho detto: “Oddio, dobbiamo far funzionare questa cosa, perché queste due canzoni insieme stanno davvero reggendo tutto il peso emotivo”. Non vi nascondo che è stato complicato far quadrare tutto, non solo economicamente ma anche a livello di contenuto. Sono così grato che ci siamo riusciti, perché sentivo che poteva diventare davvero iconico. O almeno iconoclasta».
Bad Things
Cailin Russo
La canzone che chiude la serie. «Me l’ha mandata la mia amica Michelle Mylett, che era nella serie Letterkenny. Quello che mi piaceva per quel momento è che è un altro pezzo d’amore, ma è anche arrapato e un po’ cattivo. E io ho pensato: “Sì, grazie”. Non volevo che la gente pensasse che ci fossimo dimenticati di essere eccitati».








