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I 5 motivi per cui non dovete perdere ‘Carosello Carosone’

Il biopic di Rai 1 sul geniale musicista napoletano (interpretato da un bravissimo Eduardo Scarpetta) è il film che non ti aspetti. Ecco perché

Foto: Andrea Pirrello/Rai

Il protagonista Eduardo Scarpetta

Forse avevate già visto Eduardo Scarpetta in Capri Revolution di Mario Martone, o più probabilmente nell’Amica geniale, dove interpreta (benissimo) Pasquale Peluso. Ma se non lo conoscevate prima, grazie a Carosello Carosone (in onda questa sera su Rai 1 e poi disponibile su Raiplay) partirete col botto. Se in un biopic trovare il protagonista perfetto significa fare la metà del lavoro, la sua interpretazione del fenomeno musicale Carosone e dell’uomo Renato è clamorosa: sullo schermo è geniale ma umile, rigoroso ma divertente e divertito, vitalissimo, generoso. «Da napoletano, per me lui è il Maradona della musica», ha detto Eduardo che, sì, è l’erede della dinastia teatrale degli Scarpetta-De Filippo, ma anche basta. Ha una faccia pazzesca ed è, semplicemente, un talento purissimo. A testimoniarlo c’è pure la benedizione del figlio di Carosone, Pino, che ha riconosciuto in lui la stessa ironia del padre. Tu vuò fa’ l’americano? A star is born.

La storia di un genio finalmente non tormentato

Il tormento e l’estasi. Ah, no. Finalmente la biografia di un genio della musica è una parabola serena, lieve, scanzonata nel senso letterale del termine. Complimenti alla Groenlandia, la casa di produzione di Matteo Rovere e Sydney Sibilia che con Carosello Carosone fa (magistralmente) il suo ingresso nei lungometraggi Rai, per aver scelto un soggetto popolarissimo, ma privo dei soliti cliché del biopic d’artista. Nonostante pagine buie (vedi il ricovero in ospedale del figlio del protagonista) e certi “scoop” che hanno davvero dell’incredibile: si scopre qui per la prima volta che lo stesso figlio di Carosone era in realtà figlio solo della moglie Lita (interpretata da Ludovica Martino), conosciuta dal cantante e pianista quando era una ragazza madre. Fino ad ora era rimasto un meraviglioso segreto.

La regia di Lucio Pellegrini

Lucio Pellegrini vanta un curriculum cinematografico di lungo corso: dall’esordio nel 1999 con la commedia E allora mambo! ai successivi Tandem, Ora o mai più, Figli delle stelle, La vita facile. L’ultimo, il non memorabile È nata una star? con un giovanissimo Pietro Castellitto wannabe pornodivo, è di ben nove anni fa. Poi, tanta tv: da colossi delle reti ammiraglie concorrenti Tutto può succedere (Rai 1) e Romanzo siciliano (Canale 5) alla splendida Il miracolo di Niccolò Ammaniti per Sky. Carosello Carosone è il suo primo film tv, e potrebbe essere il suo film più riuscito in assoluto. Grazie ai “tecnici” coinvolti (il direttore della fotografia Marco Bassano, la scenografa Veronica Rosafio, la costumista Valentina Taviani), Pellegrini confeziona un prodotto che sembra più cinematografico che televisivo. E la sua mano, oltre alla perfetta direzione degli attori, sa essere al contempo elegante e popolare, autoriale e “divulgativa”. Un Telegatto (o quel che ne resta), presto!

Il cast di facce perfette

Vincenzo Nemolato è il batterista Gegè Di Giacomo in ‘Carosello Carosone’. Foto: Andrea Pirrello/Rai

Oltre al colpaccio con Scarpetta, tutto il casting del film è centratissimo. Vincenzo Nemolato pare nato per interpretare Gegè Di Giacomo, il batterista meravigliosamente folle che fu spalla e amico fraterno di Renato. Perché Carosello Carosone è anche una storia di amicizia e di amore. E nel bellissimo microcosmo napoletano di Eduardo e Vincenzo, si è inserita con naturalezza ed eleganza anche Ludovica Martino, che ha il compito non semplice di interpretare Lita, la moglie di Carosone, della quale si hanno pochissime notizie. Azzeccata anche la scelta di Nicolo Pasetti nei panni del chitarrista olandese Peter Van Wood, che poi negli anni Sessanta si è dato all’astrologia. È bello vedere la meglio gioventù raccontare Mister Carosone, capace di fare la rivoluzione con la tradizione. Il nuovo cinema parte anche da qui.

Le musiche (e il cameo) di Stefano Bollani

Stefano Bollani lo ha sempre dichiarato: Renato Carosone è il suo mito. Non poteva dunque che essere lui il nome coinvolto per musicare questo film musicale (pardon), in cui i brani del vero protagonista – da Caravan petrol a Tu vuò fa’ l’americano – la fanno da padroni nelle tante sequenze canore. Bollani riesce a creare un tappeto sonoro jazz molto presente in tutte le scene, ma al tempo stesso capace di scomparire di fronte ai cult che l’intero pubblico conosce. E, con la giusta punta di vanità, vuole essere a tutti gli effetti “dentro” il progetto, tanto da ritagliarsi anche il cameo del professore di Conservatorio del giovane Renato. Bravo, bis!

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