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È arrivata ‘Antonia’, ed è una bellissima notizia

Perché è una serie femminile come non se n’erano mai viste da noi, sì. Ma anche perché Chiara Martegiani (feat. Valerio Mastandrea) dimostra che se i ruoli mancano, a volte basta scriverseli da sole

Foto: Prime Video

Quando entra nel bar Chiara Martegiani è Antonia, altissima, scarpe eleganti di cuoio nero con zeppa e maglietta bianca (però griffata: e Valerio Mastandrea la sfotte bonariamente), e però è la stessa della serie, la sua serie, da un paio di giorni su Prime Video. Siamo a presentarla in un cinema di Milano e l’incontro si confonde con quello che il pubblico ha appena visto sullo schermo, e che spero stiate vedendo in questo momento, se non l’avete già fatto.

Antonia, così anche il titolo della serie, è una bella notizia per la serialità (che brutta parola) italiana, e non tanto perché è una serie femminile (lo è), ma perché promuove un principio che da noi è poco praticato: se l’offerta non c’è, createvela da soli. O, come nella maggior parte dei casi, da sole. «Ai David non sai mai chi candidare quando si tratta di ruoli femminili, semplicemente perché non ci sono», mi diceva un’altra attrice qualche giorno fa. «Il risultato è che vengono considerate protagoniste delle attrici che in tutto il film dicono tre battute, e che come attrici non protagoniste poco ci manca che candidano il lampione sullo sfondo».

Un ruolo per Chiara Martegiani, che è bravissima e non giovanissima (ha 36 anni, età “procuratore distrettuale” stando all’inesorabile classificazione del Club delle prime mogli, che da noi vale anche più che a Hollywood), e allora se l’è scritto da sola. L’idea nasce prima del Covid e da lì sono arrivati i copioni scritti da lei con Elisa Casseri e Carlotta Corradi, poi le mille difficoltà di produzione, il compagno Mastandrea (l’ha diretta nel suo esordio Ride, condividono insieme alcune scene dell’ultimo Diabolik) che è entrato come supervisore creativo, e Amazon che ci ha creduto anche se il personaggio non ha nessuna “posta in gioco” (così in gergo, dicono), nessun “arco narrativo” da “pitch” algoritmicamente inappuntabile.

Antonia è “solo” una donna che entra in crisi col compagno (sempre Mastandrea, uomo qui comprensivissimo, praticamente all’opposto di C’è ancora domani), è stufa di fare il personaggio della segretaria bona (“però è un ruolo fisso”, le dicono gli amici) in una soap a sfondo avvocatizio, scopre di avere l’endometriosi, va in tilt. Sono sei episodi diritti, pieni di ritmo e di idee, con un po’ di Occhi del cuore e un po’ di Call My Agent – e qui l’agente strepitosa che ricorda di quando doveva gestire Antonioni e Vitti, mica questi sfigati del cinema italiano di oggi, la fa quest’attrice tedesca âgée, Hildegard Lena Kuhlenberg, che ti chiedi per tutto il tempo “ma dov’è stata fino a questo momento”.

Valerio Mastandrea e Chiara Martegiani sul set. Foto: Prime Video

Tutti, a proposito di questa serie, tirano fuori quella parola che io non voglio dire (vabbè, la dico: Fleabag), perché ci caschiamo sempre, dobbiamo sempre pensare che tutto sia derivativo (altra bruttissima parola), non ci possiamo credere che, a volte, le buone idee possono venire anche a noi. La buona idea di Antonia è Antonia stessa, che è anche antipatica, anche irritante, “infrequentabile” la definiva una signora del pubblico durante il dibattito, e vivaddio che si possono finalmente proporre anche donne antipatiche: se è antipatica Shiv Roy diciamo che è una figa, le antipatiche nostre devono sempre passare per isteriche.

Non sto a dirvi della sciamana, e dei vocali sull’autobus, del tiramisù finito malissimo, delle chiavi non lasciate al bar, delle borracce, del gin analcolico, del gatto, del pollo e della gallina. Vi dico che è ottima la regia (Chiara Malta, romana che vive a Parigi e ha diretto un film d’animazione bellissimo, Linda e il pollo, da noi ancora non uscito), è ottimo il cast (Emanuele Linfatti visto in Margini, la fuoriclasse Barbara Chichiarelli, il caratterista che tutti vorrebbero Leonardo Lidi, e le apparizioni di Chiara Caselli, Giselda Volodi, Eleonora Danco, Tea Falco, tantissimi altri).

Vi dico che, altro caso rarissimo, Antonia è una delle poche cose che sembrano essere venute esattamente com’erano state pensate. E anche di guardarla e farla guardare, così fanno la seconda stagione.

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