Con la seconda stagione, ‘Tenebre e ossa’ è diventata un po’ più vecchia. Ma non più saggia | Rolling Stone Italia
Grishaverse

Con la seconda stagione, ‘Tenebre e ossa’ è diventata un po’ più vecchia. Ma non più saggia

Nei nuovi episodi ci sono trame abbastanza mediocri, ma anche ottime performance del cast. Forse bisogna semplicemente dare alla serie il tempo di crescere...

Archie Renaux (Malyen Oretsev) e Jessie Mei Li (Alina Starkov) in 'Tenebre e ossa 2'

Archie Renaux (Malyen Oretsev) e Jessie Mei Li (Alina Starkov) in 'Tenebre e ossa 2'

Foto: Netflix

Avete mai desiderato guardare Game of Thrones ma pensavate che gli attori fossero un po’ troppo famosi? Avreste voluto che il live-action Avatar: The Airbender fosse realizzato da CW? Pensavate che The Great e The Witcher potessero avere un episodio crossover bomba? Non importa se quei pensieri non vi sono mai passati per la mente, perché il supernatural fantasy di Netflix Tenebre e ossa è tornato lo stesso con la seconda stagione.

Adattamento di più libri del Grishaverse uscito dalla penna della scrittrice Leigh Bardugo, la serie è ambientata in una terra magica dove luoghi simili alle città più importanti nelle loro epoche più famose – pensate ad Amsterdam durante la peste, Pechino governata dalla dinastia Qing, Mosca zarista e Stoccolma al tempo dei Vichinghi — non solo esistono, ma distano all’incirca tre giorni di viaggio l’una dall’altra. Ah, e c’è anche la magia. I tropi fantasy abbondano nella prima stagione, che ha introdotto Alina Starkov (Jessie Mei Li) nei panni di una Grisha (termine che indica un utilizzatore di magia, ndt) con il raro potere di evocare il sole. Il suo Paese, Ravka, è diviso in due da una pericolosa faglia d’ombra chiamata The Fold. Per tutta la prima stagione Alina va alla scoperta dei suoi poteri, incluso il segreto degli amplificatori, animali magici che una volta uccisi possono rendere più forte una Grisha. In quanto prescelta, è ovviamente invischiata in un triangolo amoroso con un Grisha più vecchio, nonché generale della seconda armata, Kirigan (Ben Barnes) e il suo migliore amico d’infanzia Mal Oretsev (Archie Renaux), che non è magico ma… be’, è figo.

La seconda stagione si apre con Kirigan ormai trasformato in cattivo, mentre Mal e Alina sono innamorati ma in fuga, e un cast di personaggi presentati nella prima stagione (un gruppo di adorabili ladri steampunk e due improbabili amanti) che finalmente collaborano incontrando altri bizzarri character esterni (un affascinante corsaro e le sue guardie del corpo). Alina vuole distruggere The Fold e Kirigan una volta per tutte, ma deve scegliere tra l’amore e il futuro del suo mondo, il che significa accettare aiuti impensabili.

La prima stagione di Tenebre e ossa ha avuto successo anche grazie al tempismo (ha coinciso con la pandemia da Covid) e alla popolarità del suo materiale di origine fantasy young adult molto dettagliato. Per evitare il burnout però, lo show ha adottato un approccio irriverente (e intelligente) ai libri su cui era basato, combinando anche più volumi e scatenando persino l’ira di alcuni gruppi razzisti dopo aver reso il personaggio principale, solitamente considerato bianco, per metà cinese.

La seconda stagione cerca di immergersi più a fondo, aumentando il sangue, il gore e le macchinazioni politiche. Mei Li e Renaux danno davvero il massimo, infondendo la relazione tra Alina e Mal con la giusta quantità di sincero struggimento e sensualità. E lo stesso vale per Barnes… Ma la serie ricade ancora sui tropi per giovanissimi, non riuscendo ad aumentare la carnalità nel modo giusto. E ci sono troppi personaggi, troppe città, troppe missioni e troppi combattimenti per mantenere uno show equilibrato e agile. Invece la semplicità della trama dei Corvi – una banda di ladri composta da Kaz Brekker (Freddy Carter) e il suo team, Nina Zenik (Danielle Galligan), l’esperto di munizioni Wylan Hendriks (Jack Wolfe), il tiratore scelto Jesper Fahey (Kit Young) e Wraith Inej Ghafa (Amita Suman) – ruba tutto. Carter e Suman si toccano solo una volta, e riescono comunque ad avere la storia d’amore più avvincente di tutto il lotto. E ha senso, dal momento che Sei di corvi è senza dubbio il libro più forte di Bardugo. Unendo 800 pagine e dozzine di trame insieme in una stagione di otto episodi, tuttavia, Tenebre e ossa lascia accidentalmente che i Corvi rubino i riflettori, rendendo fastidioso ogni momento in cui sono fuori dallo schermo – e ce ne sono parecchi.

I Corvi – Tenebre e ossa 2

Danielle Galligan (Nina Zenik), Freddy Carter (Kaz Brekker), Amita Suman (Inej Ghafa), Kit Young (Jesper Fahey), Jack Wolfe (Wylan) in ‘Tenebre e ossa). Foto: Netflix

Tenebre e ossa non è certo perfetta. Non è chissà che nemmeno tecnicamente. È una fantasia di evasione steampunk che si batte per la mondanizzazione e finisce per sembrare una fanfiction mal coreografata sulla magica Russia. I protagonisti hanno facce che non solo sembrano sapere benissimo cos’è un iPhone, ma danno l’idea di tenerne pure uno nella tasca posteriore dei pantaloni, pronti a tirarlo fuori non appena il regista grida: cut! I costumi sembrano dettagliati e costosi, eppure rimangono troppo puliti, anche dopo che i personaggi combattono, si infuriano e si trascinano nel fango. Gli effetti speciali e il trucco tradiscono il loro budget. E il ritmo è un casino.

Il fatto che ai nuovi arrivati sia dato così poco materiale con cui lavorare e facciano comunque venire voglia di guardare un’altra stagione della serie – nella speranza che i miei preferiti abbiano una possibilità di felicità – è un regalo. L’ossessione dello streaming per il massimo (oppure niente) significa che gli show hanno standard impossibili da rispettare. Se non state realizzando il prossimo House of the Dragon o non stare affrontando la corsa al successo dell’IP contro la Disney, perché siete qui? Ecco perché le cancellazioni sono la norma al giorno d’oggi, anche per le serie più celebrate. Sbarazzandosi di show mediocri, quelli che storicamente hanno fornito un terreno fertile alle future star, Hollywood non fa un buon servizio ai suoi giovani attori. Tenebre e ossa non è eccezionale. Ma non potete dire che sia noioso. E se Riverdale può avere sette stagioni di merda, questa serie merita un po’ di tempo per crescere – e, forse, brillare.

Da Rolling Stone USA

Altre notizie su:  Tenebre e ossa 2