Amici 20, le pagelle del quarto serale: la migliore è Mara Venier | Rolling Stone Italia
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Amici 20, le pagelle del quarto serale: la migliore è Mara Venier

Brava Francesca Manzini nello sketch che la vede imitare la conduttrice di "Domenica In", esce una Enula spenta e sfortunata, vogliamo Giulia e Samuele in un musical, ora. Poi sotto Sangiovanni (poco e) niente

Amici 20, le pagelle del quarto serale: la migliore è Mara Venier

Foto via Instagram/Amici

Francesca Manzini voto: 10

Chi la dimentica in quel capolavoro che era Gli sgommati. Lei che sa fare una Maria De Filippi clamorosa, arriva in scena – sì, Pio e Amedeo non c’erano, oh noooooo – e fa una Mara Venier da urlo che intervista molestando i tre giudici (beato politicamente corretto: lei può toccare il pacco a Emanuele Filiberto, il contrario sarebbe valso un linciaggio social e un processo per direttissima, viva il femminismo militonto) e con battute divertenti e doppi sensi a gogo. Funziona, perché la volgarità può fare male solo se non sai bene come domarla. Lei lo sa. Pare che Mara stessa si sia chiesta cosa ci facesse ad Amici.

Giulia Stabile e Samuele Barbetta voto: 9

Di lei abbiamo già parlato. Anche camuffata dietro occhiali improbabili e vestiti da collegiale, pure goffa e un po’ gobba, parte la musica e tu sei con lei, altrove, emozionato, ammirato. Ha una grazia e una potenza espressiva incredibile, può fare quello che vuole e ti rapirà occhi, cuore e ti farà innamorare un po’ di più. Come succede puntualmente nel suo Sei bellissima, un assolo dei suoi. In Samuele potrebbe aver trovato il compagno ideale (di ballo), vista la loro Grace Kelly. Come lei firma ogni prova con il suo stile inconfondibile, a livello interpretativo e recitativo ha una marcia in più (anche di lei, si sente il talento naturale del coreografo nei suoi movimenti) riuscendo sempre a regalarti il mondo in cui sta volteggiando, ha la generosità e la cura di chi non danza solo per sé ma per chi guarda e per chi è con lui.

Sangiovanni voto: 8

La maturità scanzonata con cui (ri)scrive i testi, la personalità con cui canta, il modo di stare e mettersi in scena: ed è solo un adolescente. Oggi si è ritrovato a giocarsi l’eliminazione con Enula e Deddy, tanto per ristabilire le gerarchie, soprattutto dopo il melodramma d’amore consumato dal Puffo Deddy nell’ultima puntata. Esce subito dalla roulette russa, quasi in surplace e dopo annichilisce uno dei migliori Tancredi di questi serali con un pezzo dei Queen che ad altri farebbe tremare i polsi e lui invece fa tremare noi. 

Stefano De Martino voto: 7

Un voto in meno per il vestito da agente assicurativo in trasferta, con tanto di fermacravatta che lo renderà il nipote più desiderato d’Italia. Dalle nonne però. Ma si sveglia dal torpore e piazza un paio di stoccate niente male, dall’analisi della performance di Sangiovanni e del suo You don’t fool me dei Queen rovesciato e ripensato nel testo. Il giudice riesce in poche parole a rilevare tutto il talento e il carisma sorridente del probabile vincitore di questa edizione. Meraviglioso poi quando cazzia il pubblico che rumoreggia con una stilettata elegantissima “vi rispetto moltissimo, ma sono qui per giudicare. Su questa poltrona rossa c’è posto solo per uno ed è già occupata”. E i siparietti con Emanuele Filiberto se li mettono un po’ più a punto rischiano di diventare il guilty pleasure di questa edizione.

Aka7even voto: 6

Sei sempre in dubbio se sia un bluff o meno. Per gli appassionati di calcio, ricorda Recoba (al di là del pessimo gusto nel vestire e nel taglio dei capelli): uno che per anni abbiamo pensato sarebbe diventato il più forte di tutti e che ha finito per buttare quasi del tutto il suo talento lasciandoci pochi momenti pazzeschi e tante, troppe pause. Qui, a dirla tutta, c’è il dubbio pure che il suo talento sia normalissimo, non aiuta la sua insicurezza, l’impressione che dà di credere di essere lì per caso, un po’ come Monir nell’ultimo Masterchef, che invece in extremis ha mostrato le sue doti. Per ora la sua migliore qualità è mimetizzarsi, riuscire a finire nelle sfide giuste e aver evitato l’eliminazione (ieri mentre parlava con Tancredi aveva la faccia del “oh, l’ho sfangata pure oggi”).

Maria De Filippi voto: 5

Che sia la creatrice dei format più redditizi e completi come copertura dei target di pubblico, non c’è dubbio. Che sia un genio televisivo-economico pure. Però. Però vorremmo vedere le sue trasmissioni condotte da altri, uscire da quella grammatica televisiva sempre uguale, fatta di eliminazioni comunicate nella casa con un “sì” o un “tu” che sanno di tortura psicologica, con quella fredda empatia che serve solo a scavare di più nelle lacrime, nei sentimenti, nelle reazioni scomposte, perché alla fine tutto è Uomini e donne per lei. Maria non lo accetterà mai, ma grattando la patina di luci abbaglianti dell’una e le scenografie ambiziose e il budget di livello dell’altra, lei e Barbara D’Urso non sono diverse. Quel cinismo con cui una sfrutta il dolore e l’altra le speranze, entrambe la voglia di apparire ad ogni costo, mettendo alla berlina i freak di cui il piccolo schermo (e non solo) sono pieni, le rendono sorelle. Ma una la massacriamo e l’altra la chiamiamo regina. E forse è pure giusto così. Ma i Pio e Amedeo poi li porta lei in prima serata. 

Perché 5? Perché nelle edizioni più fiacche come questa, viene più a galla cos’è davvero Amici e il mondo De Filippi.

Emanuele Filiberto voto: 4

Potrebbe essere anche interessante la sua presenza serenamente incompetente con quella faccia che invecchiando sta assumendo personalità (ora sembra un incrocio tra un Fedez invecchiato male e un Nick Nolte ringiovanito peggio). Ma il suo senso dell’umorismo poco sopra a quello di Arisa e il carisma da re di bastoni a volte fanno fare bella figura persino a Stash.

Arisa voto: 3

Come i tennisti scarsi, fa giocare male anche gli altri. Lorella Cuccarini pur sedendole accanto agisce quasi come non esistesse, e si salva. Rudy Zerbi che invece ha pensato di puntare sull’amore-odio con lei per l’effetto (tragi)comico della trasmissione, non ha fatto i conti con l’impossibilità di costruire con Arisa una relazione sensata e un dialogo produttivo. Lei non coglie l’umorismo, le provocazioni, reagisce come una bambina e il massimo che sa offrire è lo specchio riflesso. Sembra essere fuori posto sempre, persino quando presenta il guanto di sfida che ha pensato lei (“il migliore” come ha detto De Martino), si fa rubare la scena. Ormai è un’agonia.

Alessandra Celentano voto: 2

Ha ragione da vendere su Martina. Persino sul fatto che neanche nel suo sia particolarmente brava. Ma per la sua ossessione rischia di rovinare la sua squadra. Poco male, ma ha scientemente perso una sfida per dimostrare con un guanto di sfida suicida che la ragazza non merita il suo posto ad Amici. Lo spiegasse a Serena che ha dovuto ballare in uno stile mai provato e fare una figura buona ma non all’altezza del suo talento, e soprattutto ad Enula Bareggi che per quella sconfitta si è trovata in ballottaggio e poi eliminata. Facciamo una cosa, dedichiamo una puntata a una lotta all’ultimo sangue tra le due e che ne rimanga solo una. Ma tra gli insulti sguaiati della prof, i dispetti (la registrazione di Martina dietro Serena è stata umiliante per entrambe) e le faccette offese della concorrente ci siamo rotti. Rudy, pensaci tu.

Il cast del programma voto: 1

Non per il loro valore individuale, ma perché la scrittura del programma inchioda tutti ad archetipi vecchi. E anche chi prova, come Zerbi e Cuccarini, ad andare oltre, si trova strozzato in un meccanismo in cui tutti, prof in testa, fanno quello che ci si aspetta da loro, sembrando più dei meme che i professionisti che sono. Rimane drammatico il gap con un programma come X Factor in cui giudici e prof con caratterizzazioni forti riescono comunque a stupire, a fare uno scarto e uno scatto in avanti (sì, ok, tranne Emma, che infatti è da Amici). Ma per arrivare a quel livello Maria dovrebbe uscire dai suoi schemi e liberare quelli che in realtà considera solo comprimari.