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X Factor 2022, le pagelle delle prime Audizioni: un po’ Amici e un po’ Fedez Factor

Il tavolo dei giudici per ora traballa. Solo l'asse Ambra-Dargen può contrastare lo strapotere di Fedez. Se Angiolini si commuove col premestruo, noi diamo il premio Bruschetta nell'occhio agli STT. Rkomi bullizzato, inspiegabile la trasformazione di Francesca Michielin in una clochard

Foto: Virginia Bettoj/Sky

Il format sembra in grande difficoltà senza Manuel Agnelli – e pure Mika manca parecchio – e almeno dalle audizioni sembra essere diventato la brutta copia di Amici. Qualcosa di buono c’è, ma il tavolo dei giudici per ora traballa. Tutto passerà per l’asse Ambra Angiolini-Dargen D’Amico, se troveranno il modo di andare d’accordo e divertire e divertirsi (ieri un paio di momenti comici niente male) allora spariglieranno le carte, musicalmente e televisivamente. Altrimenti sarà Fedez Factor. Ieri, peraltro, inusualmente antipatico e supponente, anche se il solito stratega geniale (la geografia delle sue frasi per “condizionare” i colleghi e far capire chi comanda da manuale della leadership): pensava di poter vincere facile e ha scoperto che la cantante di T’appartengo sarà un osso duro. D’altronde Federì, scrivila tu una hit che cantiamo ancora tutti, grandi e piccini, dopo 28 anni.

STT voto: 10

Se Ambra si commuove col premestruo, io posso dare 10 a questi due ragazzi perché ho due figli maschi (a proposito Carlo, tre anni e mezzo, ha amato gli Omini; Bruno, un anno, Lucrezia Maria Fioritti e Matteo Siffredi, avrei detto il contrario) e vorrei che da grandi si volessero così bene. Il 28enne incazzato e fragile, il 20enne incosciente e devoto, però, sono solo una parte di un duo trap arrabbiato e talentuoso che ti scava dentro, ti strappa il cuore e te lo restituisce stropicciato, ti porta nella cantina delle loro anime e ti ci chiude dentro. Bisogna vedere se uscendo da lì sapranno crescere, ma per ora il premio bruschetta nell’occhio è loro. Quei due abbracci virili a stritolarsi non ce li dimenticheremo. Due, gli STT, che non vorresti nel tuo condominio ma al tuo cenone di Natale sì.

Linda Riverditi voto: 9

Sembra uno scricciolo pronto a essere spazzato via al primo alito di vento. E forse lo è. Ma ha coraggio e talento, e tanto basta per prendere Coraline dei Måneskin e volare, sussurrandola, imponendola col suo stile, rispettandola e rivoluzionandola. Prende la canzone con cui Damiano David ha fatto piangere (e ha pianto a) Sanremo, una delle più iconiche tra quelle meno ammiccanti della band, e ne esce trionfante. Non mollando un centimetro. Voglio un feat Damiano-Linda unplugged ora. Lei davanti al microfono ti prende a schiaffi con un filo di voce, fuori vorresti solo dirle che andrà tutto bene e conoscere tutto del suo mondo. Ok, con la doppia paternità mi sono rammollito, è vero.

Gli Omini e i Santi Francesi voto: 8

Portateli fino alle dirette e nessuno si farà male. L’unico momento rock delle audizioni, grazie ai figli del chitarrista degli Statuto, arriva con un pezzo degli Hives suonato e cantato da dio, un po’ Bengala Fire e molto Little Pieces of Marmelade. Ma con una cultura musicale di base ancora più solida e sentita, sembrano usciti da una capsula del tempo sotterrata a Woodstock o i Beastie Boys coi brufoli, scegliete voi. Di sicuro in questo momento punk-rock meraviglioso senti la nostalgia canaglissima di Manuel Agnelli. E, temiamo, la sentiranno soprattutto loro. E pure i Santi Francesi – nome da urlo – fanno un it pop che con Sua Maestà poteva diventare rock e che con questi giudici devono sperare fortissimo in Ambra.

Lucrezia Maria Fioritti, Matteo Siffredi, Tigri da Soggiorno, Irene Pignatti, I Nervi voto: 7

Lei elegante e preparata. Ma deve sgualcirsi, testo molto bello ma il dubbio che non sappia uscire dalla comfort zone c’è. Siffredi è superdotato. Altrimenti non porti Ornella Vanoni a X Factor, decostruendola con classe e coraggio, e ne esci vivo. Di quelli sentiti quello con più margine di crescita e di interesse. Le Tigri da Soggiorno grandi arrangiatori, lui sembra un Truppi che ce l’ha fatta, la band non sembra fatta per suonare insieme ma non lo sanno e lo fanno benissimo. Sembrare sbagliati nel modo più giusto, un po’ come nello scegliere, in modo quasi suicida, Neffa e addirittura riscriverlo. Irene Pignatti ha una voce perfetta, un modo squisitamente naïf di stare al mondo, e il suo ragazzo è tipo venuto in tuta. Impossibile non amarla. I Nervi rifanno Patty Pravo male ma con il giusto snobismo radical chic. E fanno fessi tutti. Tranne Dargen e il sottoscritto. Sanno di essere un bluff, e esserlo bene è comunque un talento.

Francesca Michielin voto: 6

Lo sappiamo tutti che la conduzione, nelle audizioni, è in modalità Comello, ovvero “faccio la discreta ed empatica padrona di casa, poi lascio al giudice più anziano il compito di portare avanti la baracca”. Ma quel poco che fa lo fa bene, con un po’ di mestiere, senza strafare e facendo pesare la sua anzianità su quel palco. Bene così, ma in diretta servirà un cambio di marcia. E di stylist: l’outfit di partenza o era una trovata alla Giorgia Soleri – dopo i peli sotto le ascelle sdoganiamo anche i capelli zozzi e il clochard style – o il risultato di un goliardico gavettone di uno dei giudici.

I giudici voto: 5,5

Non è solo la media tra i rispettivi voti (Dargen D’Amico e Ambra Angiolini 7, Fedez 3, Rkomi 5) di ognuno di loro, ma anche il giudizio che esprime il disagio di vederli insieme. Troppo Fedezcentrico il tavolo, dall’amico Dargen, e lo capisci dal fatto che quest’ultimo decisamente fuori le righe – ha un umorismo irresistibile nel suo arrivare regolarmente a tutti con due secondi di ritardo, anche a lui – con il sodale diventa un agnellino, fino a Rkomi che pur non conoscendolo ne subisce l’influenza. Fedez poi, supponente e poco empatico davanti alla telecamera – è tornato a X Factor troppo sicuro di sé – fuori sa benissimo come occupare militarmente le sfere d’influenza, e come a Risiko sta cercando di allearsi con Rkomi per eliminare le armate di Ambra («Non ha mai parlato male di me, ecco perché mi è simpatico», «Attento Mirko, pensaci bene»), sapendo che D’Amico lascerà fare. Rkomi deve decidere se vuole più bene a papà Fedez o mamma Ambra (per ora vince sorprendentemente lei). Troppo timido e impacciato, tanto da diventare un intermezzo comico e bullizzato dai colleghi, ma la sua sensibilità cucciolosa e qualcosa di grintoso e dolente negli occhi non ci fa escludere che il bruco diventerà farfalla e che quelli che ora sembrano difetti diventeranno punti di forza. Detto questo, lui è a suo agio a X Factor quanto il sottoscritto alle feste. Ambra Angiolini sarà la sorpresa dell’edizione: con classe e determinazione ha fatto capire subito che non farà la comparsa né la vittima designata: compagnona con Dargen, materna con Rkomi, a volte situazionista e altre coraggiosa con i concorrenti, ruvida e competitiva con Fedez, ha fatto capire che in tv lei può dire la sua, visto che già 30 anni fa dominava le telecamere. E che ha fatto il Vietnam con Boncompagni a Non è la Rai. Federico Lucia non se l’aspettava e il nervosismo di ieri ci dice che ora la teme, nonostante si sia apparecchiato il cast per proteggersi e andare sul velluto. Sì, team Ambra (è così cazzuta che ti scordi quant’è bella, peraltro), ma senza nulla togliere alla sua sensualità il momento più erotico rimane Dargen che bacia il capezzolo di Rkomi. Non mi sono ancora calmato.
 Problema sul montaggio della puntata: troppo lunga la sequela di quattro sì iniziali, sembrava Italia’s Got Talent (peraltro uno switch totale dei giudici gioverebbe a entrambi i format), le cattiverie (alcune geniali) di Fedez confinate in 45 secondi scarsi rappresentano una scelta insensata.

Francesco Guarnera voto: 5

Se i Lùnapop fossero venuti dopo i Thegiornalisti, lui sarebbe un Cesare Cremonini che non può farcela. Si scioglierà come neve al sole, è un cialtrone che sa di esserlo e che canta per rimorchiare, ma Martina sei una stronza è il mio guilty pleasure della settimana. Mai più senza. Ambra che si definisce la nonna di Martina mi ha fatto voglia di scrivere gilf sulla sabbia. E poi su Google.

Daphne Cancelliere voto: 4

Adele ha portato bene solo ai Mutonia, si suicida come Manal (graziata, quest’ultima, dalla curiosità incontrollabile di tutti di capire se ci è o ci fa) con una scelta sbagliatissima della cover da portare. La stessa dei suoi genitori nell’abbinare nome e cognome (quando il nome d’arte è un obbligo). Performance che vince il premio inconsapevolezza dei propri limiti.

Diego Bonessa voto: 3

Tre, ma con tutto l’amore del mondo. Un bravo ragazzo, nerd ed entusiasta, che in Stranger Things potrebbe essere Dustin o un suo grande amico, ma Dustin con Neverending Story ha dimostrato di essere molto più intonato. Lui invece ha sentito Guccini e Pavarotti per poi agitarli senza mescolarli. Male. Idolo totale, bisogna solo capire come mettere a frutto il suo talento. Dopo aver capito qual è.

The Clan voto: 2

Era difficile fare Rolls Royce peggio dell’originale. Loro hanno fatto il miracolo, riuscendoci alla grande. Tifavo per i quattro sì, poteva diventare un genere: cover brutte e come farle.

Luci Blu voto: 1

Sembrano in playback e dentro Fuori orario. La coreografia è chiaramente tarata su altri testi e musiche. Ghezzi potrebbe impazzire per loro, noi no. Sono di quelli che a scuola devi proteggere preventivamente dal bullismo, da come si vestono a quello che fanno attirano prese in giro in modo quasi provocatorio. Di buono c’è che sembrano avere l'(auto?)ironia per sopportarlo. Li vedo bene come gruppo parodia dei Coma_Cose. Ma pure viceversa eh.

Il pubblico voto: 0

Se non ci fosse Dargen D’Amico a prenderli in giro, tiferesti per un pazzo col lanciafiamme che li zittisca. Ad Amici c’è una platea più competente e meno monotona (e abbiamo detto tutto), qui sembra più che abbiano preso quella dei talk politici di Rete 4 e obbligati solo a chiedere quattro sì e regalare standing ovation a caso. E un paio di volte sembra persino condizionare i giudici. 
L’ho già detto quanto mi manca sua maestà Manuel Agnelli che li rimetteva a posto mentre ancora applaudivano?

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