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Sanremo Giovani, le pagelle della finale

Qualità più bassa dello scorso anno, Baudo superstar e due sorprese che arrivano dritte dritte da 'Area Sanremo'

Foto di Massimo Insabato/Archivio Massimo Insabato/Mondadori Portfolio via Getty Images

Torna puntuale l’appuntamento con Sanremo Giovani. Se l’anno scorso i primi due classificati accedevano di diritto al festivalone di febbraio, quest’anno Amadeus ha cambiato tutto. Del resto la vittoria – meritatissima! – di Mahmood ha fatto storcere più di un naso. Così, per Sanremo 70, vedremo in gara i cinque concorrenti che hanno superato tutte le fasi di Sanremo Giovani, la vincitrice di Sanremo Young e i due trionfatori di Area Sanremo. Il programma che designa le Nuove Proposte della musica italiana parte malissimo: avere eliminato un talento come Federica Abbate nelle semifinali è una grave pecca. Già nella scorsa edizione fu fatta fuori favorendo Einar che poi è, puntualmente, scomparso. Quindi, con la Abate fuori pure per quest’anno, la qualità ne risente. E le canzoni in gara, poi, non sono il massimo. Ci sono le solite, sparute, eccezioni, ma erano molto più forti i brani dello scorso anno.

Ecco le pagelle dello show e dei Giovani.

Lo show – Voto: 5
Sanremo Giovani non riesce a trovare la quadra e, dopo 30 minuti, si fatica a stare svegli. Vuoi per le canzoni, vuoi per le lentezze di un programma che deve cercare un modo per essere più accattivante.

Amadeus – Voto: 6
Amadeus oltre alle sue giacche ereditate dal Festivalbar, dovrebbe dare un freno alle sue presenza tv. Il rischio è che ci si stanchi prima ancora di iniziare. Lo vediamo tutti i giorni con I soliti ignoti, sarà al timone dell’Anno che verrà, poi Sanremo Giovani e Sanremo. Ama diamoci una calmata: il troppo stroppia.

Pippo Baudo – Voto: 10+
Arriva Pippo e si riempie la scena. Cos’altro dire? Si meriterebbe un altro festival. Pippo è Pippo come Sanremo è Sanremo

Thomas – Voto: 3
Thomas ha 19 anni, ma è già antico. Nell’intervista che ne precede l’esibizione sciorina un sacco di influenze: da quelle pop a quelle soul. Poteva anche dire trap e rap e avrebbe fatto filotto. Non finisce qui: il nostro Thomas, con i capelli che ricordano l’improbabile look di Mariella Nava di qualche tempo fa, è un wannabe Michael Jackson. Il risultato, oltre a essere un po’ tristanzuolo, lo fa sembrare un ritaglio degli anni ’80 (che non ha nemmeno vissuto, vista l’età), un figlio dei Locomia. La canzone è bruttina assai. E molto dimenticabile. Bye Bye Thomas che viene, giustamente, eliminato.

Leo Gassman – Voto: 6
La canzone Va bene così ricorda, vagamente, La notte di Arisa. A Gassman piace vincere facile: dopo l’esibizione di Thomas, con cui si è scontrato, ha la strada spianata. Qualche stonatura c’è. Qualche frase retorica pure. “La vita non è sempre a colori/ma una cosa è certa/non le importa dei tuoi errori” è una roba che non si può proprio sentire.

Réclame – Voto: 6
Il viaggio di ritorno, senza dubbio, ha un ritornello forte. I Réclame – con un nome che puzza di antichità lontano un meglio. Peggio di loro solo i Modà – sono bravi, funzionano di più registrati che live, ma voglio pensare fossero in preda all’emozione. Il brano, godibile, rappresenta una critica alla società. Sono stati eliminati, ma sono da tenere d’occhio.

Fadi – Voto: 7
Due noi di Fadi non è affatto male. Il ragazzo di Riccione – cresciuto chiaramente a pane e cantautori italiani – ha un timbro interessante. Unica pecca: il suo stile può apparire poco personale, dovrebbe trovarne uno aderente alla sua vocalità. Il talento, comunque, c’è. La naturale simpatia, pure.

Shari – Voto: 6
Stella è una canzone che, per eccellenza, ha velleità sanremesi. Shari è una ragazza molto carina, ha sicuramente la stoffa, ma il brano, tranne che nel ritornello, era poco comprensibile. Il pezzo, nonostante il tema strappalacrime (la perdita di un’amica, ndr), non si può definire innovativo. Il brano ha grosse lacune. Shari è eliminata.

Marco Sentieri – Voto: 7
Billy Blu è il pezzo che, probabilmente, vedremo in cima al podio. In alcune parti sembra un po’ Signor Tenente di Faletti. La canzone sul bullismo è più che mai attuale e Sentieri la interpreta in maniera esemplare. La retorica, però, non manca. E sbuca fuori quando meno te lo aspetti.

Jefeo – Voto: 6 e mezzo
La canzone Un, due, tre, stella è caruccia. Stop. Ah, sì, è probabile che la ascolteremo all’infinito in radio. Jefeo sembrava partire in vantaggio, si sarebbe dovuto portare dietro il pubblico di Amici di Maria De Filippi. E invece, lui e il suo autotune sono stati eliminati senza sbancare al televoto. Succede.

Fasma – Voto: 7 e mezzo
Per sentirmi vivo è nettamente meglio del pezzo di Jefeo. Fasma è un talento e canta cose non banali. Ha una bella presenza e potrebbe darci molte soddisfazioni. Il brano? Lui ama lei, ma vivono un periodo tormentato. Niente di nuovo sul fronte occidentale, I know, ma si fa ascoltare.

Tecla Insolia – Voto: 4
Tecla di Sanremo Young è una ragazza fortunata, per non dire miracolata. Dopo aver vinto un programmino che ha arrancato per imporsi, si trova di diritto sul palco dell’Ariston. La canzone 8 marzo, per rimanere in tema, è il festival della retorica: “noi siamo di passaggio, come le rondini, come l’8 marzo”. Ma perché c’è questa volontà di invecchiare gli adolescenti? Perché?

Eugenio in via di Gioia – Voto: 8
Tsunami la sentiremo e la risentiremo. La band – attivissima su più fronti, tra cui quello ecologista – racconta in maniera fresca e originale la quotidianità, l’oggi fatto di telefonini, connessioni e T9. Il brano ricorda, per atmosfere, la celeberrima Tropicana del Gruppo Italiano. Avete presente?

Avincola – Voto: 7
Un rider, seppure ben costruita, pare una canzone a caso di Calcutta. La scena indie ci doveva stare, ma non ce l’ha fatta. A parte tutto Avincola è uno in gamba, ma è stato penalizzato dalla sfida con gli Eugenii. Che avevano un pezzo obiettivamente più forte. E lo hanno escluso dal Festival.

Mateo Faustini – Voto: 9
Un vero talento scoperto da Area Sanremo. Nel bene e nel male è una sorpresa che potrebbe sparigliare le carte tra i Giovani. Eugenii, Marco Sentieri e Fasma: tremate!

Gabriella Martinelli e Lula – Voto: 7
La seconda (piacevole) sorpresa arriva, ancora una volta, da Area Sanremo. Il duo al femminile canta Il gigante d’acciaio, una canzone di denuncia su un tema più che mai attuale: l’Ilva di Taranto. Un brano che farà discutere e che potrebbe avere parecchie soddisfazioni. Tipo il premio della critica.

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