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Ma perché invece di ‘LOL 3’ ci avete dato ‘Prova Prova Sa Sa’?

Quello che era stato pensato come spin-off del caso comico di Prime Video si rivela uno show gradevole (ma con battute da terza media) in cui impazzano i notevoli Maccio Capatonda e Edoardo Ferrario. Peccato che non se lo stia filando praticamente nessuno…

Da sinistra in senso orario: Maccio Capatonda, Frank Matano, Edoardo Ferrario, Aurora Leone e Maria Di Biase in ‘Prova Prova Sa Sa’

Foto: Amazon Prime Video

Quel 2 novembre, come data di messa in onda, doveva già dirci molte cose (una parte di me è ancora convinta che fosse un messaggio in codice…). Di certo, è stato profetico: con lo sbarco, nella giornata dei morti, del comedy show Prova Prova Sa Sa su Prime Video, si è levato il De Profundis per LOL. E voi direte: cosa c’entra adesso il programma con Posaman? C’entra eccome, perché era questa, di fatto, la vera posta in palio: non tanto un nuovo show, più o meno riuscito, ma la possibilità che la magia iniziata da LOL potesse continuare, tramandandosi di sketch in sketch, di format in format. Prova Prova Sa Sa non era altro che l’Eletto: colui che doveva trasformare Prime Video nella piattaforma della comicità. In fondo non ci voleva tanto. Bastava diventare, ancora una volta, virali: come due anni fa. E il gioco era fatto. Peccato che Prova Prova Sa Sa non se lo stia invece filando nessuno.

Fatevi un giro sui social. L’hashtag #ProvaProvaSaSa devi andartelo a cercare cliccando sull’icona della lente, così come i nomi dei suoi mattatori: il conduttore Frank Matano e i comici Maccio Capatonda, Aurora Leone, Edoardo Ferrario e Maria Di Biase. Ci stanno tutti molto simpatici, ma manco uno è in trending topic. E dire che il format era perfetto per essere spammato, a suon di video e meme, sui social. Il game, adattamento del programma inglese Whose Line Is It Anyway?, vede infatti quattro comici di chiara fama misurarsi con degli sketch di improvvisazione. Questi vengono proposti sotto forma di giochini: alcuni sono scritti dagli autori, altri dal pubblico.

Facciamo degli esempi: in Freak Advisor i quattro devono interpretare, rispettivamente, due clienti e due camerieri di un albergo a dir poco singolare; nella prova Talk Show improvvisano invece un dibattito televisivo su un tema scelto al momento dal conduttore; in Scene da un cappello sono chiamati a esibirsi sullo spunto di suggerimenti surreali come per esempio “cose da non dire a un funerale” o “toni da stadio educati” (e qui passerà alla storia l’urlo da ultrà di Maccio Capatonda: “Juve, Juve, com-pli-men-ti!”). La gara è fittizia: i punti vengono assegnati a casaccio dal presentatore Matano, così come la vittoria. La struttura del programma si presta quindi perfettamente a essere destrutturata: le scene migliori possono rivivere in rete senza che la loro forza interna venga intaccata. Invece, nulla: il silenzio virale è quasi assordante. Siamo anni luce lontani da LOL.

E dire che la trasmissione non è brutta. Certo, non tutti gli sketch sono riusciti e alcuni (come il Canta Canta Sa Sa) non oserebbero proporli nemmeno all’asilo sotto casa mia. Tuttavia Edoardo Ferrario e Maccio Capatonda valgono da soli il prezzo del biglietto: il primo se la cava egregiamente in qualsiasi prova, regalando grasse risate; il secondo dimostra di sapersi destreggiare bene perfino con l’improvvisazione, terreno finora inesplorato per sua stessa ammissione. La coppia buca lo schermo tanto che, a un certo punto, persino i montatori del programma si scordano che ci sono altre due concorrenti, ossia Aurora Leone e Maria Di Biase: le poverette finiscono per fare quasi da tappezzeria. Dalla terza puntata in poi, appaiono infatti decisamente meno. Il palco è dunque tutto per Maccio & Edo: andatevi a recuperare il gioco Cambio Tono sulla pesca, e ci darete ragione a mani basse.

Il che, però, è un problema: Prova Prova Sa Sa dovrebbe essere la versione italiana dello show inglese, non il two-men-show di Capatonda e Ferrario. Eppure, più vai avanti nella visione, e più hai la netta sensazione che il programma spinga per diventare altro da sé: è come se si ribellasse ai giochini scemi di Matano cercando di evolversi, ma nessuno, purtroppo, glielo lascia fare. Così a dominare è una gigantesca sensazione di “vorrei ma non posso”, soprattutto quando il microfono passa ad Aurora Leone: il volto dei Jackal non entra mai davvero in partita, strappando una risata giusto un paio di volte. Peggio di lei riesce a fare solo l’ospite supervip Valeria Angione (che poi, detto inter nos, chi la conosce?).

C’è dunque un problema di cast ma anche di scrittura. Capiamo infatti le esigenze del politicamente corretto, i vantaggi di una visione condivisa (ammesso che nel 2022 i ragazzi guardino ancora la tv con i genitori…) e la volontà di non fare satira politica e sociale, ma qualcuno, cortesemente, potrebbe elevare il livello? Qui siamo in zona terza media, a essere generosi… Per dire, si ride parlando di Marione che fa la cacca e, tra i vipponi ospiti, sbucano i teen idol I Soldi Spicci: manco in Rai sottovalutano così lo spettatore. Tra gli errori di scrittura più clamorosi, spicca pure l’inversione delle puntate: la prima è la più debole, la penultima la più forte. Eppure è un programma di montaggio, che poteva essere costruito e assemblato a piacimento: perché non fare delle scelte diverse? Ma forse la vera domanda è: chi ha messo in ordine le puntate,è lo stesso che ha scelto come giorno di messa online la commemorazione dei defunti? Sì, vero? Ne eravamo certi.