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L’odio contro le donne sul web 


‘#Troia!’, il nuovo documentario di ARTE, racconta cosa significa essere vittime della misoginia sui social media. Lo fa raccogliendo testimonianze di donne della politica, del mondo dello spettacolo e dell’arte

Di solito, quando si affronta la questione della violenza in rete contro le donne, il tema è affrontato da prospettive diverse. In molti dicono che è una questione di sfortuna, che la tecnologia è incontrollabile o ancora peggio che la vittima ha fatto qualcosa per meritarselo. Si crede anche che capiti solo alle celebrità e che gli uomini abbiano gli stessi problemi. In pochi vedono lo schema, le ridondanze della violenza online.

Non si vede, insomma, che tutte queste storie parlano della stesa cosa, cioè del disprezzo verso le donne. Sono loro, infatti, le prime vittime d’odio e di altre forme di abusi sul web, in particolare sui social media. È il riflesso di una cultura misogina, che punta ad annichilire il ruolo delle donne e marginalizzarlo nella sfera pubblica, magari relegandole a una dimensione congeniale al sistema di valori patriarcali. #Troia!, il nuovo documentario di ARTE a cura delle giornaliste Florence Hainaut e Myriam Leroy, raccoglie le testimonianze di donne della politica, del mondo dello spettacolo e dell’arte, mostrando come la sopraffazione si può esercitare prima di tutto con le parole.

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