flop: L’apertura che non "apre"
Piazzare le Nuove Proposte in apertura, dopo che la Pausini le ha incitate con l’ennesima gaffe (“Chiudete gli occhi e… à go go”, ok Laura), non è proprio la mossa del giaguaro per Carlocò (che sui social è il corrispettivo di Ama per Amadeus). C’è persino una canzone che si chiama Nei miei DM. Dai. Apprezziamo la chitarra a forma di cuore di Mazzariello, la professionalità un filo democristiana di Gazzoli. Ma che barba, che noia.
top: Più Pilar per tutti
Pilar l’icona che sei, bisognava dirlo#sanremo2026 pic.twitter.com/atPBojNC8Z
— fe 𐙚 ☾ ✶ (@soansiosaa) February 25, 2026
Scende elegantissima in raso viola: «Sanremo è Sanremo, questa è la frase che va detta». E, pronti via, piazza subito uno dei suoi personaggi, la giovane aristocratica Uvetta Budini di Raso: «Ma voi questa cosa la fate tutti gli anni? E questo è tipo… il vostro lavoro? E percepite del danaro? Quando ho lavorato è stato pazzesco. Sono fortunate le persone che lavorano, almeno sanno cosa fare tutto il giorno». Le cade davvero un orecchino e lo raccoglie restando meravigliosamente in character. Poi torna nei panni di Michela, la ragazza di Guidonia: «So’ proprio grata, grata grata di questa bella occasione televisiva. Di solito me chiamavano… ad applaudire, perché c’ho un applauso bello, tondo».
Nel tour de contrôle di Conti però ha veramente troppo poco spazio e invece potrebbe andare avanti per ore senza annoiare.flop: La fiera della retorica
Sui social due settimane di polemiche sul parlare di Lollobrigida più come mamma che come atleta.
Carlo Conti: "PER NOI SEI UNA MAMMA D'ORO!"
Ma gli autori cos'hanno fatto qua? Dormito dentro all'Ariston per due settimane?#Sanremo2026 pic.twitter.com/clEGyQeS02— 🇪🇺 Raffaello 🇮🇹 (@raf_corsini) February 25, 2026
Rendere giustizia agli sportivi sul palco dell’Ariston è una mission che pare impossible. Davanti a Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, Conti non trova di meglio che sfoderare la solita narrazione formato famiglia. «Francesca per noi sei una mamma d’oro». Sì Carlo, ma “Che fastidio!” (cit.): sta lì perché è una super campionessa di pattinaggio di velocità. Vittozzi è entrata nella storia del biathlon e la prima domanda è sulla passione nata da bambina. Meno retorica, più sport. Sarebbe già oro.
Poi Achille Lauro, habitué di Sanremo e uomo per tutte le stagioni: da épater les vecchiettes con Amadeus alla compostezza istituzionale di Conti con Perdutamente per le vittime di Crans Montana. E infine l’immancabile «la cosa più importante è la salute» (!), con tanto di appello alla vaccinazione contro il Papilloma virus. Tutto giusto, tutto condivisibilissimo, per carità. Ma a furia di incorniciare TUTTO con le buone intenzioni, questo Festival perde mordente. Come se l’avesse mai avuto.
top: Better Call Lillo
SO HAPPY 🕺#Sanremo2026 pic.twitter.com/p3RxYVMNXT
— Festival di Sanremo (@SanremoRai) February 25, 2026
Entra ballando sulle note di Happy, azzardando anche un fallimentare moonwalk sulla terrificante scalinata dell’Ariston. Conti lo definisce “poliedrico”, lui replica: «Meglio fare tante cose male che una bene». A un certo punto attacca con un monologo – notoriamente vietato nella gestione svizzera di Carlo – e il conduttore, allarmato, gli chiede: «Che fai, Lillo?». «Morte di un commesso viaggiatore. Dura 28 minuti, se vuoi arrivo a 30». Conti è a un passo dall’infarto. Menzione speciale per il «Mazza, so’ tanti» sugli autori del brano delle Bambole di Pezza, il «J (trattino!) Ax», il Ladispoli kick e l’urlatore di mambo. È l’unico che riesce a portare un po’ di anarchia nella serata cronometrata al millisecondo. Mancava giusto Posaman, ma a quel punto Conti avrebbe infartato davvero.















