Il miracolo di Fiorello che fa contenti tutti (e incazzare qualcuno) | Rolling Stone Italia
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Il miracolo di Fiorello che fa contenti tutti (e incazzare qualcuno)

Come da previsioni, ‘Viva Rai 2!’ dopo una settimana sta già registrando ascolti da capogiro sulla più disastrata delle reti generaliste. Il karma (e, ovviamente, il talento) è dalla parte dello showman. Ma – e lo diciamo da fan – c’è ancora qualcosa da mettere a posto

Foto: Adolfo Franzò

C’è del miracolismo nell’aria. Da una settimana a questa parte non si fa altro che parlare del 14% di share raggiunto da Fiorello-santo-subito: un risultato a dir poco insperato per chiunque vada in onda alle 7 del mattino, figuriamoci sulla rete italiana più disastrata del momento (Rai 2, what else?). A Viale Mazzini hanno praticamente già avviato le pratiche di beatificazione e tutti si affrettano a saltare sul carro del vincitore: RaiPlay, Rai Pubblicità, la direzione del Day Time Rai e pure quella del Prime Time (boh, va’ a capire…), colleghi in cerca di promozione, inserzionisti, amici, passanti, bambini con i disegni da mostrare alla tivvù. Giusto il direttore del Tg1 Monica Maggioni è rimasta a piedi. Tutti gli altri festeggiano il miracolo di Fiorello.

Ma cos’ha di tanto speciale Viva Rai 2!? In fondo stiamo parlando di un morning show con molte idee, certo, ma pure tanti copia-incolla di programmi vecchi (e non necessariamente tutti made by Fiorello…). Viva Rai 2! altro non è che un’Edicola Fiore rivisitata, che schiaccia l’occhio ora a Striscia la notizia (Gabriele Vagnato è il nuovo Enrico Lucci) ora alla tv di Serena Dandini, presa, direi, in blocco. Da dove volete infatti che vengano le Fiction Fallate o le finte inchieste giornalistiche? È La tv delle ragazze allo stato puro, solo che a ’sto giro porta i pantaloni. Eppure la gente si litiga il programma sui social, in tv e su RaiPlay come se fosse il nuovo che avanza. Perché? Ecco cosa effettivamente rende irresistibile Viva Rai 2! E pure cosa andrebbe aggiustato (a cominciare dalla retorica del “è tutto perfetto”).

Il fattore F

È banale, ce ne rendiamo conto, ma è così: l’ingrediente segreto è lui. Fiorello. Provate infatti a immaginare le gag di Viva Rai 2! in mano a un altro: a chiunque altro. Di colpo non suonerebbero più così esilaranti. Il sorriso si spegnerebbe nel giro di pochi secondi e iniziereste a pensare: “Ma che roba sono questi cartonati con i faccioni dei politici? E i balletti per strada con la finta neve? E le telefonate fake di Salvini senza audio?”. Bollereste lo show come imbarazzante, girando subito su un altro canale a caso: magari addirittura sul Tg1. Con Fiorello, invece, ci credi: stai al gioco, accetti il patto di finzione narrativa e, semplicemente, ti godi lo spettacolo. Torni a quella tv dal sapore anni ’90 che eleggeva il gioco – altrimenti noto come amabile cazzeggio – a raffinata espressione dell’intrattenimento su piccolo schermo. Per dire, l’atmosfera è così bella, con tanto di amici che si prestano a fare di tutto (Jovanotti la sigla, Amadeus gli sketch), che a un certo punto inizi seriamente a rivalutare persino gli agghiaccianti applausi registrati. In termini tecnici, si tratta di aver trovato il giusto tone of voice del programma. Per fare un esempio più prosaico, pensate ai giochi di parole: quando li fa Fiorello una risata te la strappa sempre. Si veda la canzone alla sciatrice Sofia Goggia alla quale non si può dire mai no, ma solo “sciiiiii”. Il testo è a dir poco demenziale, come quando Fiore, vedendo i bambini che si sbracciavano per salutarlo da lontano, dice: “Lasciate che i bambini venghino a me! E ho detto venghino apposta!”, precisa subito. Non esattamente il massimo, diciamocelo, eppure ci stai: lo guardi senza riuscire a staccarti, e un sorrisetto spensierato ti si stampa in volto. Poi invece la stessa cosa la fa Fabrizio Biggio, e di colpo cala il gelo. Un esempio? Nella quinta puntata se n’è uscito con: “Io non capisco: a X Factor Beatrice Quinta è arrivata… seconda. Ma non era quinta?”. Ridateci subito Marco Baldini e nessuno si farà male.

La politica, ma senza farci incazzare

Ecco, io davvero non so come ci riesca: Fiorello sa parlare di politica senza farci odiare la categoria in blocco. Alle 7 del mattino lui prende il giornale, segnala le notizie più assurde e tu sei lì, lo ascolti, ma non ti incazzi. Non è come con Maurizio Crozza (bravissimo!) che il venerdì sera su Nove grida che il re è nudo facendoti andare a letto con un sottile senso di Apocalisse imminente. O come con Luca e Paolo (anche loro strepitosi) che a DiMartedì ti fanno ridere ma anche salire una voglia di prendere a sberle il politico di turno. Con Fiore è diverso. Si ride e basta, ebbri di una goliardia scevra da ogni livore e che non prende mai di mira la persona in quanto tale, ma solo i suoi comportamenti o scivoloni (un distinguo dimenticato, ma fondamentale). E dire che, a trovate, il nostro non lesina. Per esempio, nella prima settimana di programmazione di Viva Rai 2! ha immaginato di leggere l’agenda di Giorgia, per poi passare a quella di Renzi, Salvini ed Elly Schlein. Quella di Matteo “Il Magnifico” (Renzi) era vuota; tra le note di Salvini figurava invece “portare Feltri al lavasecco” e “chiedere istruzioni per il Ponte sullo Stretto”, mentre nell’agenda di Elly si leggeva: “rottamare il Pd” e “cambiare il nome in Pdedl”. Sulla Schlein Fiorello peraltro si scatena: prima la elogia perché “vuole diventare il segretario del Pd: quei lavori che gli italiani non vogliono più fare” e poi le suggerisce di trovare un sigla di partito migliore. “Dai, è impronunciabile! Suona male! Gli altri hanno nomi forti, altisonanti: Forza Italia! Azione Italia VIVA! Cinque stelle! Anche voi, fate lo stesso: chiamatevi, che so, Oviesse – Ora Vittoria Siempre o Cinque Santi in Pd”. Notevole anche l’operazione simpatia fatta per Gualtieri. Il sindaco di Roma si è prestato a una gag esilarante: “È incredibile vedere qualcuno del Pd in giro”, lo accoglie Fiorello, per poi ringraziarlo di avergli concesso di occupare il suolo pubblico: “C’erano tre buche, solo tre! Ci abbiamo messo sopra il glassbox (lo studio con le pareti trasparenti, nda) quindi fino a giugno nessuno le vede, tranquillo”. Poi Gualtieri ha imbracciato la “chitarra di cittadinanza” suonando O mia bela Madunina, dedicata al sindaco di Milano Beppe Sala (che ha risposto in seguito con Roma capoccia). Nel mentre Gualtieri ha pure spiegato cosa fosse un termovalorizzatore e non solo abbiamo capito di cosa si tratta, ma abbiamo pure provato un moto di affetto verso di lui quando Fiore gli ha regalato “Il cinghialino d’oro” (“Sindaco, gli animali hanno capito che qui a Roma stanno bene e che lei è una brava persona. In fondo, perché fare un bioparco chiuso quando lo si può fare all’aperto?”). Ma gli esempi potrebbero essere molti altri. Tra le sparate più riuscite, ci limitiamo a citare il “Putin ha vietato la parola gay: ma vi rendete conto?! A confronto il Qatar è il Gay Pride!” e la finta sigla di Ignazio La Russa che canta “Viva l’Istituto Lux!” al posto di Viva Rai 2!. Insomma, una goduria, ma soprattutto una scarica di buon umore che, davvero, nessuno si aspettava. Avevamo quasi dimenticato che si potesse ridere della politica senza odiare il mondo intero. E per giunta appena alzati…

Il karma

Sì, il karma. Eccome se c’entra col successo di Fiorello. Per spiegarlo meglio dobbiamo però fare un passo indietro e tornare a ottobre quando Viva Rai 2! era ancora Viva Rai 1! All’inizio, infatti, lo show sarebbe dovuto andare in onda al mattino, sulla rete ammiraglia, al posto del Tg1 Mattina. Apriti cielo. Appena appresa la notizia, il Cdr del notiziario Rai è insorto in massa parlando addirittura di “sfregio al nostro lavoro quotidiano”. Con tanto di comunicato diramato urbi et orbi, i giornalisti hanno sollevato la seguente domanda scomoda: “Come si può pensare di interrompere il flusso informativo con un programma satirico, generando confusione nel pubblico a casa?”. Come se la sciura che guarda Rai 1 non sapesse distinguere tra Fiorello e Senio Bonini. Ma tant’è. Al grido di “Ma lei sa chi sono io?”, Viva Rai 1! è stato dirottato su Rai 2, che invece non vedeva l’ora di potersi affidare a qualcuno che la traghettasse fuori dalla maledizione del 2% di share. Al resto ci ha poi pensato il karma: non solo Fiore ha “liberato” Rai 2 alla stregua di un esorcista dell’Auditel, ma ha superato addirittura in ascolti il Tg1 delle 8. Monica Maggioni & Co. hanno quindi finito per rimetterci (in share), uscendone feriti pure nell’orgoglio: un conto essere battuti dal Tg5, un altro da un programma che si fa beffe delle news. Ebbene questo, signori e signori, si chiama punizione divina. Alzi la mano chi, da tutta questa faccenda, non sta godendo almeno un po’.

For men only

Foto press

Riepilogando: Fiorello è una garanzia, si ride come non mai, persino di politica, il nostro ha un sacco di amici simpatici e gli ascolti sono da capogiro. Siamo quindi giunti al “e tutti vissero felici e contenti”? Non ancora. Prima dei titoli di coda, lasciateci infatti dire un paio di cose, tanto più che, come ha premesso lo stesso Fiorello, le prime 15 puntate sono di rodaggio (a oggi, siamo a quota sei episodi trasmessi). Prima di tutto: Fiore, scusaci, ma le donne? Possibile che le tue spalle siano sempre e solo uomini? E, no, il corpo di ballo/canto/qualunquecosasia alle tue spalle non vale per almeno due motivi. Primo: sono muti. Intravediamo sullo sfondo dei volti giovani, una ha persino un ukulele (santo cielo…), ma non sappiamo chi siano, da dove vengono e soprattutto cosa ci facciano lì. Sono discretamente inutili. Solo alla quinta puntata abbiamo iniziato a realizzare che alcuni di loro sono gli stessi che danzano sul terrazzo, coreografando le esibizioni degli ospiti. Ma abbiamo fatto tutto da soli, anzi, attendiamo conferme in merito. Secondo: il gruppo non vale come quota rosa perché quello stuolo young è la rivisitazione sul tema delle soubrette e noi, francamente, ne abbiamo piene le scatole delle showgirl. Non potevi trovare una Michela Giraud o una Marta Filippi da far sedere accanto – non dietro – di te? Le quote rosa non ci sono mai piaciute, ma il clima for men only ancora meno. A proposito di atmosfera nel glassbox: perdonaci, ma è un tantino adorante. Viva Rai 2! è uno show, non una messa a Santo Fiore. Capiamo l’ubriacatura di ascolti, il martirio di alzarsi all’alba e la consapevolezza (corretta) di non essere come nessun altro in tv, ma avere gente che non fa altro che applaudirti o baciarti in bocca (è successo davvero) è un tantino ridondante. Sei bravo, Fiore, lo sappiamo benissimo; tant’è vero che ci alziamo all’alba per vederti. Non c’è bisogno che chi ti circonda lo ribadisca ogni due per tre. Anzi, forse il vero colpo di genio sarebbe avere nel glassbox qualcuno che, ogni tanto, scuota la testa e dica “che boiata”: non Carolyn Smith che solleva la paletta con scritto 10 (pure questo è successo), ma un controcanto comico che lavori per l’appunto a contrasto. Un po’, giusto per restare in tema di comicità anni ’90, come faceva Marina Massironi ai tempi di Mai dire gol con Aldo Giovanni e Giacomo: li ostacolava con la sua ironia surreale. Ecco, Fiore, ti servirebbe questo: un eretico tra la tua corte di accoliti (se funziona, aspetto la percentuale). Infine, chiudiamo chiedendo un minuto di silenzio, in segno di solidarietà per chi abita in Via Asiago: ma quelle povere anime, la mattina, come cavolo fanno a dormire?

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