Clara
in Armani Privé
Un po’ ton sur ton, prova il look arty, ne esce come una sorta di involtino primavera alternativo. Sufficienza politica perché è Re Giorgio.
Sangiovanni
in GCDS
Un po’ Papa Giovanni. Casto, per l’appunto, ma ci piace anche così.
Fiorella Mannoia
in Luisa Spagnoli
Infinito rispetto per la Signora della musica italiana, ma la mise Primavera del Botticelli fa un po’ prof di storia dell’arte. E i piedi nudi all’Ariston non stupiscono più nessuno.
La Sad
in Philipp Plein
Incredibilmente sinceri, non cambiano la loro immagine solo perché si ritrovano sul palco più mainstream d’Italia. Fedeli alla linea, per citare dei ribelli arrivati prima di loro.
Irama
in Leonardo Valentini
Niente di nuovo sotto il cielo ligure, per il nostro Heath Ledger di Monza.
Ghali
in Loewe
Che je vuoi di’? Brilla di luce propria (letteralmente), peccato che il look sia già stato indossato da Travis Scott poco tempo fa.
Negramaro
in Paul & Shark
Da prima serata, giocano in difesa, per ora va bene così.
Annalisa
in Dolce & Gabbana
Ma non ti abbiamo già vista così in altre mille occasioni? Forse quel blazer copriva troppo tutto il look (soprattutto i reggicalze). Aspettiamo i prossimi giorni: stupiscici.
Mahmood
in Prada
Un soldato pronto alla sua battaglia nella Città dei Fiori. Altrimenti detto: mettete dei fiori nei vostri cannoni.
Diodato
in Zegna
La quota “dolcevita da cantautore intellettuale” non manca mai. Un po’ papalino anche lui, ma chic.
Loredana Bertè
in Valentino
Una Mercoledì Addams che ce l’ha fatta. We love you, regina.
Geolier
in Dsquared2
In tuta sul green carpet, la prima sera luccica come ’o sole sul golfo di Napoli. Ci hai fregato tutti, bravo.
Alessandra Amoroso
in Monot
Colazione da Tiffany, e chissenefrega se sono le 23:24.
The Kolors
in Emporio Armani
A quanto pare tra cantanti non ci si confronta sui look. Brillare sì, ma di luce propria, e loro non ci riescono. Ahi.
Angelina Mango
in Etro
Finalmente una fantasia! Peccato l’effetto maori su una cumbia, c’è confusione etnica.
Il Volo
in Emporio Armani
Eravamo tre amici al bar, un po’ becchini e un po’ chi lo sa.
BigMama
in Lorenzo Seghezzi
Coolness, internazionalità: al 245esimo cantante in gara, era ora.
Ricchi e Poveri
in Vivetta
Arrivano come un pacco di Natale che aspetti da trent’anni. Ma non sono un Pandoro Balocco.
RengaNek
in Maurizio Miri
Potrebbero anche cambiare il nome in Angel & Devil. Quando si dice: l’unione fa la forza.
Emma
in Marc Jacobs
Emma osa senza paura, la regia poteva aiutare di più.
Mr. Rain
in Fendi
Senza bambini, ma con le altalene, una neverending infanzia. La nostra risposta a Michael Jackson?
bnkr44
in HG/LF
Un po’ di streetwear sul palco, canoni sanremesi spezzati e spazzati. Ci stanno.
Gazzelle
Non si tradisce. Brit nell’anima, ma fatte ’na risata.
Dargen D’Amico
in Moschino
Orsacchiotto lui orsacchiotti loro, non ci stupisce perché è un classico della maison Moschino, ma come partenza ci sembra in salita.
Rose Villain
in Marni
Una cantante che ha capito che corre l’anno 2024 e si è dunque spostata su un brand istituzionale sì, ma non convenzionale. Per l’Ariston un mezzo miracolo.
Fred De Palma
in Ssheena
Rivisitazione del classico abito maschile, ma viene da chiedersi a cosa serviranno quelle tasche dei pantaloni. Forse, visto l’orario, per le barrette energetiche prima di cantare.
Maninni
in Antonio Riva Milano
Un primo Sanremo iniziato all’insegna della sobrietà ricercata. Attendiamo i prossimi giorni, siamo fiduciosi.
Santi Francesi
in Dolce & Gabbana
Guanto di pelle e smanicati: ci fanno pensare ai Depeche Mode degli anni ’80, ma che sia davvero quella l’ispirazione? Ci resta il dubbio.
Alfa
Così, de bbòtto, senza senso. E soprattutto, senza avvertire: arrivare in maniche corte la prima sera non è certo un bel modo di cominciare.
Il Tre
L’effetto marmorizzato fa tutt’uno con il tatuaggio. Non benissimo, ecco.
