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Cosa ci insegna il caso Suor Cristina? Spoiler: niente

L'ex vincitrice di The Voice si è presentata in abiti laici per raccontare la sua nuova vita. Capita, speriamo a questo punto di vederla al GF VIP o sul trono di Maria

Suor Cristina non è più suora, anzi sister, se vogliamo seguire la nomenclatura discografica internazionale che le fu affibiata ai tempi.

Per i pochi che non sapessero di che stiamo parlando: Cristina Scuccia, vincitrice di The Voice of Italy, nel 2014 diventa la suora più famosa del mondo. Vince il talent, sì, ma soprattutto le sue esibizioni diventano virali. Twittate da Alicia Keys, postate da Madonna. Un vero trionfo ecclesiastico. Passa qualche anno, arriva un altro disco. Poi il silenzio: di Suor Cristina non sappiamo più niente. Penso: che bello, ogni tanto qualcuno che si fa vedere solo quando è in promo dei dischi e poi torna alla propria vita tranquilla, normale, privata. E invece ignoravamo tutto: Cristina non è più suora, non vive più in Italia, ha rinunciato ai voti.

 

La notizia è stata data a Verissimo, dove Scuccia è apparsa per la prima volta senza velo: «Se mi volto indietro, guardo il mio percorso con un profondo senso di gratitudine. Il cambiamento è un segno di evoluzione ma fa sempre paura perché è più facile ancorarsi alle proprie certezze piuttosto che rimettersi in discussione. Esiste un giusto o sbagliato? Credo che con coraggio si debba soltanto ascoltare il proprio cuore». E così ha fatto anche lei.

La scelta di tornare ad abiti laici è avvenuta durante il periodo della pandemia: «Il Covid mi ha fermata, è stato quel momento in cui adesso ti fermi, ti guardi allo specchio e ti dici se stai bene oppure no. Questa paura di deludere mi lasciava intrappolata, nei confronti delle suore, di mia madre, dei miei genitori. Non è stato semplice, anche perché non ho fatto solo i conti con la congregazione e la mia famiglia, ma anche con il mondo intero in qualche modo. Ho avuto l’aiuto di una psicologa, ho avuto soprattutto il coraggio di chiedere aiuto, perché secondo me una cosa fondamentale quando vedi solo il buio è chiedere aiuto».

Complice nella scelta anche qualche episodio brutto, come la morte del padre, ma ci tiene a precisare che «Dio non l’ho comunque mai messo in discussione, non l’ho mai rinnegato. Non ero più felice, probabilmente il mio cambiamento evolutivo non riusciva più a stare all’interno del mio abito, all’interno magari anche di regole. Non sono uscita in modo netto, ho chiesto un anno sabbatico e, quando mio padre era ricoverato in ospedale poco prima di morire sono tornata a casa e mi sono trovata sola: la solitudine, banalmente il farmi da mangiare a un orario diverso o il poter mangiare in pigiama mi ha ridonato qualcosa che non capivo cosa fosse, mi ha chiarificato che avevo bisogno di stare da sola con me stessa, capirmi, prendermi un anno di silenzio, viaggiare. Al funerale di mio padre però ho indossato l’abito, proprio per tutelarmi e non espormi al giudizio delle persone, però non mi sentivo coerente, avevo preso una decisione».

 

 
 
 
 
 
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Dalla confessione della nuova vita siamo inondati da commenti e commentini sulla faccenda. Ma cosa ci insegna, davvero, questa storia? Niente. Che le persone fanno delle scelte e che va bene così. Al massimo, se proprio dobbiamo trovare qualcosa da dire, ci viene una domanda: chi riuscirà a stupirci più di (Suor) Cristina? L’asticella dell’improbabile è stata alzata moltissimo. Lei ora fa la cameriera e vive in Spagna. Dopo l’ospitata a Verissimo e l’extreme makeover del suo look è tempo di uno step successivo: la partecipazione al GF VIP o un posto sul trono di Maria. Già che stiamo sognando, facciamo come si deve.

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