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Cosa abbiamo capito da questa stagione tv?

Le idee mattutine di Fiorello e il flop di TeleMeloni, il trasloco di Fabio Fazio e la conferma di ‘Belve’. Sono passati quattro mesi dall’inizio della nuova annata di piccolo schermo, ed ecco un primo bilancio

Cosa abbiamo capito da questa stagione tv?

Fiorello e Paola Cortellesi a ‘Viva Rai2!’

Foto: Rai

Dopo quattro mesi, 122 giorni e svariati programmi, ecco cosa ci ricorderemo di questo inizio di stagione tv, cosa ci ha insegnato e cosa, invece, speriamo di dimenticare presto.

Meglio TeleKabul di TeleMeloni

Cari membri della “Nuova Destra”, dateci retta: la tv non fa per voi. Ci avete provato, apprezziamo molto lo sforzo ma, ecco, anche basta: arrendetevi davanti al muro del pianto dell’Auditel. In quattro mesi siete riusciti a collezionare più flop voi che un’intera legislatura di TeleKabul: citando in ordine sparso, ricordiamo il 2% fisso (quando andava bene…) di Mercante in fiera con Pino Insegno; il bagno di ascolti di Avanti popolo condotto da Nunzia De Girolamo; la chiusura dopo una sola puntata del game Liberi tutti presentato da Bianca Guaccero; l’esordio al 2% di Full Contact – Notizie che colpiscono con Laura Tecce; gli ascolti di In mezz’ora che, sotto la guida di Monica Maggioni, sono diventati la metà di quelli macinati da Lucia Annunziata. E l’elenco è solo parziale. Ora, ci rendiamo conto che, a differenza della sinistra, voi avevate meno esperienza sul campo: fino a un anno fa, la cultura italica era in mano ai compagni. Tuttavia, come avete anche solo potuto pensare che un game sulle escape room potesse incuriosire chicchessia? O un programma sulle imitazioni? Ci avete fatto caso che, a parte Maurizio Crozza (che, però, è Maurizio Crozza…), nemmeno Loretta Goggi le fa più? Farsi una domandina no? E vogliamo parlare dell’agghiacciante dating Mi presento ai tuoi? Capiamo il mantra Dio, patria e famiglia, ma qui si torna ai matrimoni combinati con i genitori che, disperati per la singletudine dei figli, scelgono per loro i pretendenti giusti. Ah, la quota Dio ce la mette Lorena Bianchetti, che, dalle dirette papaline e da A Sua immagine, è passata a fare la mezzana… manca solo il cartello, a fine programma, con la scritta: “Fate più figli”.

A lezione da Fiorello

Chi invece la tv la sa fare eccome è Fiorello. Lui ci ripaga di tutti i flop, anzi, ripaga letteralmente la Rai di tutte le perdite, e mica per modo di dire: il suo Viva Rai2! ha resuscitato una fascia morta, facendo schizzare lo share del mattino oltre il 20%, con annessi i risvolti pubblicitari. Pure online è diventato virale e mica solo qui, nell’Italietta nostra: vi dice nulla il nome di Whoopi Goldberg? L’attrice ha riproposto nel suo show il tributo a Sister Act realizzato, in occasione del suo compleanno, da Fiorello e Mahmood. A quali altri showman succede? Esatto, nessuno. Soprattutto se, come nel caso di Viva Rai2!, il tuo titolo è invendibile all’estero. Il programma di Rai 2 non funzionerebbe infatti senza Fiorello, e tre quarti delle gag sono intellegibili solo a chi dimora nel Bel Paese. Ergo: non è esportabile. Eppure il carisma non ha confini, ed è diventato comunque virale sui social. Tra le migliori trovate autunnali segnaliamo anche Pierfrancesco Favino che si esibisce al semaforo per portare l’arte “per strada”, Paola Cortellesi rigorosamente fotografata in bianco e nero dopo il successo di C’è ancora domani, ma pure la parodia di Unica. Se davanti a Viale Mazzini c’è il celebre cavallo, a RaiPubblicità dovrebbero seriamente valutare il busto di Fiorello.

Fabio Fazio e le colonne d’Ercole

La sintesi veloce è: quest’anno Fabio Fazio ha goduto come un riccio. La ragione è notoria: accompagnato alla porta dalla Rai, il conduttore di Che tempo che fa ha preso le sue cose, si è spostato sul canale Nove – che non è Telenorba, ok, ma manco Canale 5 – e ha fatto vedere i sorci verdi a Viale Mazzini. Che dire? È il miglior riscatto morale della storia della tv, ma anche l’inizio di un mondo nuovo, oltre le colonne d’Ercole del tasto numero 7 del telecomando. Fazio è infatti diventato un moderno Cristoforo Colombo o, se preferite, il pifferaio magico dell’Auditel: senza darci nulla di diverso (il programma è sempre quello) ci ha legati a lui, in questo pazzo viaggio sul Nove. E da lì non si torna più indietro: ora Discovery, e con lei tutte le “piccole” reti, ci credono. Vogliono diventare grandi. E state pure certi che ci proveranno.

Il neoperbenismo di Mediaset

Che dire? Piersilvio Berlusconi ci ha provato. Come un novello Steve Jobs, è stato folle, è stato affamato, e ha sognato in grande immaginando una Mediaset neoperbenista, lontana dal trash. A occhio, però, era l’unico a crederci per davvero. Per carità, c’era la congiunzione cosmica che triangolava la dipartita di Silvio Berlusconi con l’uscita di scena di Barbara d’Urso: sembrava davvero che fosse finita un’epoca. Ma per estirpare il trash dai palinsesti commerciali ci vuole molto di più. E infatti. La versione di Myrta Merlino di Pomeriggio 5 è stata un tale pasticciaccio (editoriale e di ascolti) che persino Piersy l’ha implicitamente rinnegata: “Non sono un grande fan dei contenitori pomeridiani, esagerano con la cronaca nera”, ha dichiarato nella conferenza stampa di fine novembre con la stampa. Quanto al Grande Fratello, esattamente in quale mondo parallelo spiare della gente 24 ore su 24 dal buco della serratura ispirerebbe ragionamenti alti e valoriali? E in tutto questo non è nemmeno ancora arrivato Enrico Papi con i suoi nuovi, strombazzatissimi show…

Gli streamer non ridono più (ma la Gialappa’s sì)

Per le piattaforme streaming, il viaggio finisce qui. Nel giro di tre lockdown, l’effetto LOL si è ammosciato e, con lui, anche l’interesse per tutti i programmi similari. Prova prova sa sa è stata infatti una delusione; Amazing con Fabio De Luigi si è rivelato mediocre, mentre Lillo, che da solo vale un format, è stato troppo spremuto da Prime Video: l’abbiamo visto (e lo rivedremo) in LOL, nella serie Io sono Lillo, nei film Grosso guaio all’Esquilino – La leggenda del kung fu e Elf Me e, prossimamente, negli Addestratori. Morale: la bolla della “nuova comicità in streaming” è già bella che scoppiata. In compenso, quella vintage della tv generalista sta invece benissimo. Nella modalità “tre appuntamenti evento”, Zelig ha ritrovato il proprio fulgore; Checco Zalone ha sbancato su Canale 5 con Amore + Iva; per non parlare di quei mascalzoni dei Gialappi. Il loro GialappaShow su Tv8 è un Mai dire… tirato a lucido che riesce a cavalcare l’effetto nostalgia senza farsene fagocitare. Per fare un esempio spiccio: Sensualità a corte (ultra vintage) se la batte alla pari con l’assistente Miriam di Brenda Lodigiani (super nuovo). E non è affatto poco…

Ilary e le corna “doc”

Fossi in Ilary Blasi, andrei subito a depositare i diritti d’autore in SIAE. Ma mica per il documentario Unica: quello è solo un dettaglio. Blasi è riuscita a fare molto di più: ha creato un nuovo genere, “i doc con le corna”. Non sappiamo dirvi se questo sia un bene o un male (a occhio, propendiamo più per la seconda…), sta di fatto che al 99,9999% il format farà scuola. Tanto per incominciare, de che vojamo parlà nel 2023? Dei matrimoni felici? E do’ stanno? No, signori miei, c’ha ragione Ilary: tocca capitalizzare sulle crisi coniugali. Tanto la dignità l’abbiamo persa (tutti quanti) al secondo selfie postato sui social con la bocca a cuore. Il dado è tratto…

Il debito d’onore con Belve

Non lo ammetterà mai, perché lei è una signora, ma noi non lo siamo e quindi lo scriviamo: qui c’è quanto basta per incazzarsi assai. Voglio dire: tu, Rai, hai finalmente un volto che fa interviste ficcanti, che piace tanto a destra quanto a sinistra, che porta ascolti, è fenomenale, ti funziona persino in prime time… e cosa fai? Gli soffi sotto il naso il suo ospite di punta? Sì, parliamo del grande rifiuto per la presenza di Fedez a Belve: un niet dovuto a opportunità etico-giudiziarie legate a quel macello gigantesco scoppiato a Sanremo 2023. Peccato che poi, in data 3 dicembre, proprio il rapper di cui sopra è sbucato, su Rai 1, come ospite di Domenica In per parlare di salute mentale. Lo stesso tema in agenda a Belve. Ora, non abbiamo nulla contro Mara Venier, ma capite bene che le interviste “della zia” non sono certo scomode come quelle di Fagnani. Quindi, cara Rai, vediamo di non fare altri autogol: ricordi com’è finita con Fazio? Ecco, vedi di non fare incavolare pure Fagnani nostra, che è un attimo che quella prende le valigie e se ne torna su Discovery… Primo proposito dell’anno nuovo: sdebitarsi con la Belva.