Woody Allen: «Dovrei essere il ragazzo immagine del movimento #MeToo»

Il regista ha rilasciato un'intervista a Periodismo Para Todos: «Faccio il tifo per loro, ma mi infastidisce essere paragonato a persone accusate di aver compiuto abusi»
Kristen Stewart, Woody Allen, Jesse Eisenberg - Picture Splash News

Kristen Stewart, Woody Allen, Jesse Eisenberg - Picture Splash News


«Tutti vogliono che sia fatta giustizia. Faccio il tifo per il movimento #MeToo e voglio che questi terribili molestatori trovino giustizia, hanno fatto cose davvero terribili», ha detto Woody Allen a Periodismo Para Todos, un programma d’informazione della televisione argentina. Il regista 82enne supporta il movimento, ma si è detto frustrato dalla giustapposizione del suo nome con quello di gente come Harvey Weinstein – che qualche mese fa ha definito “un uomo triste e malato”. «Questi uomini hanno abusato di 20 donne, 50 donne, 100 donne, mentre io sono stato accusato solo da una, in un caso per ottenere la custodia di un minore».

Allen ha ribadito di non aver mai molestato la figlia Dylan Farrow, aggiungendo che supporta il movimento #MeToo, e che dovrebbe essere «il testimonial, il ragazzo immagine. Ho lavorato nel cinema per 50 anni, e con me hanno recitato centinaia di attrici. Non ce n’è nemmeno una che mi abbia accusato di comportamenti inappropriati. Ho sempre avuto splendide esperienze».

Nel frattempo il futuro di A Rainy Day in New York, l’ultimo film del regista, è ancora incerto: i protagonisti hanno donato il loro stipendio in beneficenza, e non sappiamo se e quando il film arriverà nelle sale.

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