Venezia 83, trionfa ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy | Rolling Stone Italia
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Venezia 83, trionfa ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy

Leone d'oro al film dell'unica regista donna 'solo' in concorso. Migliori attori la protagonista e Malkovich, sala in piedi per 'Naza'. Italia ko nella sezione principale, vince a Orizzonti con 'I figli della scimmia' e Scamarcio

Venezia 83, trionfa ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy

May el-Toukhy con il Leone d'oro per 'Woman Unknown'

Foto: Daniele Venturelli/WireImage

Era l’unica regista donna in gara (a cui poi si è aggiunta la co-regista di Naza, Rachel Szor) May el-Toukhy, e si è portata a casa il Leone d’oro con il suo Woman Unknown, un (bellissimo) film «sul corpo femminile come campo di battaglia», ambientato nell’immediato dopoguerra in Danimarca, dove si dava la caccia a persone (donne soprattutto) sospettate di collaborazionismo con i nazisti. «È stato un film molto difficile da realizzare dal punto di vista produttivo, logistico, ma soprattutto emotivo», ha detto el-Toukhy. «Mi ha fatto andare avanti la necessità di illuminare tutte le donne sconosciute e invisibili che non hanno avuto una voce nella nostra storia e questa sera mi sembra di esserci riuscita». E ancora: «Dedico questo premio a mia figlia adolescente. C’è bisogno di compassione e coraggio per cominciare quello che abbiamo iniziato noi. Mettete giù quei telefoni, usate la vostra voce per esprimervi contro la deumanizzazione, usate la vostra voce per parlare delle persone che sono state messe a tacere».

La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal (che el-Toukhy ha ringraziato «perché usi la tua voce e perché fai luce sulla mancanza di pari opportunità per le registe nel nostro settore») ha premiato anche l’attrice protagonista di Woman Unknow, Mathilde Arcel, con la Coppa Volpi al suo primo ruolo da lead: «May, mi hai fatto sentire una co-autrice, hai messo il tuo cuore e la tua anima in ogni ora della tua giornata, grazie per rifiutato compromessi e grazie per aver raccontato una storia così complessa e dei personaggi tanto complessi. Vorrei dedicare questo premio alle migliaia di donne che hanno sofferto e vissuto queste esperienze che noi cerchiamo di rappresentare».

A Possible Love di Lee Chang-dong è andato il Leone d’argento – Gran premio della giuria, mentre la Coppa Volpi maschile è stata assegnata a John Malkovich per Wild Horse Nine, che ha mandato un videomessaggio di ringraziamento perché impegnato sul set del suo prossimo film.

Il momento clou delle cerimonia di premiazione è stato però il premio speciale della giuria a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor. All’annuncio tutta la Sala Grande si è alzata in piedi: «Non è facile per noi essere qui, sto pensando a tutte le persone, i politici e i giornalisti israeliani, che stanno attaccando questo film senza nemmeno averlo visto», ha detto Abraham. «Nell’arco dei 10 giorni della Mostra gli israeliani hanno ucciso almeno sei bambini, tra cui una bambina di tre anni e due sorelle che stavano dormendo a casa. Il loro piano è basato sulla deumanizzazione dei palestinesi, una verità venuta a galla grazie a più di 200 giornalisti palestinesi che sono stati messi a tacere e uccisi. È importante che questo film venga visto ovunque e il più possibile, anche in Italia. Il vostro governo infatti sta bloccando la diffusione di Naza, perché è uno dei Paesi che sta finanziando la guerra».

Il regista di Dau Ilya Khrzhanovsky ha dedicato il Leone d’argento per la miglior regia «agli ucraini che stanno combattendo questa guerra terribile per la loro libertà e a mia madre che è nata in Ucraina prima dell’arrivo dei nazisti».

Niente da fare per Nanni Moretti, Andrea Pallaoro, Edoardo De Angelis, Marco Bechis, Paolo Strippoli e l’Italia nella competizione principale, ma ben due premi per I figli della scimmia nella sezione Orizzonti: Miglior sceneggiatura (Tommaso Landucci e Damiano Femfert) e Miglior attore a Riccardo Scamarcio.

Ecco tutti i premi del Concorso principale dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia:

Leone d’oro
Woman Unknown di May el-Toukhy

Leone d’argento – Gran premio della giuria
Possible Love di Lee Chang-dong

Leone d’argento – Premio per la miglior regia
Dau di Ilya Khrzhanovsky

Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile
Mathilde Arcel per Woman Unknown

Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile
John Malkovich per Wild Horse Nine

Premio per la miglior sceneggiatura
Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per Un bon petit soldat

Premio speciale della giuria
Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal)

Leone del futuro – Premio Luigi de Laurentiis Miglior opera prima
La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu

Venice Spotlight Premio degli spettatori – Armani Beauty
Eu Contez (I Matter) di Alina Şerban

Qui invece i vincitori della sezione Orizzonti:

Miglior film
Un détour par Diane (Diane in the Loop) di Ann Sirot, Raphaël Balboni

Miglior regia
Jaqueline Lentzou per Mia Mera Sti Zoi Tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra)

Premio speciale della giuria
La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu

Miglior attrice
Laleh Marzban per Moragheb (Falling House)

Miglior attore
Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia

Miglior sceneggiatura
Tommaso Landucci e Damiano Femfert per I figli della scimmia

Miglior cortometraggio
Quelques instants de bonheur di Shaden Safieddine Tazi