Tutti i segreti della seconda stagione di Westworld

Jonathan Nolan e Evan Rachel Wood raccontano misteri e novità del secondo valzer di episodi dello show che oggi torna Sky Atlantic. «Conosciamo già il finale della storia, e aspettatevi delle sorprese».
via HBO

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Un consiglio spassionato: prima di sedervi e di rovinarvi con la seconda stagione, andate a vedere almeno le ultime 2/3 puntate della prima. Non puo fare altro che bene. Manca poco, pochissimo, anzi siamo qui. Eccoci a ridosso della seconda stagione del fantasmagorico mondo dei robot di Westworld, parco tematico dove i robot si ribellano alla scienza di chi li ha creati, del quale vedremo la seconda stagione su Sky Atlantic HD a partire da oggi, il 22 aprile. La prima parola spetta di diritto al creatore della serie, quel Jonathan Nolan fratello minore (e collaboratore-sceneggiatore di The Dark Knight, Inception, Interstellar etc…) del più famoso famosissimo regista Christopher; per poi passare alla letale Dolores aka Rachel Evan Wood.
PS. La Bestia adora il poster con tanto di avvoltoio e cappellaccio cowboy dell’uomo in Nero.

Senza dar via nulla, possiamo dire che ha inizio la rivolta nel Parco?
Nolan: Si, e in più sappiate che ogni arma usata sarà vera, letale e i clienti del parco saranno i primi ad essere inseguiti e cacciati. Tante storie, tante trame, una mamma alla ricerca della figlia, Dolores che vuole la proprio vendetta, Uomo-in-Nero che combatte ancora… stavolta saranno loro, le macchine, robot antropomorfi che nella migliore tradizione sci-fi si ribellano al proprio creatore. Detto questo, non vi dico più nulla. Basta.

Sin dall’inizio ha dichiarato che Westworld sarebbe stato un tv show che cambiava ad ogni stagione. Cosa succede nella seconda stagione?
Nolan: Si, abbiamo sempre voluto che ogni stagione raccontasse un capitolo che avesse la propria identità e che fosse anche parte integrante di una storia più ampia. Abbiamo sempre voluto esplorare altri mondi, che avessero metodologie e luoghi diversi. La prima stagione è più psicologica e investigativa, dobbiamo spiegare un sacco di cose e far connettere il pubblico con l’idea di come potrebbe esistere davvero un mondo popolato da un’identità artificiale; la seconda stagione invece è …una rivoluzione sanguinosa, violenta, letale, perchè le creature a cui è stata negata la libertà di esistere, e che capiscono il concetto di libertà, si chiedono dove la propria coscienza li possa portare, cosa fare della propria vita adesso che hanno il controllo e che sono “liberi”. Molte delle domande che ci siamo posti nella prima stagione sono state esaurite, ma allo stesso tempo ce ne siamo poste altre a cui daremo le risposte in questa stagione. Questa volta, però, quelle giuste (Ride).

Ci può fare un’esempio pratico?
Nolan: Nella prima stagione non spieghiamo cosa sia veramente la Delos: la sua relazione con il parco, perchè esiste, perchè ha preso il nome ‘mitologico’ delle isole accanto all’arcipelago delle Cicladi? Abbiamo capito che proprio come tutte le altre compagnie della Silicon Valley, anche Delos ha un modello commerciale apparente e un modello di business reale, da portare a casa. Sappiamo anche (dal pilota zero) che Delos ha un’interesse e una finalità segreta per il parco stesso. Beh, vi garantisco che in un’episodio di questa stagione, specificatamente quello diretto da mia moglie e partner Lisa (sceneggiatrice a sua volta) vi daremo la risposta esatta a questa domanda.

Quanto era importante avere diversi personaggi femminili nella serie?
Nolan: Moltissimo. Oltre ai nostri personaggi femminili – Dolores, Maeve, Clementine, Charlotte, Elsie – tutte centrali ai fine della storia, vi posso dire che quest’anno avremo anche 3 registe donne. Trovo che sia importantissimo avere registe donne, così come avere registi internazionale, scrittori di background diversi, cast e crew internazionali. Sì, sono soddisfatto di come abbiamo voluto ed ottenuto una diversità globale dell’intera produzione.

A proposito di personaggi femminili, dov’e’ Dolores in questa stagione?
Evan Rachel Wood: La troviamo intenta a pensare da sola e prendere decisioni proprie. La prima volta che ha deciso qualcosa è stato quando ha ucciso Ford, per poi scoprire che aveva una duplice personalità. Dolores era anche Wyatt, e quando l’ho scoperto ho capito che non vedevo l’ora di scoprire tutti i segreti di questa stria. Abbiamo Dolores, che vede solo purezza e bellezza, mentre Wyatt è esattamente l’opposto, violenza, cinismo, bruttezza. I due ‘personaggi’ saranno costantemente in guerra fra di loro, l’uno a voler prendere il sopravvento sull’altro.

Hai detto che interpretare Dolores ti aveva cambiato. In che modo?
Evan Rachel Wood: In tantissimi modi, anche perchè quando studio un personaggio voglio assumerne anche l’evoluzione psicologica, viverne i cambiamenti. E Dolores cambia spessissimo, ha cosi tanti strati che viene naturale confondere realtà e metafora. Tutti possiamo relazionarci a Westworld, e per ognuno di noi, può rappresentare qualcosa di diverso, per me è stato come scoprire di avere coraggio, una forza che non pensavo di avere o che non pensavo avrei mai usato. E l’ho capito tramite lo sviluppo di Dolores, è stata lei a farmi domande che non mi sarei mai posta, mi ha fatto credere maggiormente in me stessa. Proprio da lei e dalle sue situazioni traggo questa forza.

Ci fai un esempio?
Evan Rachel Wood: Quando ho partecipato alla Women’s March, e anche quando sono andata a testimoniare davanti al Senato, ero più convinta delle mie azioni, più scaltra a livello psicologico, più pronta a difendermi da tutto e tutti. Ho sempre con me una catenina dentro alla quale c’è, insieme alla mia, una foto di Dolores. Altro che Westworld.

Guardando lo show non si puo’ fare a meno di creare una connessione con il movimento #MeToo.
Nolan: #MeToo è esploso dopo che avevamo già scritto la seconda stagione. La frase pronunciata da Dolores per tutta la prima stagione non è sua, non l’abbiamo scritta noi, ma è di Shakespeare. L’idea che il collettivo umano, che cultura, istruzione, educazione possano fingere di essere qualcosa di bello buono e solare, quando invece non lo sono, è un risultato diretto del comportamento umano, compromesso e sleale fin che si voglia, ma sempre umano è. Ed è un fattore narrativo che noi abbiamo usato e useremo spesso. Come ho detto più volte, uno dei vantaggi nello scrivere di fantascienza è che puoi prenderti il lusso di descrivere e parlare di qualsiasi mondo, e sei tu a scegliere l’angolo che vuoi far vedere. E sopratutto parlare del mondo vero e dire esattamente quello che vuoi, far vedere come siamo fucking marci dentro e fuori (Ride). E perchè siamo destinati alla morte totale.

La cosa più interessante che succede in questa stagione?
Nolan: Senza andare troppo nei dettagli, una delle cose più interessanti che tutti noi abbiamo sperimentato, parlando di tecnologia, è la paura comune del fenomeno dell’hacking, di come si possano cambiare le cose, manipolando i circuiti. Specialmente dopo aver visto quanto sia facile farlo con/agli esseri umani. Forse non siamo cosi complicati come crediamo di essere, visto le botte recenti che abbiamo preso per fake news, data collecting, social media e via dicendo. In Westworld parliamo di “padroni di casa/hosts” che hanno in se tutte queste “memorie collettive finte”, e sopratutto il fatto che gli viene imposto di crederci, di bersi tutto quello che gli viene detto dall’alto. Niente male come paragone attuale! Guarda quello che e’ successo con Facebook, manipolazione attraverso la tecnologia, mai l’avremmo immaginato, mai avremmo pensato avrebbe potuto avverarsi!.

Avete già idea di come finirà lo show?
Nolan: Abbiamo sentito il bisogno di avere un piano finale, una risoluzione alla stagione e abbiamo deciso di seguirlo. Poi c’è sempre quello che definisco “il bello, la magia di fare televisione”: se ti capita di interagire meglio con un attore e di ricevere good vibes da una situazione invece che da un altra… si può sempre cambiare la strada, tenendo però presente la meta finale. In poche parole… si, sappiamo già come andrà a finire.