Tim Curry, rivelate le cause della morte | Rolling Stone Italia
The Last Act

Tim Curry, rivelate le cause della morte

A poco più di una settimana dalla scomparsa dell’attore di 'The Rocky Horror Picture Show', i documenti ufficiali fanno luce sulle cause del decesso e sulle condizioni di salute degli ultimi anni

Tim Curry, rivelate le cause della morte

Patricia Quinn (Magenta) Tim Curry (Frank-N-Furter), Nell Campbell (Columbia) in 'The Rocky Horror Picture Show'

Foto: 20th Century Fox

A poco più di una settimana dalla morte di Tim Curry, sono state rese note le cause della scomparsa dell’attore britannico, morto il 25 agosto a 80 anni nella sua casa di Los Angeles. Secondo i documenti del Los Angeles County Department of Public Health ottenuti da People, Curry è morto per una malattia coronarica. Nello stesso documento vengono indicati anche un tumore al rene e un ictus avuti in precedenza tra le condizioni che hanno contribuito alla morte, senza esserne però la causa principale.

L’ictus aveva segnato profondamente gli ultimi anni della sua vita. Curry ne era stato colpito nel 2012 e da allora aveva perso la capacità di camminare, continuando comunque a lavorare soprattutto come doppiatore. Ancora nel 2025, durante un evento per i cinquant’anni di The Rocky Horror Picture Show, aveva raccontato di avere seri problemi alla gamba sinistra e di essere costretto a utilizzare una sedia a rotelle.

Nato nel 1946 nel Cheshire, Curry era diventato un’icona della cultura pop grazie soprattutto al Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show, personaggio portato prima sul palcoscenico e poi nel film del 1975. Ma ridurre la sua carriera a corsetti e Time Warp sarebbe ingeneroso: è stato Pennywise nella miniserie It del 1990, il maggiordomo Wadsworth in Signori, il delitto è servito, il Gran Mago delle Tenebre di Legend e il concierge dell’hotel in Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York. Curry aveva lavorato moltissimo anche a teatro, ottenendo tre candidature ai Tony Awards, e come doppiatore. Nel 2025 aveva pubblicato l’autobiografia Vagabond. Non si era mai sposato e non aveva figli. La sua morte era stata annunciata il 26 agosto dalla manager e amica di lunga data Marcia Hurwitz, senza rendere note inizialmente le cause.