C’è qualcuno che ha cominciato a identificare Sydney Sweeney come una “Barbie del movimento MAGA, in inglese, MAGA Barbie. Lo ha sottolineato proprio all’attrice Alexandra Whittaker, mentre la intervistava per la nuova cover di Cosmopolitan. L’origine del soprannome, dice Whittaker, sono i molti commenti che, sui social, hanno associato Sweeney alle posizioni della destra politica americana, soprattutto dopo la controversa pubblicità di cui è stata protagonista per i jeans (o genes?) American Eagle – vi raccontavamo tutto qui.
La domanda vorrebbe mettere un punto chiaro in una situazione confusa. Anche se, già un paio di mesi fa, l’attrice di Euphoria e della hit al box office Una di famiglia – The Housemaid si era espressa molto chiaramente sull’argomento: «Mi hanno attribuito intenzioni che non corrispondono al vero».
Ora, nella nuova intervista ha rincarato la dose: «Non ho mai voluto parlare di politica. Ho sempre solo voluto fare arte, perciò non voglio partecipare a questa conversazione (in riferimento all’appellativo MAGA Barbie, nda). E penso che, proprio per questo motivo, le persone vogliano aumentare l’escalation, che vogliano usarmi come un simbolo personale. Ma sono etichette assegnate da qualcun altro, e non le posso controllare».
Whittaker, allora, le chiede come mai non abbia mai sentito il bisogno di correggere le opinioni sbagliate delle persone sul suo conto. Sweeney risponde: «Non lo so. Non sono una persona rancorosa. Se dicessi, “non è vero”, mi attaccherebbero dicendo che lo affermo solo per ripulirmi l’immagine. Non c’è una vera vittoria, qui. Non c’è mai. Devo solo continuare a essere quella che sono, perché so chi sono. Non posso fare in modo che tutti mi amino. Ma conosco le cause in cui credo».
Aggiungendo: «Non sono una persona da politica, mi occupo di arte. Non sono qui per parlare di politica, non ho mai voluto entrare in quel campo. Non è per questo che sono diventata chi sono oggi. Sono diventata un’attrice perché mi piace raccontare storie, ma non credo in nessuna forma d’odio. Penso che dovremmo amarci tutti e rispettarci, e provare compassione l’uno per l’altro».













