'Stranger Things', i Duffer Brothers accusati di abusi verbali nei confronti di donne sul set | Rolling Stone Italia
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‘Stranger Things’, i Duffer Brothers accusati di abusi verbali nei confronti di donne sul set

La denuncia è arrivata su Instagram da parte di una macchinista dello show. I creatori della serie cult hanno replicato e Netflix ha confermato di non aver rilevato nulla di sospetto.

Ross e Matt Duffer. Foto IPA

Ross e Matt Duffer. Foto IPA

Fino ad ora la maggior parte delle storie di #MeToo e Time’s Up riguardava molestie sessuali o disparità retributiva. Ma nei giorni scorsi una denuncia sui social avrebbe ampliato lo spettro degli abusi di potere che rendono gli ambienti di lavoro ostili per le donne.

Matt e Ross Duffer, creatori di Stranger Things, sono stati accusati di aver insultato e minacciato verbalmente diverse donne sul set.

L’8 marzo Peyton Brown, che ha lavorato alla serie cult come macchinista, ha pubblicato un post su Instagram dove spiegava che non tornerà per la terza stagione (in onda nel 2019) a causa di alcuni atteggiamenti degli showrunner:

I guess there’s no better day than #nationalwomensday to say #timesup and announce that I will not be a part of the filming of Season 3 of Stranger Things. Why, you ask? Because I stand with my sisters. I personally witnessed two men in high positions of power on that set seek out and verbally abuse multiple women. I promised myself that if I were ever in a situation to say something that I would. I have 11.5 thousand followers who can hear me say this, TIME IS UP. Women in the film industry are POWERFUL. We will rise and we will scream from mountain tops in support of each other and I will not contribute my time, efforts, and talent to such abusive people. There is too much going on in this world to be regressive. There are too many amazing and highly respected men in respective positions of power that I have had the utmost pleasure of working beside. Those are the people I want to surround myself with. Those are the projects I want to be a part of. This industry is no longer led by a “few good men,” but instead by an OCEAN of ASTOUNDING WOMEN. Enough is enough. For my sisters- Time is up. #timesup #theabusestopsnow #ontobiggerandbetter #standupforwhatsright #womenempowerment #ladygrip #sisterhood #iatsesisters #wewillbeheard #thispicsaysitall

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“Ho personalmente visto due uomini in una posizione di potere andare a cercare e abusare verbalmente di diverse donne. Mi sono promessa che, se mi fossi trovata di fronte a una situazione del genere, avrei fatto qualcosa a riguardo. Ho 11.500 followers che possono leggermi, TIME IS UP”. La Brown inizialmente non ha identificato le persone di cui stava parlando e nemmeno la natura esatta dell’abuso verbale, ma poi in una risposta (in seguito nascosta) a un commento, ha confermato che si riferiva ai Duffer Brothers.

In un’altra replica (anch’essa cancellata), ha descritto dettagliatamente il presunto comportamento, sostenendo che “c’erano urla, insulti, minacce e le persone venivano persino licenziate o costrette ad andarsene a causa loro”.

Matt e Ross Duffer hanno risposto alle accuse sabato con una dichiarazione a The Hollywood Reporter: ”Siamo profondamente sconvolti nell’apprendere che qualcuno si è sentito a disagio sul set. A causa della natura altamente stressante della produzione, gli animi si logorano occasionalmente e, per questo, ci scusiamo. Tuttavia, pensiamo che sia importante non caratterizzare in modo errato il nostro set, perché crediamo fermamente nel trattare tutti in modo imparziale indipendentemente dal genere, dall’orientamento, dalla razza, dalla religione o da qualsiasi altra cosa. Rimaniamo totalmente impegnati a fornire un ambiente di lavoro sicuro e collaborativo per tutti nelle nostre produzioni”.

Anche Netflix ha replicato: “Abbiamo esaminato la problematica che è stata sollevata quando abbiamo sentito delle accuse e non abbiamo trovato alcuna irregolarità o sospetto. Mantenere un ambiente sicuro e rispettoso sul set è importante per noi. E sappiamo che lo è anche per i Duffer Brothers”.

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