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Quentin Tarantino contro Ryan Reynolds: «Fa un sacco di soldi, ma i suoi film non esistono»

Per criticare il cinema “servo” delle piattaforme, il regista di ‘Pulp Fiction’ prende come esempio il divo di ‘Red Notice’. E ci va giù molto pesante…

Foto: Daniele Venturelli/WireImage via Getty Images e Netflix

Dopo le gustosissime dichiarazioni direttamente da Cannes a proposito del suo prossimo (e ultimo) film, The Movie Critic, Quentin Tarantino lancia una delle sue stoccate contro una superstar di Hollywood: Ryan Reynolds.

In un discorso più ampio sul ruolo del cinema e dei film nel nuovo scenario dello streaming – «Che cos’è un film oggi? Qualcosa da vedere su Apple? Così diventa solo una questione di rendimenti marginali» – il regista usa Ryan Reynolds come esempio di divo che ha barattato il suo ruolo nel cinema con una serie di investimenti commerciali sulle piattaforme di maggior successo.

«Non voglio litigare con nessuno», attacca Quentin, «ma, stando a Netflix, Ryan Reynolds ha guadagnato 50 milioni di dollari con questo film, e altri 50 con quest’altro, e ne farà altri 50 con il nuovo film prodotto dalla piattaforma. E io non so nemmeno cosa sono, quei film. Non li ho mai visti».

Il riferimento è agli ultimi titoli starring Reynolds, tutti destinati direttamente allo streaming: 6 Underground, Red Notice e The Adam Project (tutti e tre per Netflix), e fino al natalizio Spirited (su Apple TV+).

«Non ho mai parlato con l’agente di Ryan Reynolds», prosegue Quentin, «ma lui di sicuro gli avrà detto: “Fallo, ti danno 50 milioni”. Buon per lui che sta facendo tutti questi soldi. Ma questi film non esistono, nel nostro immaginario. Anzi, è come se non esistessero proprio in generale».

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