Quando Leonardo DiCaprio metteva all’asta “un anno con Weinstein”

Nel 2015 e 2016 la fondazione dell’attore, impegnato nella causa ecologista, offriva pacchetti con il produttore e Spacey. Che però sarebbero stati snobbati.
Harvey Weinstein e Leonardo DiCaprio al Galà amfAR di New York. Foto IPA

Harvey Weinstein e Leonardo DiCaprio al Galà amfAR di New York. Foto IPA

Succede che nella Hollywood (poco) prima del Time’s Up e del Me Too, la Leonardo DiCaprio Foundation abbia messo all’asta dei pacchetti offerti da due dei più grossi predatori di Hollywood: Harvey Weinstein e Kevin Spacey.

Lo ha fatto nel 2015 e nel 2016 (precedentemente alla bomba che ha risvegliato lo show-biz nell’ottobre del 2017) al Galà di Saint Tropez, a cui ogni anno partecipano decine di star, per dare il loro contributo all’organizzazione benefica dell’attore che si concentra sulle cause ambientali. A dare la notizia è Page Six.

Decine di star tra cui Mr. Weinstein e Mr. Spacey: d’altra parte DiCaprio ha recitato in diversi film prodotti dalle società dell’ex re Mida di Hollywood, tra cui Gangs of New York di Scorsese e Django Unchained di Tarantino. Per completezza bisogna anche ricordare che, dopo le accuse al produttore, il Leonardo nazionale aveva rilasciato una dichiarazione: “Non ci sono scuse per molestie sessuali o aggressioni sessuali – non importa chi sei e non importa qual è la tua professione “ si legge “Apprezzo la forza e il coraggio delle donne che si sono fatte avanti e hanno fatto sentire la loro voce”. Benissimo, tutto giusto e da manuale. E Leo dispiace parecchio, anche perché il tuo impegno ecologista è pregevole, ma…

Andiamo ad esaminare che cosa prevedeva la Weinstein Experience, lotto numero 10 dell’asta del 2016 denominato: “Un anno nella vita del più grande produttore cinematografico – Essere ospite di Harvey Weinstein per un intero anno agli eventi più importanti del mondo”.

Si parte con due inviti all’annuale party pre Oscar più la possibilità di condividere il tavolo con lui alla cena della sua società e di fare foto con almeno 5 star. Nel pacchetto era coinvolta anche quella che ora è l’ex moglie del produttore, la designer di Marchesa Georgina Chapman: “La signora potrà indossare un abito couture Marchesa unico nel suo genere e poi portarselo a casa” si legge nel catalogo dell’asta del 2016. Postilla: se poi la signora in questione era giovane e piacente e l’abito era disposta a farselo togliere da Mr. Weinstein, tanto meglio. Ah no scusate, la postilla non c’era. Almeno non scritta.

Parte seconda: Festival di Cannes. Due inviti a una proiezione al Grand Palais con relativo red carpet, due inviti alla cerimonia di chiusura della kermesse e due inviti al Galà amfAR, sempre seduti al tavolo del vecchio Harvey.

Non finisce qui: il lotto offriva pure di sfilare con Weinstein sul prestigiosissimo tappeto rosso del Met Ball, uno degli eventi di costumi più importanti al mondo, una foto scattata da Patrick Demarchelier, la partecipazione alla première del film Lion con gli attori e due posti in prima fila alla finale di Project Runway, il talent televisivo per stilisti, con visita nel backstage per incontrare Heidi Klum. Seguivano due inviti alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, due biglietti per il Super Bowl del 2017, una visita sul set con Weinstein “per vedere come si realizza un film davanti ai propri occhi”: E, udite udite, la possibilità di fare uno stage di due mesi presso The Weinstein Company a New York, Los Angeles o Londra. Cioè, il più grande predatore di Hollywood offriva la possibilità di fare un tirocinio nella propria società. Comprensivo di massaggi in accappatoio ovviamente. Ah no, nemmeno questo c’era scritto. Praticamente un riccone avrebbe dovuto fare un’offerta per mandare la propria figlia (o figlio al limite, ma meglio figlia – bisogna avere l’età per fare uno stage) nelle grinfie di Weinstein.

Il pacchetto Spacey invece prevedeva uno spettacolo teatrale privato a casa da parte dell’attore: “L’opportunità senza precedenti di vedere Kevin Spacey esibirsi dal vivo a casa tua, per te e i tuoi amici”. Peccato che Kevin con i party privati non abbia precedenti esattamente impeccabili.

E infatti, per la serie “vedo, prevedo, stravedo” (oppure so?!), i partecipanti all’asta avrebbero snobbato i pacchetti, come afferma l’organizzazione.

“La fondazione non ha mai ricevuto il pagamento per i lotti donati da Mr. Weinstein o Mr. Spacey, che sono stati inclusi nei nostri cataloghi 2015 e 2016” ha spiegato un portavoce. Ma dai?!