«Mezza Hollywood è gay, ma nei film non esistono», l’attacco di Ian McKellen

L'attore, da sempre in prima linea nella difesa per i diritti della comunità omosessuale, ha duramente criticato la scelta di non rappresentare il giovane Silente "apertamente gay" nel nuovo capitolo di ‘Animali Fantastici’.

Matteo Nardone/Pacific Press/Alamy Live News


Durante un’intervista rilasciata a Time Out l’attore Ian McKellen, una delle prime star di Hollywood a dichiararsi apertamente gay, ha aspramente attaccato lo star system accusando l’industria cinematografica di non aver il coraggio necessario per portare sullo schermo le minoranze.

In particolare McKellen ha condannato il film Animali Fantastici 2: I Crimini di Grindelwald per la scelta di non rappresentare il giovane Silente come apertamente omosessuale. «Beh nessuno chiede a Hollywood una presa di posizione sul sociale, lo hanno mai fatto? D’altronde hanno scoperto solo recentemente che al mondo esistono anche le persone di colore», ha commentato l’attore, riferendosi a film come Black Panther o Blackkklansman, ultimo lavoro di Spike Lee, nati dopo il movimento Black Lives Matter e in cui è centrale il discorso relativo ai diritti delle persone di colore.

«Hollywood ha maltrattato le donne in ogni modo possibile nel corso della sua storia», ha continuato McKellen «Ma per il cinema gli uomini gay nemmeno esistono».

McKellen, inoltre, è tornato a parlare di Demoni e dei, film del 1998 in cui vestiva i panni del regista James Whale, come un punto di partenza perché l’industria cinematografica cominciasse ad accettare l’omosessualità maschile nei film: «Per Hollywood è stato un inizio, con quel film ha inziato ad ammettere l’esistenza delle persone omosessuali, anche se metà Hollywood è gay».

Questo martedì, infatti, un nuovo report redatto dall’organizzazione GLAAD, che dal 1985 difende i diretti della comunità LGBTQ, ha stabilito che solo il 12,8% dei film mainstream porta in scena personaggi apertamente omosessuali, per cui la richiesta è che il numero salga al 50% entro il 2024.

Leggi anche: