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Matilde Brandi e l’intervista più assurda della storia del giornalismo italiano

Un pugno di righe che eclissano quasi completamente un altro grande classico dell'editoria italiana: il pollo di Elisabetta Canalis

Oggi abbiamo letto l’intervista più surreale che sia mai stata pubblicata: Meteo pazzo, Matilde Brandi: «Maggio strano, il mio umore risente degli sbalzi».

Poche righe in cui la soubrette racconta nel dettaglio come ci si sente a dover affrontare una stagione non proprio calda come ci si aspetterebbe: «Sono metereopatica, e quindi il maltempo incide in maniera negativa sul mio umore». Occhio quindi: se dovete contattarla fate un check nuvolosità. Il tutto condito da qualche aneddoto – «L’altro giorno ero invitata a una comunione, ho sentito così freddo che a un certo punto pregavo che uscisse il sole» – e da un attento occhio sul sociale – «Penso alle scuole, agli studenti che a fine dell’anno scolastico sudano in aula. Ecco, forse, ci vorrebbe una via di mezzo».

Un pugno di righe che eclissano quasi completamente un altro grande classico dell’editoria italiana: il pollo di Elisabetta Canalis.

Per esempio, commentando se il ritorno del freddo l’avesse colta impreparata, Matilde ha risposto: «Non ho ancora fatto il cambio di stagione ma proprio due giorni fa ho tolto i maglioni più pesanti. Quelli basici, però, non li levo mai dall’armadio». E, sulle temperature preferite, la Brandi non ha dubbi: «Quelle della tarda primavera e del primo autunno: amo le mezze stagioni. Il clima perfetto, per i miei gusti, si ha quando puoi uscire con la maglietta e magari un maglioncino. Non voglio il caldo afoso anche se adoro la vera estate, quella di giugno. Le ottobrate romane poi sono ideali. Il mese di maggio è addirittura meglio: non questo però…».

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