«In realtà non ho visto Woman Unknown», ha ironizzato Maggie Gyllenhaal nella conferenza stampa successiva alla cerimonia di premiazione. «Ho pensato solotanto: “È fatto da una donna e quindi, Leone d’Oro!”».
L’attrice e regista ha iniziato il suo mandato da presidente della giuria di Venezia denunciando la scarsità di registe donne in corsa per il Leone d’Oro. E ieri sera lo ha chiuso assegnando il premio (qui la lista completa dei vincitori) all’unico film diretto interamente da una donna: Woman Unknown di May el-Toukhy. Ma ha respinto l’idea che lei e gli altri membri della giuria stessero facendo una sorta di «dichiarazione politica», come l’ha definita un giornalista, con questa scelta: «Naturalmente mi aspettavo questa domanda. Ci sono molti film fatti da donne che non mi piacciono, e alcuni che non mi piacciono proprio per niente, esattamente come i film fatti dagli uomini. Ho un voto, come ogni membro di questa giuria, e quindi tutte le decisioni che prendiamo sono sempre complicate, comportano sempre molte discussioni».
Ha aggiunto: «Credo di essere ormai stanca di parlare sempre dello stesso argomento. Continuerò a farlo, ma solo per un minuto, qui in questo posto incredibile, voglio semplicemente celebrare un film girato splendidamente, che mi ha fatto l’effetto di un raggio laser, proprio per la sua qualità».
Nella giuria di Gyllenhaal sedevano anche la regista di The Voice of Hind Rajab Kaouther Ben Hania, la leggenda del cinema di Hong Kong Johnnie To, la cineasta afghana Shahrbanoo Sadat, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, il compositore di The Brutalist Daniel Blumberg e l’accademico italiano del cinema, Francesco Casetti.
Gyllenhaal ha anche spiegato la decisione della giuria di assegnare la Coppa Volpi per la migliore attrice a Mathilde Arcel, protagonista di Woman Unknown. «Si possono assegnare due premi a chi vince il Leone d’Oro, se il secondo premio che si vuole dare è all’unanimità», ha spiegato Gyllenhaal. «Quindi abbiamo deciso all’unanimità di premiare Mathilde, che vorrei dire pubblicamente, a tutta la stampa, vi lascerà a bocca aperta».
L’unico altro film in concorso diretto da una donna era NAZA, co-diretto da Rachel Szor e Yuval Abraham. Il potente documentario sul conflitto a Gaza si è aggiudicato il premio speciale della giuria. Gyllenhaal ha detto di ammirare «l’immenso coraggio e l’intelligenza” del film. Ha aggiunto che la collega giurata Ben Hania l’ha aiutata a capire che «il modo in cui è girato e montato riguarda i sistemi».
«So che Jonathan Glazer, che ha fatto La zona d’interesse, è stato tra i produttori: Ecco, mi ha ricordato un po’ La zona d’interesse in questo senso, che parla anch’esso di sistemi», ha continuato. «E una delle cose che ho amato del film è il modo non letterale in cui esprime questo concetto».














