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La sparatoria al ritmo di ‘Tequila’ di Baby Driver

Edgar Wright racconta come è nata una delle scene più esaltanti del suo ultimo film

Edgar Wright era, detto con le sue parole, “un 21enne che viveva nella parte nord di Londra, sul lastrico e disoccupato” nel 1995 quando fu colpito da quella che si può paragonare a una visione quasi religiosa. Il regista stava montando il suo primo film, un omaggio low-budget agli Spaghetti western, ma non aveva idea di cosa volesse fare della sua vita.

E poi ha messo su Bellbottoms, la prima track di Orange, l’album dei The Jon Spencer Blues Explosion, e mentre stava seduto ad ascoltare l’ha vista: una fighissima e carichissima scena d’azione piena di inseguimenti d’auto, perfettamente in synch con l’ode hipster del trio ai jeans degli anni ’70. E non è una coincidenza se Bellbottoms è la prima cosa che sentite in Baby Driver.

Il regista ci ha raccontato come ha scelto i brani che accompagnano alcune delle sequenze più iconiche del suo nuovo film: l’ultima volta vi abbiamo parlato proprio di Bellbottoms, oggi è il turno di Tequila. Ecco com’è andata.

I più esperti hanno capito subito che la versione di Tequila nel film non è l’originale dei Champs, ma una cover dei Button Down Brass. L’ho sentita su una compilation del 1996, una raccolta di brani che mi ha accompagnato durante le infinite sessioni di riscrittura della sceneggiatura.

Mentre lavoravo al film, negli ultimi anni, avevo paura che qualcun altro potesse usare questa versione, gli assoli di batteria al centro mi hanno colpito subito. Ho pensato: quanto sarebbe fico metterci su una bella sparatoria?

Ed è andata così, la scena di Tequila è una delle più difficili del film, girarla è stato complesso e ha richiesto diverse giornate di lavoro. Di solito ascoltiamo i brani dallo stereo, o in cuffia, ma con le sparatorie non si sente nulla, quindi ci siamo esercitati per “sparare a tempo”. Ho detto a Jamie Foxx o Jon Hamm: «Ok, ora lui fa “TA-TA-TA!”, e subito dopo tu “TAT-TAT-TAT-TA!”», mi sentivo il direttore di un’orchestra di pistole.

Un giorno ho visto Jamie che provava la scena, gli ho chiesto se si sentisse pronto. Mi ha detto: «Si, questo tipo fa ba-ba-ba, poi io ba-ba e poi…» poi ha mimato il gesto della sigaretta. Mi è sembrato fico, quindi gli ho chiesto di farlo sul set. «Ma con una sigaretta vera?», mi ha chiesto. «No! Fai il mimo anche nel film», ed è andata così: nella scena spara in testa a un tizio e poi fa quel gesto. È per questo genere di cose che un regista sceglie Jamie Foxx.

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