Jennifer Lawrence, la golden girl di Hollywood che dà lezioni di femminismo (quello vero) alle “femministe”

Ha vinto un Oscar a soli 23 anni, è caduta sul palco dell’Academy e si è messa a ridere. Ma soprattutto è una senza peli sulla lingua. Anche sulle questioni più calde del momento.
Jennifer Lawrence al photocall londinese di 'Red Sparrow'. Foto IPA

Jennifer Lawrence al photocall londinese di 'Red Sparrow'. Foto IPA

Jennifer Lawrence è la ragazza d’oro di Hollywood. A soli 27 anni ha già in tasca un Oscar (quello per il ruolo della vedova bipolare ne Il lato positivo), conquistato quando ne aveva solo 23, entrando nella storia come la seconda attrice più giovane di sempre a vincerlo. E anche come una delle cadute più divertenti sul palco dell’Academy.

Mentre saliva le scale per ritirare il riconoscimento infatti JLaw è inciampata nella gonna del suo Dior. Come ha reagito? Mettendosi a ridere come una pazza. Poi si è avvicinata al microfono e, quando tutta la platea la ha fatto una standing ovation, ha detto: «Ragazzi vi siete alzati in piedi solo perché siete mortificati che io sia caduta ed è molto imbarazzante, ma grazie! Tutto questo è folle» ha urlato con la statuetta in mano.

«Cosa ho pensato quando sono scivolata? ha raccontato poi in conferenza stampa: «Parolacce, in particolare una che iniziava con la F». Sì, Jennifer è pure un po’ sboccata. E quando Jack Nicholson ha interrotto una delle sue interviste post Oscar per complimentarsi con lei, la Lawrence era sotto shock, come una fan scatenata qualunque. Jennifer “una di noi” insomma, che impreca quando cade (anche se in un abito haute couture davanti a milioni di spettatori) e perde la brocca alla vista del ghigno più cool di Hollywood. Ma c’è molto altro.

Con 4 nomination, 3 Golden Globes e una saga di successo planetario come Hunger Games all’attivo, secondo Forbes (la Bibbia del capitalismo) per due anni di fila (2015 e 2016) la ragazza di fuoco è stata l’attrice più pagata al mondo. Nel 2017 è stata scavalcata da un’altra Jennifer, la Aniston, e soprattutto da Emma Stone. Ma nessun problema perché Jen ed Em sono BFF, vedi il divertente video in cui la Lawrence rimprovera la Stone per averle fatto perdere gli after-parties dei Globes: il tutto con metà faccia truccata e l’altra no.

Jennifer è una che sa divertirsi e che confessa orgogliosamente di essere un’ammiratrice di Kim Kardashian e del reality della famiglia più spiata, eccessiva e plasticata d’America. Se vi siete persi la puntata del Jimmy Kimmel Live in cui la Lawrence intervista la regina dei social, confessando di essersi ubriacata con la mom-ager Kris Jenner, recuperatela, è esilarante. Jennifer è probabilmente l’unica persona al mondo in grado di rendere simpatica Miss Kardashian West.

La Lawrence quest’anno è anche stata nominata come peggior attrice ai Razzie Award per Madre! e, dopo aver affermato che crede nel film e ne è molto orgogliosa, ha commentato: «Ok! Anche Jack Nicholson è stato candidato ai Razzie, quindi mi sento bene».

La golden girl dello show-biz è buffa, divertente e parla decisamente troppo a volte, come quella in cui ai microfoni di MTV ha confessato di non essersi lavata le mani uscita dalla toilette (e poi ha postato un video divertentissimo per dire che scherzava). Ma soprattutto è una che dice ciò che le passa per la testa, e al diavolo tutto il resto. Non ha peli sulla lingua e, per questo, quando promuove un film, come sta accadendo in questi giorni con il thriller Red Sparrow, ogni singola cosa che le esce dalla bocca inevitabilmente diventa notizia.

Un esempio? Ha confessato molto candidamente di essere riuscita «a resistere solo tre minuti» dopo aver iniziato a vedere Il filo nascosto, e cioè l’ultima pellicola di Paul Thomas Anderson, che è anche l’ultima dove potremo apprezzare un mostro come Daniel Day-Lewis, l’unico attore ad aver vinto tre Oscar da protagonista. Un film attesissimo, osannato alla critica, ma che a Jennifer non è piaciuto. E l’ha spiegato senza tanti giri di parole: «Erano passati tre minuti e io pensavo “uffa!” … Voglio dire, è solo una roba di vestiti? Parla di un sociopatico narcisista, un artista, che fa innamorare ogni ragazza di lui perché la fa sentire male con se stessa. E questa sarebbe la storia d’amore?».

JLaw è una che parla senza troppi complimenti pure della sua vita privata. Sempre nel corso della promozione del nuovo lungometraggio, durante un podcast, ha messo di amare ancora molto il suo ex (da pochi mesi) Darren Aronofsky, il regista 49enne che ha scritto per lei la parte da protagonista di Mother!, con il quale la Lawrence ha avuto una relazione durata quasi due anni. Tutto è iniziato quando si sono incontrati per parlare del film: «È volato da me, mi ha catturato ed è ripartito. L’incontro è durato un’ora e mezza, e ho pensato che fosse sexy. Ricordo che stavo tenendo in braccio il mio cane e chiudendo la porta ho detto: “Pippy, questa si chiama tensione sessuale”. Si è fatto desiderare per nove mesi, forse di più, il che mi ha ucciso».

Ciò che più ha fatto chiaccherare, e soprattutto discutere, però è stato il look della Lawrence all’anteprima londinese di Red Sparrow: l’attrice ha posato con uno splendido Versace, scollatissimo e sgambatissimo, per il photocall su una terrazza nel gelido inverno della City, e per giunta in mezzo a colleghi maschi coperti da giacche pesanti e sciarpe. Praticamente un invito a nozze per la polemica “femminista”, sì, quella spicciola e da due soldi. Ma quando su Twitter e su siti come Jezebel è partita la discussione al grido di “Queste foto dimostrano che c’è ancora molta strada da percorrere contro il sessismo a Hollywood” e “Per favore, date un dannato cappotto a Jennifer Lawrence”, JLaw ha zittito tutti con un post da applausi.

“Wow. Non so davvero da dove iniziare per quel che riguarda questa polemica “Jennifer Lawrence che indossa un abito scollato nella fredda Londra”. Non è solo ridicolo, ma mi offende moltissimo. Il vestito di Versace era favoloso: perché avrei dovuto coprire quella meraviglia con un cappotto e una sciarpa? Sono stata all’aperto solo cinque minuti e per quell’abito avrei affrontato anche la neve perché amo la moda. Questo è sessista, questo è ridicolo, questo non è femminismo. Esagerare su tutto ciò che qualcuno dice o fa, creare polemiche su sciocchezze innocue come quello che scelgo di indossare o non indossare, non ci fa andare avanti. Bensì ci distrae da ciò che è davvero importante. Datevi una regolata: tutto ciò che indosso è una mia scelta. E se decido di aver freddo, è sempre una scelta mia».

E nel caso non fosse stata abbastanza diretta sui social, ha chiarito bene i termini della questione nella trasmissione di Howard Stern: «Tutta questa polemica, le persone che cercano di essere femministe – non lo sono. Siete rumorose, fastidiose, non avete centrato il punto, con il risultato di portare la gente ad odiare il movimento. Time’s Up, le donne che lo hanno fondato, stanno davvero cambiando legislazione, facendo la storia. E non stanno tutti giorni per le strade e sui social media a gridarlo. Le persone marginali che gestiscono questi blog cominciano a essere una distrazione e una seccatura, perché lo sanno perfettamente che il fatto di indossare un cazzo di vestito non c’entra nulla con il femminismo, non sono così fottutamente stupide». Della serie: “quello di cui vi riempite la bocca, care femministe dell’ultima ora, è tutto tranne che femminismo. Perché il femminismo è libertà, pure di congelarmi le chiappe, se voglio”.

In un’intervista alla CBS dei giorni scorsi poi ha parlato di nuovo di Weinstein, sempre Jennifer Lawrence style: «Quello che ha fatto è criminale e quando ho sentito le accuse volevo ucciderlo». L’attrice aveva dichiarato in precedenza che l’ex produttore non l’aveva mai molestata, ma quando gli avvocati del magnate hanno provato a manipolare la dichiarazione sua e di Meryl Streep per rafforzare la difesa del loro assistito, ha replicato chiaro e tondo: «Harvey Weinstein e la sua società continuano a fare ciò che hanno sempre fatto, ovvero prendere le cose fuori dal contesto e usarle a proprio vantaggio. Questo è ciò che fanno i predatori, e deve fermarsi». Così l’ex re Mida di Hollywood è stato costretto a fare un passo indietro sulla questione e a chiedere scusa a entrambe.

In compenso, sempre a proposito di #MeToo la Lawrence, in una conversazione con Christiane Amanpour, ha raccontato di essere stata costretta a spogliarsi durante un provino e a paragonare il suo corpo a quello di una ragazza più magra. «Un’esperienza mentalmente brutale e disumanizzante» ha spiegato, proprio come quando, in passato, alcune sue foto private erano state rubate e diffuse online: «Una violazione impossibile da descrivere».

Jennifer ha dichiarato di essere sempre stata profondamente insicura del proprio corpo, almeno finché non ha letto la sceneggiatura per il suo ultimo film, Red Sparrow, e ha deciso di recitare in una scena di nudo, con cui ha superato tutti i complessi e imparato a sentirsi potente. Perché il femminismo, ci insegna la ragazza d’oro di Hollywood, è anche stare mezza nuda al freddo e al gelo o completamente nuda nella sequenza di un film. Purché sia una tua scelta. La retorica e la polemiche inutili e dannose fanno solo il gioco di tutti i Weinstein del mondo. Quello del sessismo.

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