Ian McKellen ha reso omaggio al suo storico amico e collega Patrick Stewart, scomparso mercoledì all’età di 86 anni.
Nel suo ricordo, McKellen rievoca il loro primo incontro, «mezzo secolo fa», quando erano entrambi giovani attori, e sottolinea come Stewart sia rimasto fedele alle proprie origini per tutta la vita. In un post sui social, McKellen ha aperto il tributo rivolgendosi all’amico come a «Sir Patrick Stewart». Nel 2001 Stewart era stato nominato Officer of the Order of the British Empire (OBE); nel 2010 la regina Elisabetta II lo aveva insignito del titolo di cavaliere per i suoi meriti nelle arti.
«Prima di ogni altra cosa, Patrick era definito dall’essere nato e cresciuto nello Yorkshire, l’orgogliosa contea del nord dell’Inghilterra che ha amato fino alla fine», ha scritto McKellen. «Lo si sentiva dalla sua voce, dal suo accento, e dall’onestà severa con cui ti diceva quello che pensava e sentiva. Gli uomini dello Yorkshire non sanno che farsene delle mezze verità, né di evitare le questioni importanti. Lui portava il cuore in mano, ed è questo che ne faceva un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare»
McKellen racconta di aver conosciuto Stewart quando entrambi recitavano con la Royal Shakespeare Company, «mezzo secolo fa», anche se allora non lavoravano alle stesse produzioni. «Il mio primo ricordo vivido risale a qualche anno dopo: lo incontrai per strada, nel centro di Londra, e mi raccontò che gli avevano proposto di subentrare in un ruolo di primo piano in Star Trek», ha detto McKellen. All’epoca si era chiesto se Stewart dovesse correre il rischio di lasciare il palcoscenico e di perdersi a Hollywood.
Per fortuna, «il rischio lo corse». McKellen ha aggiunto: «Grazie al cielo, per tutti noi, l’ha fatto: non solo per i suoi devoti trekker, ma per il pubblico del cinema e del teatro, che ha ammirato come sapesse usare la fama internazionale per recitare in una serie di successi cinematografici (X-Men, naturalmente) e nei grandi classici di Shakespeare, Ibsen, Arthur Miller, Peter Shaffer, Pinter e Beckett, a Stratford-upon-Avon, nel West End londinese e a Broadway».
Pur considerando l’America «la sua patria d’adozione» (è lì che Stewart ha conosciuto la moglie, la cantante Sunny Ozell), McKellen scrive che l’amico «non ha mai tradito le proprie origini». McKellen ha allegato una foto di Stewart scattata dall’Università di Huddersfield, nello Yorkshire occidentale, e ha ricordato che il «traguardo di cui andava più orgoglioso» fu la nomina a Chancellor dell’ateneo.
L’amicizia tra Stewart e McKellen è una delle più celebrate di Hollywood. Nel 2000 Stewart fu scelto per interpretare il Professor Xavier, popolare personaggio dei fumetti Marvel, in X-Men, ruolo che avrebbe ripreso in X2, in X-Men: Conflitto finale e, più tardi, in X-Men: Giorni di un futuro passato. Fu proprio sul set di questi film che nacque il forte legame con McKellen, che interpretava Magneto, l’arcinemico del suo personaggio. Per tutta la carriera Stewart non ha mai smesso di calcare i palcoscenici, e in particolare è tornato a recitare accanto a McKellen in Aspettando Godot nel 2009 e ancora nel 2014.
«Andare in giro con Patrick è come andare in giro con il Papa», aveva detto McKellen di Stewart nel 2023. «Non che la gente si inginocchi, ma ha toccato così tante vite».
In queste ore Patrick Stewart è stato ricordato anche da molti altri colleghi personalità hollywoodiane. «Non dimenticherò mai la prima volta che vidi Sir Patrick Stewart sul set del primo X-Men», ha dichiarato Kevin Feige, presidente di Marvel Studios. «Dopo anni passati a conoscerlo come l’inimitabile capitano Picard, ero in soggezione, e si è rivelato tutto ciò che avevo visto sullo schermo e anche di più: brillante, affascinante, caloroso, generoso, con una forza silenziosa e una grande autorevolezza. Lontano dalle telecamere era ancora più straordinario, con un senso dell’umorismo meravigliosamente tagliente. Conoscerlo e lavorare con lui è stato un vero privilegio. La sua eredità vive non solo in decenni di lavoro straordinario, ma nelle moltissime persone di cui è stato maestro. Ci mancherà profondamente».
In un comunicato sui social, Marvel Studios ha celebrato l’eredità di Stewart nel ruolo del professor Charles Xavier, che «ha portato in vita con straordinaria grazia, intelligenza e umanità, definendo il personaggio per generazioni di fan, da X-Men a Logan ad Avengers: Doomsday. Era un talento unico, un collaboratore generoso e un vero gentiluomo. Il nostro pensiero va alla moglie Sunny, ai figli, agli amici e agli innumerevoli fan in tutto il mondo la cui vita è stata toccata dalla sua arte».
Jonathan Frakes ha ricordato Stewart con affetto in una dichiarazione condivisa con Rolling Stone: «Non c’è nessuno al mondo con cui abbia recitato o che abbia diretto più spesso del mio grande, compianto amico Patrick Stewart. Resterà con me per sempre. Riposi in pace». Frakes interpretava il comandante William T. Riker accanto al capitano Jean-Luc Picard di Stewart in Star Trek: The Next Generation, ed è stato anche interprete e regista dei seguiti, dirigendo Star Trek: Primo contatto e Star Trek: Insurrection.
George Takei, che nel franchise di Star Trek era Hikaru Sulu, ha ricordato il collega su Threads: «I fan di tutto il mondo piangono la scomparsa di una vera, insostituibile leggenda. Nei panni del capitano Jean-Luc Picard, Patrick Stewart ha portato l’astronave Enterprise dove nessuno era mai giunto prima, e ha ispirato un’intera nuova generazione di sognatori con lo sguardo alle stelle, che guardavano con desiderio a un futuro più luminoso per tutta l’umanità. Il nostro cuore è davvero pesante. Riposa nei cieli, capitano».
Seth MacFarlane ha chiamato Stewart per tutta la carriera come guest nelle sue serie animate I Griffin e American Dad, e lo ha scelto come voce narrante del film Ted. In un tributo condiviso su Instagram, MacFarlane ha scritto: «Patrick era una di quelle icone che davamo tutti per scontato che sarebbero state con noi per sempre. Sono cresciuto da suo fan, e poi ho avuto il dono e il privilegio di diventare suo collega e amico».
Ha aggiunto: «Era un attore raro, capace di prendere una qualunque battuta e di elevarla, facendo sembrare bravo un buon autore e magistrale un grande autore. Era anche umile come pochi. Ricordo uno scambio di email con lui, diversi anni fa, mentre stava per iniziare il primo giorno di riprese di un nuovo film.»
MacFarlane ha poi raccontato un ricordo decisivo: Stewart gli aveva confidato di sentirsi sempre un principiante ogni volta che metteva piede su un set nuovo. MacFarlane ne rimase sbalordito e gli rispose: «Patrick, se ti senti così tu, per noi altri è finita».
William Shatner ha definito la notizia della morte di Stewart «straziante», ricordando il grande attore come amico e collega. «Dal palcoscenico al ponte dell’Enterprise, ha portato intelligenza, grazia e un profondo senso di umanità in tutto ciò che faceva», ha scritto su X. «Il capitano Picard rappresentava il meglio di noi, e lo stesso valeva per l’uomo che lo interpretava. Provavo affetto e ammirazione per lui e per il suo lavoro. Il mio pensiero va a Sunny [la moglie di Stewart] e alla sua famiglia. Ci mancherà moltissimo».
Hugh Jackman ha condiviso su Instagram una vecchia foto con Stewart, accompagnandola con queste parole: «Oggi abbiamo perso uno dei più grandi del palcoscenico e dello schermo. E, per me, un amico e un uomo straordinario. Da lui ho imparato tantissimo. Mi mancherai, Patrick Stewart, per tutti i giorni della mia vita».














