Hollywood contro l’ICE: «È un’organizzazione criminale, non possiamo rimanere a guardare» | Rolling Stone Italia
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Hollywood contro l’ICE: «È un’organizzazione criminale, non possiamo rimanere a guardare»

Molte attrici e attori si sono espressi contro l'agenzia di controllo delle frontiere e dell'immigrazione dopo che, sabato 24 gennaio, un altro cittadino americano è rimasto ucciso in un confronto con gli agenti

Natalie Portman al Sundance Film Festival 2026

Natalie Portman al Sundance Film Festival 2026 con una spalletta "Ice Out"

Foto: Dia Dipasupil/Getty Images

Anche Hollywood si sta mobilitando contro le azioni dell’ICE, l’agenzia statunitense che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, dopo che i suoi agenti hanno ucciso due cittadini statunitensi nel primo mese dell’anno, entrambi a Minneapolis, in Minnesota.

La prima è stata, questo 7 gennaio, Renee Nicole Good, una donna di 37 anni che stava partecipando a una manifestazione contro la massiccia presenza degli agenti dell’ICE in città, ordinata dal presidente Donald Trump a partire dai primi giorni dell’anno. Proprio in Minnesota e a Minneapolis era avvenuto, nel 2020, l’omicidio di George Floyd, che aveva dato inizio al movimento Black Lives Matter.

Secondo la ricostruzione degli agenti, Good avrebbe minacciato di investirli con la sua auto durante quella che è stata definita “un’azione mirata” da parte delle forze dell’agenzia. Numerosi video verificati circolati online hanno poi smentito questa versione dei fatti, che avrebbe giustificato gli spari in quanto legittima difesa.

Questo sabato, 24 gennaio, gli agenti dell’ICE hanno ucciso un secondo cittadino statunitense, anche lui di 37 anni. Si chiamava Alex Pretti ed era un infermiere di terapia intensiva. Secondo la ricostruzione degli agenti, Pretti li avrebbe minacciati con un’arma da fuoco durante un loro intervento in città. Anche in questo caso, numerosi video stanno smontando questa versione dei fatti, mostrando che, sì, Pretti sarebbe stato in possesso di un’arma da fuoco, ma che non l’avrebbe mai sfoderata contro gli agenti, rendendo dunque vana la legittima difesa. Prima dello sparo, Pretti stava filmando le azioni degli agenti durante una manifestazione, dove si stava tenendo in disparte. Il contatto con gli agenti è stato innescato dall’aiuto offerto da Pretti a una donna, spintonata a terra dall’ICE.

 

 
 
 
 
 
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A post shared by MPR News (@mprnews)

Nel discorso mediatico che sta seguendo ai due fatti si sono levate molte voci di protesta, che deplorano l’operato dell’ICE e la sua massiccia presenza in Minnesota. Tra di loro, anche quelle di noti attori e attrici dell’industria del cinema di Hollywood. Alcuni si sono uniti alla campagna, già in corso da tempo, che prevede di indossare spillette con scritto “ICE OUT”, fuori l’ICE, durante le apparizioni in eventi pubblici. Altri sono si sono espressi attraverso dichiarazioni in pubblico.

Pedro Pascal, per esempio, noto sostenitore delle cause sociali progressiste, ha pubblicato qualche ora fa un post su Instagram in cui si legge: «Nel 2026, l’ICE ha già ucciso 9 persone. Alex Pretti, Renee Good, Keith Porter, Haber Sanchaz Domínguez, Victor Manuel Diaz, Parady La, Luis Beltran Yanez-Cruz, Luis Gustavo Nunez Caceres, Geraldo Lunas Campos. Tutti loro meritano di essere ricordati. Tutti loro meritano giustizia».

 

 
 
 
 
 
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A post shared by Pedro Pascal he/him (@pascalispunk)

Nelle sue storie Instagram, Mark Ruffalo ha invece condiviso video di altri utenti per denunciare la brutalità dell’ICE. Josh Gad, in un post pubblicato ieri, è stato lapidario: «Nulla di ciò è normale».

 

 
 
 
 
 
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A post shared by Josh Gad (@joshgad)

Jamie Lee Curtis ha condiviso diversi post contro l’intervento dell’ICE in Minnesota, sostenendo le proteste dei cittadini locali. L’ultima pubblicazione risale a meno di un giorno fa: si tratta di un post in cui un gioco di parole tra i cognomi di Pretti e Good invita allo sciopero contro l’azione del Governo. La caption: «Questi erano americani, uccisi dal nostro Governo».

 

 
 
 
 
 
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A post shared by Jamie Lee Curtis (@jamieleecurtis)

È su X invece che Stephen King ha condiviso un’affermazione che non vuole lasciare spazio a cattive interpretazioni: «Alex Pretti è stato assassinato».

Molte dichiarazioni sono arrivate anche dal Sundance Film Festival, in programma in questi giorni a Park City, Utah.

Edward Norton, per esempio, ha definito l’intervento dell’ICE come quello di un «esercito illegale, organizzato contro i cittadini americani. Il punto oggi è: “Che cosa faremo contro questa Gestapo di massa che spara ai cittadini americani?”».

 

 
 
 
 
 
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A post shared by Hollywood Reporter (@hollywoodreporter)

Natalie Portman, presente al Festival per The Gallerist di Cathy Jan, in cui recita accanto a Jenna Ortega, ha dichiarato a Deadline: «Quello che sta succedendo in questo Paese è orripilante. Il Governo federale, il Governo di Trump, Kristi Noem (Secretary of Homeland Security degli Stati Uniti, ndr), l’ICE… quello che stanno facendo è davvero il livello più basso dell’umanità. E il meglio dell’umanità lo vediamo nel modo in cui le persone si sostengono».

Anche Ortega ha commentato: «È difficile trovarsi qui con questi splendidi abiti quando qualcosa di così orribile accade accanto a noi. La mancanza di sanzioni contro gli agenti è spaventosa».

Olivia Wilde, al Sundance con The Invite, commedia di cui è interprete e regista, si è presentata sul red carpet del suo film con una spilla ICE OUT appuntata al petto, dichiarando: «Siamo qui per celebrare qualcosa di veramente bello e pieno di speranza nella narrativa legata al cinema. Ma il mondo sta soffrendo, questo Paese sta soffrendo. È spaventoso».

Ha continuato: «Sono scioccata e nauseata. Non possiamo continuare ad accettare tutto ciò come se fosse una nuova normalità. È scandaloso. Ci sono persone assassinate. E io non voglio che diventi normale vedere persone ammazzate su Internet». Concludendo: «Quindi, se c’è qualcosa che possiamo fare anche da qui per dare supporto al movimento per far uscire l’ICE dalle nostre strade, per delegittimare questa organizzazione criminale, allora è quello che dobbiamo fare».

Seppur lontani dal Sundance, anche Walton Goggins e Florence Pugh si sono espressi a sostegno dell’allontanamento dell’ICE dalle strade del Minnesota. Il primo, visto nell’ultima stagione di The White Lotus, ha pubblicato questo testo nelle sue storie Instagram: «Questo è sbagliato. Alex Pretti è stato assassinato, Renee Good è stata assassinata. Qui non si tratta delle affiliazioni politiche a un certo partito di ognuno di noi. Qui si tratta di umanità, del nostro Paese, della nostra Costituzione, della nostra cultura. Questo è fottutamente sbagliato».

Walton Goggins ICE

Screenshot del 26/01/2026

E Pugh, sempre nelle sue storie Instagram, ha condiviso una dichiarazione ufficiale rilasciata dalla famiglia di Alex Pretti. Comincia così: «Abbiamo il cuore spezzato, e siamo arrabbiatissimi».

Florence Pugh ICE

Screenshot del 26/01/2026

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