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È morto il regista Paolo Taviani

Aveva 92 anni. Insieme al fratello Vittorio fece la storia del cinema italiano

Paolo Taviani

Paolo Taviani

Credits: Stefania D'Alessandro via Getty

Si è spento alle 18:00 di oggi a Roma, all’età di 92 anni e dopo una breve malattia, il regista Paolo Taviani. Con lui negli ultimi momenti la moglie Lina Nerli Taviani e i figli Ermanno e Valentina.

Nato nel 1931 a San Miniato, in Toscana, insieme al fratello Vittorio (scomparso nel 2018) i Taviani fecero la storia del cinema italiano. I primi esperimenti a partire da un cineclub di Pisa li portarono prima a realizzare documentari come San Miniato luglio ’44 (alla sceneggiatura lavorò anche Cesare Zavattini) e L’Italia non è un paese povero (1960, co-diretto con Joris Ivens).

Il vento degli anni Sessanta li avvicinò sempre di più a temi legati alla sfera civile e sociale, e, cementificando il loro sodalizio artistico, recuperarono la lezione neorealista, aggiornandola al mondo che si lasciava alle spalle la Seconda Guerra Mondiale, con pellicole come I sovversivi (1967) e Sotto il segno dello scorpione (1969).

Nel decennio seguente i Taviani aprirono una stagione di dialogo fertile con la letteratura e con la Storia in cui essa si inserisce. Ricordiamo San Michele aveva un gallo (1972), liberamente tratto da Tolstoj, e poi Padre padrone (1977), adattamento dell’omonimo romanzo di Gavino Ledda che valse al duo la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Riconoscimento che la kermesse francese duplicò cinque anni più tardi assegnando ai Taviani il Gran premio della giuria per La notte di San Lorenzo (1982).

Complice la fama internazionale acquisita, i fratelli poterono aumentare il livello produttivo dei lavori seguenti, coinvolgendo nomi del cinema internazionale. Tra i vari titoli ricordiamo Kaos (1984), sei episodi tratti da Novelle per un anno di Pirandello, Il sole anche di notte (ancora Tolstoj, 1990), Le affinità elettive (1996, da Goethe), Tu ridi (1998, ancora dall’autore siciliano). Nel 2012, Cesare deve morire, che recupera materiale shakespeariano facendolo interpretare dai detenuti nel carcere di Rebibbia, vinse l’Orso d’oro alla Berlinale.

Nel 2017, appena un anno prima della morte di Vittorio, uscì Una questione privata, adattamento dell’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio. Del 2022 è invece Leonora addio, girato dal solo Paolo, in omaggio al lavoro svolto insieme al fratello e, ancora una volta, creato riallacciandosi al maestro Pirandello.

I funerali di Paolo Taviani si terranno il 4 marzo alla Protomoteca del Campidoglio, dalle 10 alle 13, con cerimonia funebre laica.

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