La rivisitazione virale di un comico sul riconoscibilissimo canto Zulu della celeberrima canzone Il cerchio della vita dal Re Leone della Disney ha scatenato una causa per diffamazione da 27 milioni di dollari, e una nuova raccolta fondi per la difesa legale da parte del comico nel mirino.
Il cabarettista zimbabwese Learnmore Jonasi è stato citato in giudizio la settimana scorsa dopo aver scherzato nel podcast One54 Africa sul fatto che il canto “Nants’ingonyama bagithi Baba” dal film d’animazione significherebbe in realtà qualcosa di molto meno aulico di quanto molti probabilmente pensassero. «Guarda, c’è un leone. Oddio», ha detto, offrendo la sua traduzione ai conduttori del podcast piuttosto stupiti.
L’autore, il cantante sudafricano Lebohang Morake, noto professionalmente come Lebo M, ha citato in giudizio Jonasi per 27 milioni di dollari presso un tribunale federale di Los Angeles. Nella causa, visionata da Rolling Stone, sostiene che la frase significhi in realtà «Lunga vita al re, ci inchiniamo tutti alla sua presenza», e accusa Jonasi di aver diffuso una traduzione falsa con «spregiudicato disprezzo» per la verità e per la reputazione di Lebo M.
Mercoledì, Jonasi ha condiviso un video su TikTok in cui lo si vede ricevere la notifica della causa mentre si esibisce sul palco del Laugh Factory. Il comico ha nel frattempo avviato una raccolta fondi su GoFundMe per costruire un arsenale legale con cui combattere il ricorso.
«Quello che era iniziato come un po’ di umorismo si è trasformato in una battaglia legale devastante», ha scritto Jonasi in una lettera ai fan sulla pagina della raccolta fondi. «Sono un creator appassionato che non ha mai voluto fare del male a nessuno, ma ora mi trovo ad affrontare spese legali schiaccianti solo per difendere il mio diritto di parlare e fare battute».
A giovedì, la raccolta fondi aveva superato i 13.890 dollari in donazioni. «Sono davvero grato per tutto il vostro supporto e la vostra gentilezza. Grazie a voi, ora ho una possibilità di lottare contro questa causa», ha scritto Jonasi (il cui cognome legale è Mwanyenyeka) in un aggiornamento pubblicato giovedì.
Nella causa di 19 pagine Morake sostiene che Jonasi abbia pronunciato le sue presunte affermazioni diffamatorie con voce «autorevole» in un podcast conversazionale, non come battuta comica in uno special di stand-up. «Il convenuto le ha presentate come conoscenza fattuale con un’autenticità fuorviante per aumentare l’esposizione e il ridicolo del capolavoro creativo di Lebo M», si legge nella causa.
«La rappresentazione malevola del convenuto […] ha creato una falsa narrativa sull’opera di altissimo livello del ricorrente e sui numerosi riconoscimenti ricevuti in tutto il mondo per “Nants’ingonyama bagithi Baba“», si legge ancora nell’atto. «Si tratta di un atto intenzionale del convenuto volto a distruggere il contenuto creativo del ricorrente, sputando sul suo lavoro con continua derisione e disprezzo».
Morake ha definito i commenti «furto per derisione», sostenendo che Jonasi stia guadagnando dalla sua rivisitazione virale a spese di Morake. «Non si tratta di libertà di parola, perché le affermazioni sono false, vili e intese a causare un danno significativo all’eredità di Lebo M. Lebo M ha continuato a collaborare con Disney negli ultimi due anni per Mufasa e nutre legittime preoccupazioni sul fatto che Disney lo chiamerà ancora, a causa della caratterizzazione distorta di Learnmore», ha dichiarato.
Oltre alla raccolta su GoFundMe, Jonasi sta raccogliendo fondi anche vendendo merchandise: magliette con la scritta «Guarda, è una causa legale. Oddio», affiancata da un cartoon di se stesso che regge dei fogli in una posa che richiama Mufasa mentre presenta il cucciolo Simba. «Comprate la maglietta adesso, potete davvero aiutarmi a pagare le spese legali», ha scritto su Instagram.















