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Carlo Verdone condurrà il Festival di Sanremo? No, è solo fiction

L'attore ne ha parlato con 'Repubblica' durante una set visit per la terza stagione di 'Vita da Carlo', tra l'auspicio di un Festival più "coraggioso", l'attenzione verso i giovani, e i consigli a Sangiovanni: «Quando ritroverai la forza e l’energia ti rimetterai in campo»

Foto: Antonio Masiello/Getty Images

Un Sanremo da preparare, e attorno solo guai, tra amici scavezzacollo e problemi in famiglia. Potrebbe essere la vita “vera” dietro la road to Ariston di qualsiasi conduttore del Festiva, invece siamo nella fiction, e queste sono le vicende che si assieperanno attorno alla sfida che Carlo Verdone dovrà affrontare nella terza stagione di Vita da Carlo: condurre l’occasione-principe della musica italiana (e, come sempre, cavarsela).

Le anticipazioni (riportate da Repubblica a seguito di una set visit) arrivano proprio dall’attore, che assicura: «Nella vita devi fare quello che sai fare, non potrei condurre il festival: i vari Amadeus, Bonolis, Fazio, Conti, conoscono bene il rapporto col pubblico televisivo, io no. È un sentiero sconosciuto e impervio, non me la sentirei. L’ho fatto nella serie e mi sono tolto lo sfizio».

Se il mondo diventasse improvvisamente un Sottosopra, però, Verdone, un paio di idee per Sanremo, le avrebbe: innanzitutto, vorrebbe che tutto fosse «molto più breve, con meno monologhi. Non si può stare quattro ore davanti alla tv. Nella serie chiedo che duri solo due ore e mezza e, nonostante tutto, avrà successo». E poi, lascerebbe da parte quella che definisce “furbacchioneria”, la voglia di accontentare un po’ tutti soprattutto nella conduzione, perché altrimenti finisce che si sente «non voglio dire la stessa canzone, ma poca autorevolezza».

Chiudendo poi con un rilancio al futuro, guardando già a Vita da Carlo 4, in cui vorrebbe che i giovani fossero i protagonisti: «Provo molta tenerezza perché è un momento drammatico: è difficile fare i figli, gli stipendi sono quello che sono, è tutto complicato. L’orizzonte è opaco».

Di questa incertezza, Verdone sa qualcosa: «Dopo il grande successo con Non stop ho avuto una crisi. Ho vissuto la popolarità, in qualche modo, come una violenza. Ero timido, non avevo più una vita privata. Ho avuto per un anno attacchi di panico penosi, ne sono venuto fuori da solo, grazie a un bravo psicanalista». Il tema gli sta a cuore, e infatti, nel mondo dei Sanremo reali, ha subito scritto un messaggio di supporto a Sangiovanni dopo che il giovane cantante aveva annunciato che si sarebbe fermato per un po’. «C’è un modo per non perdere una battaglia? Non partecipare. Quando ritroverai la forza e l’energia ti rimetterai in campo». La risposta di Sangio è stata quella che gli avremmo voluto dare tutti noi: «Ti sento come un padre».

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