Secondo quanto riportato, nell’accordo legale tra Blake Lively e Justin Baldoni non è stato previsto alcun risarcimento economico. La notizia è stata confermata da TMZ, Variety e altre testate. Lively ha comunque ancora in sospeso una richiesta per il rimborso delle spese legali e per i danni derivanti dalla causa per diffamazione (poi respinta) intentata contro di lei da Baldoni.
«Chiunque affermi di poter confermare i termini dell’accordo riservato in questa fase vi sta fuorviando», ha dichiarato una fonte a Variety. «Ulteriori informazioni su questo accordo confidenziale compariranno nei registri del tribunale nei prossimi giorni». Per ora i rappresentanti di Lively e Baldoni non hanno risposto alla richiesta di commento di Rolling Stone.
La notizia arriva a un giorno di distanza dall’accordo raggiunto tra i due sulla disputa legale legata al film It Ends With Us – Siamo noi a dire basta, che ha evitato un processo previsto per il 18 maggio e stimato in una durata tra le sei e le otto settimane. Rolling Stone ha potuto confermato che Baldoni fosse particolarmente soddisfatto dell’esito.
La battaglia legale risale alle accuse mosse da Lively nel 2024, secondo cui Baldoni e la sua società Wayfarer avrebbero creato un ambiente di lavoro tossico e sessualmente connotato, discriminando le donne sul set di It Ends With Us. Lively ha inoltre accusato Baldoni e i produttori del film di aver orchestrato una campagna diffamatoria contro di lei.
Baldoni ha presentato una controquerela da 400 milioni di dollari accusando Lively di diffamazione, ma anche questa è stata successivamente respinta. Ha inoltre citato in giudizio il New York Times per diffamazione in relazione a un articolo che rivelava la denuncia iniziale di molestie da parte di Lively: anche questa causa è stata archiviata.
All’inizio di questo mese, un giudice ha respinto 10 delle 13 accuse di Lively, comprese quelle di molestie, facendo sì che il processo si concentrasse su ritorsioni e violazione contrattuale. Prima dell’accordo raggiunto lunedì, gli avvocati delle due parti si erano scontrati sull’ammissibilità delle testimonianze degli esperti, in particolare su quelle legate alle stime dei danni avanzate da Lively, comprese tra i 39 e i 143 milioni di dollari.
I legali di Baldoni hanno contestato queste cifre, sostenendo che la carriera dell’attrice non le giustificasse e che i quattro film a cui ha preso parte negli ultimi otto anni le abbiano fruttato circa 21 milioni di dollari.
In una dichiarazione congiunta diffusa insieme all’annuncio dell’accordo, gli avvocati della società di produzione di Baldoni, Wayfarer Studios, e quelli di Lively hanno dichiarato: «Il prodotto finale, il film It Ends With Us, è motivo di orgoglio per tutti noi che abbiamo lavorato per portarlo alla luce. Sensibilizzare e avere un impatto concreto nella vita delle vittime di violenza domestica e di tutte le vittime è un obiettivo che sosteniamo».
E hanno aggiunto: «Riconosciamo che il processo ha presentato delle difficoltà e che le preoccupazioni sollevate dalla signora Lively meritavano di essere ascoltate. Restiamo fermamente impegnati a garantire ambienti di lavoro liberi da comportamenti inappropriati e da contesti improduttivi».













