Anche la D.E.A. indaga sulla morte di Hayden Panettiere | Rolling Stone Italia
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Anche la D.E.A. indaga sulla morte di Hayden Panettiere

L’agenzia federale antidroga statunitense si è unita alle indagini sulla morte dell'attrice. Secondo una fonte del New York Times, un’overdose avrebbe provocato l’arresto cardiaco. E la polizia esclude segni di violenza

(DA USA) Hayden Panettiere

Hayden Panettiere nel 2022

Foto: Jon Kopaloff/Getty Images

La D.E.A., l’agenzia federale antidroga americana, si è unita alle indagini sulla morte di Hayden Panettiere, l’attrice di Heroes e Nashville scomparsa domenica a 36 anni in South Carolina. A rivelarlo al New York Times è una fonte a conoscenza dell’inchiesta.

Panettiere era stata trovata in arresto cardiaco nell’appartamento di Greenville, dove soggiornava, e i soccorritori avevano provato a rianimarla senza riuscirci. La polizia ha escluso per ora segni di violenza o circostanze sospette, mentre la causa ufficiale della morte non è stata ancora stabilita. Secondo una testimonianza riportata dal quotidiano, «an apparent drug overdose led to the cardiac arrest» («l’arresto cardiaco sarebbe stato provocato da una probabile overdose»). E nelle comunicazioni dei servizi di emergenza, registrate in quei minuti, si parla di «overdose» e di rianimazione in corso.

La D.E.A., che si occupa del contrasto al traffico di droga, e collabora anche con le forze dell’ordine locali, aveva partecipato negli ultimi anni anche all’inchiesta sulle sostanze stupefacenti coinvolte nella morte di Matthew Perry. Secondo il rapporto della polizia, insieme a Panettiere al momento della morte c’era l’ex fidanzato, Brian Hickerson, che avrebbe mostrato agli agenti una borsa contenente i farmaci assunti dall’attrice. Ma i nomi dei medicinali, in questo caso, sono stati occultati. Panettiere, però, non aveva mai nascosto i suoi problemi con droghe e alcol. Nel memoir This Is Me: A Reckoning, uscito a maggio, aveva raccontato che già a 16 anni qualcuno del suo entourage le aveva dato quella che definiva una «pillola della felicità». E aveva aggiunto: «Qualunque cosa fosse – e sospetto si trattasse di qualche tipo di anfetamina – non mi importava».

In seguito, negli anni, aveva affrontato più volte percorsi di riabilitazione, raccontando anche di essersi svegliata tremando e di aver avuto bisogno dell’alcol per affrontare la giornata. A tutto questo si erano aggiunti forti dolori cronici alla schiena, conseguenza dei numerosi infortuni subiti durante la carriera. Le indagini. comunque, sono ancora in corso e gli esami tossicologici dovranno stabilire che cosa abbia davvero provocato la morte dell’attrice.