Amanda Seyfried: «L’Oscar non è importante. Chi si ricorda gli ultimi 10 vincitori?» | Rolling Stone Italia
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Amanda Seyfried: «L’Oscar non è importante. Chi si ricorda gli ultimi 10 vincitori?»

Dopo una nomination al Golden Globes e una ai Critics' Choice Awards per il suo ruolo di protagonista ne 'Il testamento di Ann Lee', l'attrice è in lizza per gli Academy. Ma sembra che questa "gara" non le interessi

Amanda Seyfried: «L’Oscar non è importante. Chi si ricorda gli ultimi 10 vincitori?»

Amanda Seyfried in ‘L’apparenza delle cose’ di Shari Springer Berman e Robert Pulcini

Foto: Anna Kooris/Netflix

Le nomination ufficiali per gli Oscar 2026 non sono ancora arrivate, ma Amanda Seyfried ha già fatto pace con questa “gara”. In un’intervista uscita il 18 gennaio per il New Yorker, l’attrice ora al cinema con Una di famiglia – The Housemaid di Paul Feig, thriller domestico dal sapore camp dove la co-star è Sydney Sweeney, ha dichiarato che tutto il lavoro fatto negli anni, e tutte le soddisfazioni ricevute, li ha ottenuti senza l’ausilio di una statuetta dorata. E quindi «perché dovrei volerne una ora?».

La carriera di Seyfried in effetti parla da sola: classe ’85, debutta al cinema nel 2004 con Mean Girls e tra musical (Mamma Mia!), commedie romantiche (Letters To Juliet), franchise (Ted 2) e serie tv (ve la ricordate nei panni di Elizabeth Holmes?), si è fatta strada anche nel cinema d’autore. L’ultima impresa in questo senso è Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold, presentato all’ultimo Festival di Venezia, dove interpreta proprio la protagonista, la leader religiosa Ann Lee (il film dovrebbe uscire in Italia questo 12 marzo).

L’attrice ha continuato: «Chi si ricorda chi ha vinto negli ultimi 10 anni? L’importante non è vincere, ma essere nominati. Ti aiuta ad andare avanti, è un fatto. Ora, sto aspettando di riceverne una in una settimana, o due, o quando sarà? Certo che no. Sarebbe bello? Certo, per tutte le ragioni del mondo. Ma non è necessario. Ogni attore si costruisce la propria longevità, quando si tratta di una carriera. Significa scegliere oculatamente per fare arte nel mezzo denigrando film commerciali che sono divertenti e portano soldi».

Per il suo ruolo nel Testamento di Ann Lee, Seyfried è già stata nominata come Miglior attrice protagonista ai Golden Globes e ai Critics’ Choice Awards, senza però vincere. Nel lontano 2021, la sua performance in Mank le era invece valsa la nomination, proprio agli Oscar, come Migliore attrice non protagonista.

«Nelle nostre carriere ci sono momenti pieni e momenti scarichi. La percezione di chi siamo può cambiare di giorno in giorno. Io sono stata coerente nelle mie scelte, nei miei valori e nei miei bisogni», ha aggiunto Seyfried. «Ora per esempio è un buon momento, perché Una di famiglia sta andando molto bene» – 200 milioni di dollari al box office globale, e un sequel già confermato in lavorazione – «Non è sempre così. A volte sei in Mamma Mia!. A volte in Ted 2 o in Un milione di modi per morire nel West (film di Seth Mac Farlane del 2014, nda), che sarebbero dovuti essere macchine da soldi. E invece può succedere il contrario».

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