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Alla fine ‘Oppenheimer’ è uscito anche in Giappone

L'asso-pigliatutto di Christopher Nolan agli Oscar 2024 è stato proiettato nei cinema giapponesi per la prima volta venerdì 29 marzo. E non è stato esente da critiche per aver scelto di non mostrare da un altro punto di vista Hiroshima e Nagasaki

Foto: Melinda Sue Gordon/Universal Pictures

Otto mesi dopo la data di uscita ufficiale negli Stati Uniti, Oppenheimer di Christopher Nolan è arrivato al cinema anche in Giappone. Il grande ritardo rispetto alle altre distribuzioni internazionali è dato dalla delicatezza del tema trattato, la corsa agli armamenti atomici durante la Seconda Guerra Mondiale, in quanto – purtroppo la storia la conosciamo tutti – la vicenda di J. Robert Oppenheimer narrata da Nolan si conclude con l’attacco atomico lanciato nell’agosto del 1945 su Hiroshima e Nagasaki.

Per questa ragione, e per la tragedia nazionale che l’evento rappresenta in Giappone, il distributore Bitters End aveva già dichiarato, alla fine dell’anno scorso, che la data di uscita sarebbe stata posticipata di molto. La decisione era arrivata in seguito allo spostamento della data d’uscita originale del film, fatto poi coincidere con quella di Barbie di Greta Gerwig. Da lì – ancora, come sappiamo – si scatenò il fenomeno del Barbenheimer, e qualcuno, dalle parti del Sol Levante, non ha gradito lo spirito goliardico alla base dell’associazione tra catastrofe nucleare e bambole di plastica.

Così Bitters End: «Il tema del film è di grande importanza per il popolo giapponese, e per questo abbiamo comunque deciso di far uscire il film, dopo molte discussioni e considerazioni». Ora, quel momento è arrivato, e le reazioni del pubblico sono state variegate. Per esempio, nonostante Nolan avesse già dichiarato che l’aver omesso il racconto diretto delle due stragi giapponesi fosse stata una scelta stilistico-narrativo – «[Oppenheimer] apprese dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki dalla radio, proprio come il resto del mondo» -, e che, come mostrato nel film, lo scienziato non fosse moralmente certo dell’opportunità di continuare la ricerca sulla bomba atomica, l’ex sindaco di Hiroshima Hiraoka Takashi ha fatto notare che «dal punto di vista della città, l’orrore dell’arma atomica non è stato illustrato a sufficienza. Il film è stato costruito per dimostrare una tesi, e cioè che l’atomica servì per salvare la vita degli americani».

Pensiero che è stato ripreso anche da alcuni spettatori: «Non metto in dubbio che sia un film stupendo, e che si sia meritato tutti i suoi Oscar, ma la sua rappresentazione della bomba atomica vira all’elogiativo. Da persona con radici a Hiroshima, è stato molto difficile guardarlo».

Altre voci, invece, hanno sottolineato le sfumature presenti nel personaggio interpretato da Cillian Murphy: «Probabilmente, Oppenheimer sapeva meglio di tutti le cose terribili che sarebbero successe dopo la creazione della bomba atomica».

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