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Addio a Lina Wertmüller, autrice anarchica

È morta a 93 anni l’icona del cinema italiano, prima donna ad essere candidata all’Oscar come regista (per ‘Pasqualino Settebellezze’). Tra i suoi film più amati ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto’

Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

È morta a 93 anni Lina Wertmüller, autrice icona del cinema italiano. È stata la prima donna candidata all’Oscar come regista per Pasqualino Settebellezze (1975), nonché uno dei nomi che hanno più saputo innovare il nostro cinema, nel segno di una poetica personale e anarchica.

Tra i suoi film più famosi e amati Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974), entrambi con la “sua” coppia di star Giancarlo Giannini e Mariangela Melato.

Nata il 14 agosto 1928 come Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, ha iniziato nel teatro per poi passare alla radio e alla televisione, dove è autrice e regista della prima edizione di Canzonissima e de Il giornalino di Gian Burrasca, con Rita Pavone protagonista. Lì ha inizio il suo sodalizio con lo scenografo Enrico Job, con il quale si sposerà.

Dopo aver esordito al cinema come aiuto regista di Federico Fellini sui set de La dolce vita (1960) e (1963), debutta come regista nel 1963 con I basilischi, premiato a Locarno e ancora oggi considerato un cult.

Ma è negli anni ’70 che viene consacrata sul grande schermo, grazie ai titoli citati e ad altri capisaldi della sua filmografia come Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” (1973), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978).

Dopo aver firmato negli anni’90 altre pellicole diventate successi popolari – Io speriamo che me la cavo (1992), Ninfa plebea (1996), Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996), Ferdinando e Carolina (1999) – firma nel 2004 il suo ultimo film: Peperoni ripieni e pesci in faccia, in cui compare anche Sophia Loren, una delle attrici da lei più dirette nella seconda parte della sua carriera.

Nel 2015 è uscito Lina Wertmüller – Dietro gli occhiali bianchi, il documentario di Valerio Ruiz che la racconta.

Nel 2019 ha invece ricevuto l’Oscar alla carriera, consegnato tra gli altri da Giancarlo Giannini e Leonardo DiCaprio.

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