Elon Musk ce l’ha con Christopher Nolan. O forse con la sua visione dell’epica omerica, che lo ha portato a realizzare Odissea, il suo nuovo film in uscita quest’anno, il 16 luglio. O, magari, con l’Academy degli Oscar e con lo standard di “Diversity and Inclusion”, che impone alcuni requisiti di inclusione e pari opportunità a tutti i lungometraggi che vogliano essere candidati come Miglior Film. Oppure, forse, con tutti e tre contemporaneamente.
Sta di fatto che ieri, venerdì 15 maggio, il feed X di Musk si è iniziato a riempire di tweet e contenuti ripostati proprio a riguardo dell’Odissea firmata da Nolan, e tutti in chiave critica. «Chi è lo stronzo che, nello specifico, ha aggiunto le bugie della Diversity and Inclusion alle regole dell’Academy invece che rendere gli Oscar una competizione al film migliore?». Così ha twittato.
Who specifically is the asshole who added DEI lies to Academy Awards eligibility instead of it just being about making the best movie?
— Elon Musk (@elonmusk) May 15, 2026
La “discussione” andava però avanti da mercoledì. Il pomo della discordia (per rimare in tema): l’attrice che avrebbe interpretato Elena di Troia, descritta nel mito come “la donna più bella del mondo”, Lupita N’yong’o. Reagendo alla notizia, confermata da Nolan stesso, il commentatore Matt Walsh, appartenente alla galassia della destra statunitense, scriveva, sempre su X: «Nessuno sulla Terra pensa che Lupita Nyong’o sia la donna più bella del mondo. Ma Christopher Nolan sa che lo chiamerebbero razzista se desse il ruolo della “donna più bella del mondo” a una donna bianca. Nolan ha talento, tecnicamente, ma è un codardo». Musk ha poi amplificato il post, commentando: «Vero». Per rincarare la dose, ha poi condiviso alcuni contenuti derisori riguardanti la presenza di Eliot Page nel cast di Odissea, deridendone una supposta mancanza di mascolinità.
Poi, qualche ora fa, un altro attacco frontale: «Chris Nolan ha violentato l’Odissea per far sì che fosse candidabile a un Oscar…».
Chris Nolan desecrated the Odyssey so that he would be eligible for an Academy Award …
— Elon Musk (@elonmusk) May 15, 2026
Se è vero che l’Academy ha, effettivamente, alcune linee-guida di pari opportunità da seguire per rendere un lungometraggio candidabile come Miglior Film, il flusso di coscienza di Musk sembra, ancora una volta, seguire il filone dell’esagerazione personale più che una solida realtà fattuale. Questo perché le regole istituite non richiedono inderogabilmente la presenza di un cast “inclusivo”, ma individuano quattro aree di intervento per rendere le produzioni cinematografiche più eque per tutti i lavoratori dell’industria. E, di queste quattro, almeno due devono essere seguite per rendere un film candidabile al maggior premio degli Oscar.
Le scelte di casting di Nolan per la sua Odissea, dunque, sembrano assolutamente volute. E forse, cosa a cui Musk potrebbe non aver pensato, potrebbero essere state fatte per riflettere la varietà di volti e origini che popolavano il mondo della classicità antica. Una diversità intrinseca che, spesso, tendiamo a dimenticarci.











