Sophie Turner, Lady Sansa di “Il Trono di spade” diventa una Marvel Girl

In "X-Men: Apocalisse" con un cast stellare c’è anche lei. Ventenne di grandi passioni, tra cui sognare il marito perfetto: che sia Eminem o James Franco
Sophie Turner è nata a Northampton il 21 febbraio 1996. In “X-Men: Apocalisse” (al cinema dal 19 maggio) è la versione giovane della telepatica Jean Grey, nella serie di HBO, “Game OF Thrones”, è Sansa Stark Lannister moglie di Tyrion Lannister - Foto Brian Daly

Sophie Turner è nata a Northampton il 21 febbraio 1996. In “X-Men: Apocalisse” (al cinema dal 19 maggio) è la versione giovane della telepatica Jean Grey, nella serie di HBO, “Game OF Thrones”, è Sansa Stark Lannister moglie di Tyrion Lannister - Foto Brian Daly

Libera, incosciente, autorevole, appassionata. Niente di strano per una 20enne, direte voi, ma a differenza di altre che non sempre possono comportarsi come vorrebbero e dire quello che pensano, lei può e lo fa. Sophie Turner, inglese di Northampton, la Sansa Stark di Il trono di spade, irrora spesso il suo forte accento anglosassone con una risata sensuale. E si lascia andare a normali confessioni tipiche della sua età. «I love Eminem, il Bob Dylan dei Millennials, poeta e psicopatico, che descrive coscienziosamente tanti aspetti della nostra società. Ma è soprattutto Slim Shady, osservatore critico, eroe contemporaneo, supereroe fumettaro a suo modo».
Inizia così la mia conversazione con Sophie, la ragazzina dai capelli rossi, «tinti perché in realtà sono biondissima», che interpreta la giovane versione della telepatica Jean Grey (negli altri X-Men era Famke Janssen, capace di far perdere lume e inguine al prode Wolverine) nell’ultimo Marvel X-Men: Apocalisse – nei cinema italiani il 19 maggio – diretto da Bryan Singer. Nel supercast anche Fassbender (Magneto), McAvoy (Professor X), Lawrence (Mistica), Olivia Munn (Psylocke), Oscar Isaac (il cattivo Apocalisse), Nicholas Hoult (Bestia), Evan Peters (Quicksilver), Tye Sheridan (Ciclope) e Alexandra Shipp (giovane Tempesta).

Dimmi di più di Eminem: perché lui?
Semplicemente perché lui è il migliore. Lo amo dai tempi di The Way I Am, The Marshall Mathers LP è il mio album preferito. Sono appena stata al Glastonbury Festival, dove ho visto un sacco di gruppi che amo, tra cui Foster the People e Florence and the Machine, ma LUI l’ho mancato per un pelo. È in cima alla lista dei miei potenziali mariti!

Altri della lista che sposeresti subito?
James Franco e Robert Pattinson, entrambi capaci di nascondersi dietro un sorriso.

Passiamo alla tua Jean Grey: pro e contro?
È giovane e quindi molto vulnerabile, terrorizzata dalla potenza dei suoi poteri, ha paura di fare del male e cerca di isolarsi il più possibile. Oltre a questo, attraversa la tipica fase ormonale da teenager, primi innamoramenti, prime delusioni, difficile essere un mutante ai giorni nostri, it’s bloody hell.

Hai mai incontrato Famke Janssen, la Jean adulta degli altri X-Men?
No, ma ci siamo scambiate parecchie e-mail. Famke ha reso il suo personaggio una bella persona, elegante e determinata a vincere le proprie insicurezze. Mi ha consigliato di studiare per bene Jean e scoprire tutto su di lei, perché solo a quel punto avrei potuto aggiungere il mio contributo personale.

Essere una supereroina Marvel Girl com’è?
Come attrice è un ruolo da sogno, ricevi automaticamente l’amore dei fan di X-Men. Poi è sempre piacevole rompere “the bullocks”, le palle, a qualche mutante che si ritiene imbattibile, è un modo per sfogare rabbia repressa. Insomma, non si vive di solo Shakespeare.

Da quando recitare per te è una passione?
Avevo 3 anni, e mia mamma iniziava a sentire il bisogno di tempo per sé, per avere conversazioni con altri adulti, quindi mi ha iscritta alla Playbox, un gruppo teatrale di Warwick. Me ne sono innamorata subito. Quando ho compiuto 11 anni, ho capito che recitare non poteva essere un hobby, ma che sarebbe stata una carriera e che sarebbe stato più facile trovare ruoli da ragazzina che da adulta. Lo stesso anno ho rifiutato un posto alla scuola di danza Royal Ballet School, perché ero sicura che non sarei mai diventata la ballerina che avrei voluto essere.

Sansa diventerà una leader nel nuovo “Game Of Thrones”


Quindi nasci tosta…
Sono cresciuta in un paesino di 70 anime, dove tutti sapevano tutto di tutti. Una vita semplice in una piccola fattoria con maiali, galline e conigli. Passavo le mie giornate in campagna a rotolarmi nel fango e arrampicarmi sugli alberi. Quando avrò dei figli voglio che crescano così, selvaggi, puri, liberi, sudici. (Ride).

E il ruolo di Sansa, in Il trono di spade, com’è arrivato?
Grazie alla mia insegnante di recitazione al liceo, che mi ha convinta a fare l’audizione. Avevo 12 anni e ci sono andata consapevole di altre parti perse e senza aspettative. Ottenuto il ruolo, mia madre non ha voluto che leggessi i libri per intero, per lei c’erano troppe parti che non erano adeguate alla mia età, così ho studiato solo i miei capitoli. Me li leggerò tutti quando sarà finita la serie, adesso che sono quasi maggiorenne (e ride di nuovo).

Come sarà Sansa nella nuova stagione?
È la sua stagione: non sarà più una pedina in mano a qualcun altro, gli avvenimenti subiti, stupro incluso, l’hanno fatta crescere, finalmente reagisce e diventa leader. Tutte le figure femminili quest’anno sono molto più forti, ovviamente nei limiti di quelli che erano i poteri delle donne nel Medio-bloody-Evo. Devo dire che rompiamo molte barriere sociali, è una stagione molto femminista.

Cosa vorresti accadesse a Sansa in futuro?
Vorrei che mi facessero fuori! (Ride) Da questo show bisogna uscire in modo drammatico, morire in maniera tragica, sanguinosa, altrimenti qual è lo scopo, dov’è la gloria?

Ci sono attrici che ammiri?
Molte, ma tre in modo particolare: Natalie Portman, Cameron Diaz e Dakota Fanning. Portman, perché diventa una donna diversa ogni volta che interpreta un personaggio e sacrificherebbe qualsiasi cosa per un ruolo. Cameron Diaz, perché quando ha ottenuto il suo primo ruolo in The Mask non aveva nessuna esperienza ed è diventata bravissima. E Dakota Fanning, perché è nata facendo l’attrice e si è costruita una carriera invidiabile.

«Alla fine andrà tutto bene, e se non andrà non sarà la fine!» la penso come Lennon

C’è un ruolo che vorresti e che non ti hanno ancora proposto?
Sì, una comedy di Judd Apatow, anche se non so se sono così brava a improvvisare, magari vien fuori che non sono neanche divertente. Mi piacciono molto i film di Judd, un ruolo comico sarebbe una sfida, mi piacerebbe mettermi alla prova.

Uno dei tuoi punti deboli?
La pasta! Amo mangiarla con qualsiasi cosa. Sono stata a Roma e la mangiavo due volte al giorno. Adoro le fettuccine al burro. Ovviamente non posso farlo spesso, ma una volta la settimana mi concedo un bel piatto di pasta, potrei rinunciare a qualsiasi cosa, ma a questo proprio no.

Sembri così trasparente… Nessun segreto?
Amo citare frasi di personaggi famosi. La mia preferita è di John Lennon: “Alla fine andrà tutto bene, e se non andrà non sarà la fine!”, la penso come lui. Oppure quella che disse Voltaire in punto di morte, quando il parroco gli chiese di rinunciare a Satana per ricongiungersi a Dio. Rispose con grande coraggio: “Questo non è il momento di farmi nuovi nemici”. Fantastico, non trovi?

L’intervista è stata pubblicata su Rolling Stone di maggio.
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