Rachel Sennott è la portabandiera della Gen Z | Rolling Stone Italia
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Rachel Sennott è la portabandiera della Gen Z

Lanciata dal film cult ‘Shiva Baby’, l’attrice ha oggi creato una serie (molto dibattuta online) che è lo specchio di una generazione ironicamente smarrita. S’intitola ‘I Love LA’, e non potete perderla

Foto: Michael Buckner/Deadline

Ogni generazione ha le sue serie tv di riferimento, da Cin cin a Friends a How I Met Your Mother. Ma c’era un vuoto notevole per la Generazione Z, fino all’arrivo di I Love LA. Creata, scritta e interpretata da Rachel Sennott, la serie (ora disponibile anche in Italia su HBO Max, ndt) segue quattro ventenni che si fanno strada nella città del titolo, lavorando (più o meno), facendo festa, combinando casini e semplicemente scopando. I due che hanno un lavoro vero lavorano come talent agent e stylist delle celebs. Gli altri due sono una influencer la cui vita è implosa e una nepo baby professionista.

La gente attorno a loro parla di astrologia e usa la parola “cunt” come aggettivo. Fumano sigarette elettroniche, sniffano un sacco di coca e ketamina e urlano molto. E se tutto questo sembra un po’ sgradevole, forse è proprio questo il punto. I Love LA potrebbe non essere per tutti – quale opera d’arte lo è? – ma è così “vissuta” e così acuta che sembra una scarica di adrenalina dritta al cuore di un panorama televisivo post-Peak Tv disseminato di titoli privi di un punto di vista forte e reale.

Sennott, 30 anni, è emersa sulla scena comica della New York University insieme ad Ayo Edebiri (che compare in un cameo in questa serie, ndt), è diventata famosa come protagonista di Shiva Baby nel 2020 e ha portato il suo umorismo bizzarro come co-autrice e lead della teen comedy über-sexy Bottoms. Ma I Love LA si distingue come una dichiarazione, anzi: come una voce di una generazione. Come Girls, questa è una serie che sa che i suoi personaggi sono ridicoli, ingenui ed egocentrici, e li celebra e li prende gentilmente in giro per questo.

Odessa A’zion e Rachel Sennott in ‘I Love LA’. Foto: HBO

Questa prospettiva nasce dall’empatia. Come ha dichiarato Sennott a Deadline, «Volevo che non ci prendessimo troppo sul serio». Tuttavia, ha aggiunto citando il Covid, il mercato del lavoro, il clima politico polarizzato e la prigione dei social media, il mondo in cui sono stati catapultati i giovani adulti non è stato esattamente accogliente: «È semplicemente difficile. Non siamo in grado di realizzare le stesse cose che hanno fatto i nostri genitori alla nostra età. Sembra che niente di ciò che fai sia mai abbastanza».

Non sorprende che, come per Girls, il dibattito online su I Love LA sia stato altrettanto polarizzato e spesso sarcastico. (Sennott ha affermato di aver modellato la serie soprattutto su Entourage, anche se questo dettaglio probabilmente non scoraggerà i più sarcastici detrattori). Alcuni definiscono i personaggi insipidi (vedi: Entourage). Altri li ritengono fastidiosi (vedi: Girls o, di nuovo, Entourage). Una parte prevedibile di brontoloni si lamenta del fatto che la serie non riflette la loro Los Angeles (vedi: città di 4 milioni di persone e circa 800 chilometri quadrati). Ma forse non tutto deve essere per forza così profondo. In sostanza, I Love LA è un’occasione per trascorrere del tempo con un gruppo di personaggi – e attori – selezionati secondo il gusto di Sennott. Vale a dire, un cast di stelle nascenti che, individualmente e collettivamente, catturano qualcosa di ineffabile del momento presente.

I Love LA | Official Trailer | HBO Max

Odessa A’zion (figlia dell’attrice e creatrice di Better Things Pamela Adlon, l’abbiamo vista di recente anche in Marty Supreme accanto a Timothée Chalamet) è elettrizzante nel ruolo dell’influencer Tallulah, un’agente del caos narcisista che tuttavia mostra lampi di tenerezza e sensibilità. Jordan Firstman, che si è fatto notare per la prima volta durante la pandemia grazie alle sue imitazioni di alto livello su Instagram, interpreta lo stylist Charlie con un perfetto equilibrio tra vanità e insicurezza. True Whitaker, figlia di Forest, interpreta con meta-autoironia la svampita Alani, a cui viene assegnato un lavoro fittizio con un titolo altisonante nella società di produzione del padre, vincitore di un Oscar. Josh Hutcherson, perfetto boyfriend della Gen Z, fa da spalla in tutto questo casino nei panni di Dylan, di professione insegnante nonché dolce fidanzato di Maia, l’aspirante talent agent nevrotica interpretata da Sennott.

Come farebbe qualsiasi grande allenatore, Sennott ha riunito una squadra di giocatori di talento e li ha messi nella posizione migliore per riuscire nei rispettivi ruoli. Sembrano veri amici che vivono nella città che descrivono, che hanno davvero vissuto gli alti e bassi di una vita da ventenni in cui non sei dove vorresti essere e non sei nemmeno sicuro del perché volessi essere lì in primo luogo. I dettagli di I Love LA potrebbero non essere i tuoi. Ma la storia appartiene a tutti noi.

Da Rolling Stone US