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Mara Maionchi: «Vorrei fare la vallettona a Sanremo»

Dal Covid-19 al programma che condurrà con Fedez, la co-protagonista di Italia’s Got Talent si racconta e giudica. «Provo simpatia per Morgan, ma a volte lo picchierei come se fosse mio figlio»

Foto press

Nonostante la veneranda età, è uno dei personaggi più rock sulla piazza. Mara Maionchi è abituata a dire esattamente ciò che pensa. Lo ha fatto a X Factor, lo fa a Italia’s Got Talent, lo show in onda su TV8 dal 27 gennaio, tutti i mercoledì alle 21:30 per sette puntate di audizioni e la finale live.

Ma Mara è molto di più e, oltre al nuovo progetto LOL: Chi ride è fuori che vedremo in primavera su Amazon Prime Video, è diventata anche ambassador di Durex per elevare l’attenzione sul tema delle infezioni sessualmente trasmissibili, soprattutto tra i giovanissimi.

La telefonata con Mara è come la chiacchierata con la zia che si conosce da sempre, quella che fa ridere e conosce bene come gira la vita. Un’intervista piena di risate e battute.

Mara, iniziamo subito dal fatto che sei ambassador di Durex, ora che non serve più una autorizzazione preventiva del Ministero della salute per fare pubblicità ai preservativi. Perché hanno scelto te?
Questo dovresti chiederlo a loro.

Be’, una risposta te la sarai data…
Forse perché sono anziana, ho un po’ di credibilità tra i giovani e li spingo a fare cose necessarie per vivere sereni. Cinque giovani su 10, nei rapporti, non si proteggono. Magari non si conoscono benissimo e possono nascere degli inconvenienti gravi: da una ventina di malattie sessualmente trasmissibili fino alle gravidanze indesiderate. Ho parlato con dei medici e mi hanno detto che l’HIV è ancora vivo, ma sull’argomento c’è poca attenzione perché fortunatamente non ci si muore più. Quindi do consigli ai giovani per non avere complicazioni in età molto giovane, per relazioni che possono essere non durature.

Cosa ti ha spinto ad accettare?
Oggi si inizia molto prima ad avere rapporti sessuali. Quella che mi hanno fatto mi è sembrata una proposta giusta. Mi farebbe piacere se fosse di aiuto a qualcuno.

Restiamo in tema salute: ha sconfitto il Covid-19. Com’è andata?
La mia esperienza è stata di crisi, quando l’ho saputo. Con la saturazione bassa e una polmonite bilaterale in atto, l’ospedale era necessario. Però ho sempre avuto fiducia: i medici sono stati molto bravi, hanno fatto molta assistenza. E gli infermieri sono bravissimi a barcamenarsi in quella confusione. Sono bardati in maniera imbarazzante che, per me, quando tornano a casa e strizzano i vestiti, esce acqua.

Ti hanno rincuorato…
Mi hanno fatto sentire tranquilla, forse ero anche un po’ rimbecillita dall’ossigeno che dà una forma di euforia e rintrona. Non mi sono mai spaventata più di tanto, non so dirti se ero incosciente, ma ero convinta sarei stata meglio, anche perché nel reparto in cui stavo non è successo nulla di grave in quei giorni.

Passiamo alla tv. Torni dietro al bancone dei giudici di Italia’s Got Talent insieme a Federica Pellegrini, Frank Matano e Joe Bastianich. Ormai sei una veterana dei talent.
Eh, sì. Hai ragione. Però a X Factor ci si prende una responsabilità verso i concorrenti, mentre a Italia’s Got Talent si vede solo una cosa già pronta e si esprime un giudizio se quella cosa piace o no.

Battibecchi su quello che avete visto ce ne sono stati?
Come giudici abbiamo quasi sempre la stessa idea. Poi qualche volta dissentiamo, ma è più rilassante di X Factor.

Con chi ti trovi meglio?
Con tutti e si vede per come ridiamo e parliamo. L’atmosfera è molto bella e non c’è concorrenza.

Rispetto all’anno scorso cambia qualcosa?
Il format è sempre quello, ma cambiano i numeri: ci sono cose mai viste.

Senti, Mara, ma non ti sei stancata di fare sempre il giudice?
(Ride a lungo, di gusto) Be’, no. Facevo quello anche come discografico, la vedo come una cosa normale. Certo, su X Factor c’è una dedizione diversa, che fa paura se si dà un consiglio sbagliato. È un programma complesso.

L’hai vista questa edizione?
Mi è piaciuta abbastanza. Ho trovato molto scuro il palcoscenico, ma credo perché avessero delle difficoltà. Per il resto Agnelli è sempre Agnelli, Emma l’ho trovata molto carina, molto di pancia, mi ha ricordato Simona Ventura, che credeva fermamente nei suoi ragazzi.

Ed Hell Raton?
Lo avrei chiamato Hell Ratin, molto carino, ma è minuscolo.

Hai detto che Emma ti ha ricordato Simona Ventura. Ma la Ventura è stata spesso accusata di non avere troppa competenza musicale, nonostante abbia scoperto Giusy Ferreri e Francesca Michielin.
La competenza sta più nel lavoro che nell’intuire ci sia qualcosa di interessante in un ragazzo. Il lavoro si fa con i musicisti che seguono con il coach l’artista: è un colloquio per mettere in scena l’esibizione, si danno consigli, idee. Se si viene colpiti da un concorrente è perché lo si vede proiettato in un modo. E la comunicazione che si fa con il musicista è molto importante. In quello non è importante la competenza, quanto un talento di scelte che Simona aveva abbastanza. Morgan, poi, aveva tutto l’eloquio fantastico. Io pagherei per ascoltarlo.

Devi ammettere, però, che i ragazzi che escono dai talent finiscono sempre più velocemente nel dimenticatoio.
Eh, sì. Perché, ad esempio, i tre anni che abbiamo speso con Tiziano Ferro per farlo diventare quello che è diventato adesso si fanno dopo i talent. Per cui sembra siano già consumati.

Cosa ne pensi del congedo del conduttore Alessandro Cattelan?
Devo dire che, forse, ha ragione. Dopo tanti anni nello stesso programma, dicendo le stesse cose e vivendo le stesse situazioni, vorrà avere altre dimensioni, mi sembra giusto. Mente i giudici hanno una ricerca sull’artista, Cattelan non aveva neanche quella. Troveranno un’altra persona.

Chi ci vedresti bene?
Be’, vedi, Amadeus mi è piaciuto molto a Sanremo, l’anno scorso, ma non me lo aspettavo. Non saprei chi potrebbe prendere il posto di Cattelan. Lui era molto preciso, ma c’è sicuramente qualche giovane adatto alla trasmissione.

Comunque, X Factor lo hai fatto, Italia’s Got Talent lo hai fatto, Amici di Maria De Filippi lo hai fatto. Ti manca solo The Voice Senior.
(Ride) Mi è piaciuto molto e l’ho trovato davvero divertente, con i giudici molto in gamba: sarebbe un peccato cambiare qualsiasi cosa.

E X Factor lo rifaresti?
Devo dire anche un po’ basta.

Sei anche conduttrice, con Fedez, di LOL: Chi ride è fuori, in primavera su Prime Video.
Abbiamo fatto qualcosa di diverso, siamo quelli deputati a controllare che i protagonisti non ridano. Mi sono divertita: i comici fanno molto ridere perché devono cercare di strappare una risata agli altri, per cui sorridiamo anche noi.

I tuoi comici preferiti?
Mi è piaciuto molto Elio e la sua pazzia, così come Lillo. Frank Matano è un pirlaccione come pochi e Luca Ravenna è molto divertente. E poi le donne.

Tra loro chi preferisci?
Tutte le volte che vedo la Guzzanti mi fa venire in mente la bambina indemoniata (ride di gusto).

Com’è andata con Fedez?
Molto bene, Fedez è un vero professionista: parla di quello che sa e non dice cose sciocche. È sempre ponderato e molto intelligente.

Sai che partecipa a Sanremo anche se, sul web, gira un video del passato in cui dice che non avrebbe mai partecipato al festival…
Questo Sanremo è una cosa che piace a tutti. A volte si ha timore a dire che piace una cosa tradizionale perché si ha paura di essere considerati anziani. Invece anche nelle cose tradizionali ci può essere diversità. Devo dire che, molti dei big di Sanremo, avevano partecipato al programma Mara impara che ho condotto su Sky Uno, come i Coma_Cose.

Fedez ti ha fatto ascoltare il brano?
No, perché dovevano ancora definire tante cose, ma penso che lui sia contento, visto che canta in qualche pezzo.

Ah, perché Fedez oltre a rappare, canterà?
Credo ci siano punti in cui canta, per cui dovrà stare attento: tutti saranno pronti a criticarlo. Ma sono convinta che riuscirà, come sempre, a fare bella figura.

Non immaginavo intonasse pure una parte.
Almeno così mi ha detto.

Chi ti piace tra i big in gara al festival?
Madame e i Coma_Cose sono bravissimi e Aiello scrive molto bene: un suo pezzo l’avevo fatto cantare anche a un mio concorrente di X Factor. Lo trovo molto bravo.

Che ne pensi di Achille Lauro come ospite fisso?
Lo avevo scelto per aiutarmi nei provini di X Factor l’anno di Anastasio. Proprio scema, momentaneamente, non lo sono ancora. Lauro è in una posizione artistica molto interessante che è un po’ quella di Renato Zero quando è uscito.

Eppure Zero ha preso un po’ le distanze da Lauro, non ci si rivede in questo parallelismo.
Sai, i tempi cambiano. Achille fa cose più estetiche, ma è anche un po’ lo specchio della nostra epoca. Ha fatto bene Renato a dire che era un’altra cosa, ma tutti eravamo un’altra cosa. Io, a 25 anni, non ero come adesso.

Com’eri?
Più ignorante, ma più sveglia.

All’Ariston vedremo anche Gaia. Ti piace?
Sì, me la ricordo a X Factor nella squadra di Fedez. Poi ha fatto Amici e lo ha vinto.

E che ne pensi della presenza degli Extraliscio con Davide Toffolo, Fulminacci e La Rappresentante di Lista?
Sono rappresentativi di un’epoca di mutamenti. I tempi cambiano e così gli artisti. Sono molto curiosa di questo Sanremo. Poi c’è la Berti, rappresentante del bel canto.

Che mi dici di lei?
Non è una cosa vecchia o nuova. La Berti canta molto bene: è precisa, quadrata e rappresenta, appunto, un’epoca.

Hai difeso Morgan dopo l’esclusione alla kermesse.
Mi è dispiaciuto, perché Morgan è una testa di melone, ma è un ragazzo intelligente. L’anno scorso ha fatto un numero che nemmeno se lo avessero pensato trenta giorni l’avrebbero trovato. E che nessuno di noi ha ben capito, al momento. Mi è dispiaciuto che abbiano preso Bugo lasciando a casa lui, ma d’altronde, chi la fa l’aspetti: non aveva detto niente a nessuno e questa cosa ha un po’ sconvolto. Insomma, danni ne fa sempre, ma è geniale nella sua totale follia. Senza dubbio ha fatto parlare di quella canzone per tutta la durata del festival, come mai sarebbe successo contrariamente. Morgan è geniale, ma distruttivo.

Però è passato alla storia del festival. Questa cosa è innegabile.
Provo simpatia per lui, anche se a volte lo picchierei come se fosse mio figlio: ha possibilità incredibili, ma fa di tutto per cancellarle.

E Bugo ti piace?
È piacevole. Certamente il canto non è una delle sue doti migliori, ma se uno racconta cose importanti va bene anche se non è vocalmente dotato. Oggi c’è questa possibilità.

Sanremo a parte, chi ti piace?
Salmo scrive benissimo.

Cosa ne pensi di Takagi & Ketra e Tommaso Paradiso?
Takagi & Ketra sono bravi, fanno cose divertenti, ma sono più tradizionali, così come Paradiso. Mi riferisco alla canzone italiana. E poi mi piace Dardust un bravissimo arrangiatore, uno che ha fatto delle novità, come Canova con Ferro.

A proposito, ha visto il documentario su Ferro?
No, anche se devo dire che, oggi, non sono più tanto convinta di come scrive lui.

Come mai?
Lo trovo un po’ tradizionale, anche per come canta, cosa che non è mai stato. Poi sai, ognuno c’ha i suoi gusti. Lo preferivo nei primi due dischi, ma non perché li ha fatti con me.

Perché ti piaceva più prima?
Lo trovavo moderno, più immerso nell’attualità mondiale, di quello che girava per il mondo in quel momento. Ora vira più al bel canto, che poi lui esagera un po’.

Quali artisti hai sempre amato?
Artisti come Lucio Dalla. Non c’è dubbio che ho amato chi, poi, è diventato un numero uno, ma era semplice accorgersene: Rino Gaetano mi faceva impazzire. Poi ci sono cantautori come quelli di adesso, tipo Samuele Bersani che scrive delle cose bellissime, ma è come se avesse una carta velina davanti, non riesce a spaccare il grande muro dell’ascolto.

Gli artisti che reputi migliori?
Fabrizio De André e Franco Battiato. Vocalmente e per il modo di essere e di lavorare in assoluto. E poi Ivano Fossati e Lucio Battisti che è stato il numero uno del pop. Lucio ha insegnato a tutti, tutti hanno scritto come lui.

Visto che ora sei un personaggio tv, cosa guardi?
Un po’ tutto, anche delle cose impensabili: dalla politica al Grande Fratello.

Lo faresti il GF Vip?
No, anche perché non resisto mica così tanto, ho un brutto carattere. Non farei neanche la politica.  

Eppure ci vedrei bene dei volantini con su scritto “Mara for President”.
La politica è una cosa seria, non bisogna prenderla sottogamba: decide della nostra vita e non mi sentirei di prendere questa responsabilità.

Politica a parte, sei molto amata dalla comunità LGBTQ+. Ti sei mai chiesta il motivo?
Forse perché sono sfacciata, dico quello che penso. E cerco di dirlo nel miglior modo possibile per non offendere nessuno.

Televisivamente parlando cosa vorresti fare?
Il Festival di Sanremo, ma non come cantante eh (ride). Ci sono sempre stata, dietro le quinte, l’ho visto dalla parte dei partecipanti, ho assistito alla nascita di stelle come Eros Ramazzotti. Adesso mi piacerebbe farlo come fine gloriosa di una starlette (ride). Certo non posso mettermi l’abito da sera, sarei la vallettona che fa delle cagate terribili! Sarei la valletta comica.

Sarebbe bellissimo. Potresti fare anche la direttrice artistica visto che nessuna donna ha mai coperto questa posizione…
Le vie del Signore sono infinite. Va bene che a ottobre compio 80 anni, ma la vita è imprevedibile.

Faremo una petizione per averti sul palco dell’Ariston.
(Ride) Sì, mi piacerebbe, mi sono svelata. Sanremo è la tradizione e, anche se io sono il contrario della tradizione, credo sia glorificante.

Ma lo faresti con qualche partner maschile vicino?
Anche sette, otto vicini. (Ride) Mi piacciono tutti.

E con chi lo vorresti fare?
Con uno bravo che tiene in piedi la baracca, come Carlo Conti o Amadeus: io vado per i fatti miei, sono un cavallo pazzo, se non mi recuperano sono rovinati. 

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