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‘Le terrificanti avventure di Sabrina’: il diavolo, l’empowerment e il MeToo

Abbiamo fatto due chiacchiere con Kiernan Shipka, tra la terza stagione del teen-drama super dark e l'altro personaggio iconico che ha interpretato: la Sally Draper di 'Mad Men'

Foto: Diyah Pera/Netflix

Verso la fine della terza stagione delle Terrificanti avventure di Sabrina, Sabrina Spellman, la strega adolescente nata dal fumetto di Archie Comics, si ritrova ipnotizzata da un vampiro. “Mi lascerai bere il tuo sangue e banchettare con la tua carne, non è vero?”, sussurra Vlad l’impalatore. Le morde il collo, ma la sua bocca inizia a schiumare in modo incontrollabile. “Mio padre era un angelo, ho il suo sangue”, spiega l’eroina. “E poi, esiste una cosa chiamata consenso”.

Questo è ciò che rende la nuova versione di Sabrina così selvaggiamente diversa dalle precedenti: è intensa, dark e, nonostante le sue origini Sixties, riflette alla perfezione la nostra turbolenta contemporaneità. Oggi Sabrina, interpretata dalla Sally Draper di Mad Men Kiernan Shipka, vive un’esistenza frenetica a Greendale, cercando costantemente di proteggere i suoi cari dai mille pericoli: “È una guerriera, è diventata una seconda natura per lei”, afferma Shipka.

La serie inizia con Sabrina che è un’adolescente per metà strega e per metà umana, almeno fino a quando non scrive il suo nome nel Libro della Bestia per trovarsi completamente immersa nel mondo magico – e venire a sapere che il suo padre biologico è – tenetevi forte – Satana. Ora combatte demoni e lancia incantesimi, ma trova ancora il tempo di fare la cheerleader e trovarsi coinvolta in un triangolo amoroso con il mortale Harvey Kinkle e lo stregone Nicholas Scratch.

Per l’arrivo in streaming della prima metà della terza stagione (tecnicamente “parte terza”) dal 24 gennaio su Netflix, abbiamo fatto due chiacchiere con Shipka da Vancouver, dove l’attrice sta girando il quarto capitolo, per parlare dell’evoluzione della serie e di cosa il futuro potrebbe riservare a Sally.

Qual è secondo te il tema di Sabrina?
Mi diverte dire il CAOS, perché ovviamente questo è l’acronimo dello show (in inglese Chilling Adventures of Sabrina, ndt), ma penso che sia davvero questo il tema, questi mondi che si scontrano. Nelle prime stagioni Sabrina prova a tenere separatele sue due vite, ma è diventato sempre più impossibile per lei riuscire a farlo. Finalmente ha deciso di vivere appieno. Ma il risultato è il caos.

Sabrina è cresciuta parecchio in questa stagione. All’inizio promette di salvare Nick dall’inferno, e alla fine i due si lasciano pure male.
È stato fighissimo da girare, una vera e propria liberazione emotiva: persino la crew piangeva. In questa stagione Sabrina ritrova se stessa. Nelle prime due parti raramente l’abbiamo vista single. Voglio dire, ha rotto con Harvey intorno al nono episodio e si è messa quasi subito con Nick. Quindi non l’abbiamo mai vista avere a che fare con la solitudine, il che non significa che sia sola, ma che in realtà deve fare affidamento su se stessa e non su qualcun altro. Penso che sia un messaggio davvero potente, e la fa crescere tantissimo.

Quando la serie è iniziata, hai descritto Sabrina come una “strega molto sveglia”. E lo è ancora di più in questa stagione, mentre continua a combattere il patriarcato. Sta diventando più militante?
Nelle prime due stagioni per Sabrina era istintivo difendere le persone e capire cosa ci fosse di sbagliato nelle cose. Il che non è negativo, anzi, è bello. Nel terzo capitolo passa davvero all’azione, rischia tutto per le persone che ama. Lavora per rendere il mondo – e anche l’inferno – un posto migliore. È un passo enorme per lei.

Foto: Diyah Pera/Netflix

Questa stagione introduce anche Caliban, un personaggio che sfida Sabrina per prendere il posto di Satana, ma finisce anche per proporle di sposarlo per il bene dell’inferno. Cosa ne pensi della loro dinamica?
Caliban è davvero complesso e Sam (Corlett) fa un ottimo lavoro nel renderlo un personaggio interessante e misterioso. Posso anticipare che lo conosceremo molto meglio nella quarta parte. C’è questa attrazione tra loro, ma stanno anche combattendo per la stessa cosa, il che rende difficile il loro rapporto. Ci sarà sicuramente altro oltre a Nick e Harvey nella vita di Sabrina. Sono felice che gli scrittori siano andati in quella direzione.

Nel finale della terza parte, Sabrina si sdoppia, in modo da poter essere contemporaneamente regina dell’inferno e continuare la sua vita sulla Terra. Cosa succederà ora che ci sono due Sabrine?
È una situazione stile Genitori in trappola. Senza spoilerare troppo, è stata una mossa essenziale per salvare il mondo, come farebbe chiunque a 16 anni (ride). Ma ci saranno anche delle conseguenze… ha ragione suo cugino Ambrose quando dice: “al cosmo non piacerà che ci siano due Sabrine”. L’inferno e la Terra diventeranno due compartimenti stagni. Ho sempre visto questa dualità in Sabrina, quindi averla divisa fisicamente in due rende il lavoro più divertente per me come attrice. È tutto quello che posso dire per ora, perché sennò poi spiffero troppo: mi emoziona un sacco questa svolta.

Com’è l’atmosfera sul set?
Molto fumosa (ride). C’è un sacco di nebbia! In ogni singola scena, c’è questo fumo per dare un look più cinematografico alle immagini. Abbiamo addirittura un filtro: dopo essere stato sul set per alcune ore, hai davvero bisogno di prendere un po’ d’aria. Ma con il resto del cast l’atmosfera è fantastica. Siamo qui a Vancouver tutti insieme, non conosciamo nessun altro e ci vogliamo davvero bene. Sembra di essere al college. Dopo Mad Men, non avevo più trovato un gruppo tanto affiatato.

Avete mai interagito con il cast di Riverdale quando girano a Vancouver?
Certo, siamo tutti amici. Conosco abbastanza bene Cole (Sprouse) e Camila (Mendes). Forse non ci vediamo quanto dovremmo. Hanno schedule molto simili alle nostre. Ma sono un gruppo adorabile.

Ci sarà mai un crossover tra i due show?
Mi piacerebbe, sono la fan numero uno di questa idea. I nostri sceneggiatori sono davvero brillanti, potrebbero inventarsi qualcosa di molto divertente.

Avete delle Wiccan sul set per darvi una mano con l’aspetto che riguarda la stregoneria. In che modo contribuiscono?
È bello, perché ci danno la sensazione di non lavorare su cose completamente inventate. Le streghe sul set non fanno parte dell’Ordine di Ecate, ma non parliamo di un universo immaginario. È una pratica molto radicata. È bello conoscere gli incantesimi che stiamo pronunciando, i rituali sono autentici. È confortante sapere che stiamo facendo tutto nel mondo giusto.

C’è un sacco di musica in questa stagione, con tutto il cast che canta e balla. Com’è stato girare quelle parti?
Divertentissimo. Amiamo la musica, balliamo e cantiamo nel nostro tempo libero, quindi è bello portare tutto questo sul set. Soprattutto in uno show super oscuro come questo, in cui combattiamo contro i demoni. Non è male prendersi una piccola pausa.



Che musica ascolti in questo periodo?
Sono entusiasta del nuovo album delle Haim. E mi piace molto Cairo, sono un po’ fissata con quel disco. King Princess ha un ritmo incredibile, ma Frank Ocean per me è il più grande in assoluto. E poi sono una Swiftie, adoro Taylor Swift.

Hai visto Cats?
No! Ma sai una cosa? Ero nel cast di una produzione teatrale per bambini di Cats e sto disperatamente cercando di trovare le foto. Forse le immagini di Cats sono un po’ troppo inflazionate al momento, ma penso che Internet potrebbe divertirsi parecchio con un altro spunto.

Puoi parlarci del gatto che interpreta Salem?
Oddio, sono troppo carini. Dico ‘sono’ perché ne abbiamo tre: Boomer, Shaq e Trevor. Nella prima stagione i fan hanno adorato Salem, abbiamo imparato a inserirlo nello show senza stressare troppo gli animali. Si stanno adattando alla celebrità, ed è difficile per loro. Quindi è bene andarci piano.

Cosa hanno in comune Sabrina e Sally Draper?
Ci sono molte somiglianze tra questi due personaggi. Sono un po’ impertinenti e molto indipendenti nel loro pensiero. La vita di Sabrina è ovviamente un po’ più selvaggia, ma penso che in fondo siano entrambe delle brave ragazze. Sono stata fortunata: sono personaggi femminili risolti e ben delineati. Sally era molto profonda. E anche Sabrina lo è. Queste due serie mi hanno reso una persona migliore. Incarnare questi due ruoli, simili ma anche molto diversi tra loro, mi ha plasmato parecchio.

I fan chiedono da tempo uno spin-off di Mad Men su Sally Draper.
Io ci sono. Ditemi cosa devo fare.

Riesci a vederla già negli anni Ottanta, che segue le orme di Don nella pubblicità?
Mi piacerebbe vederla un po’ prima, a metà degli anni Settanta, mentre esplora se stessa e diventa selvaggia e libera. Sarebbe qualcosa di diverso rispetto a Mad Men. Dovremmo chiedere a Matt Weiner che ne pensa.

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