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Glen Powell è il figo da rom-com di cui avevamo bisogno

L’attore di ‘Come far perdere la testa al capo’ e ‘Top Gun: Maverick’ è al cinema in ‘Tutti tranne te’, accanto a Sydney Sweeney. E dimostra che è qui per restare. Non necessariamente a torso nudo

Foto: Neil Mockford/FilmMagic/Getty Images

Quando Glen Powell ha firmato per recitare in Tutti tranne te al fianco di Sydney Sweeney (ora nelle sale italiane, ndt), era più che pronto a soddisfare i classici tropi della commedia romantica: alcune scene d’amore bollenti, dialoghi sciocchi e al limite del dozzinale e, naturalmente, un sacco di foto in spiaggia a torso nudo. Immaginate quindi la sua sorpresa quando, durante le riprese nel porto di Sydney in Australia, si è trovato a penzolare da un elicottero in avaria che volava sopra acque infestate da squali. «L’elicottero aveva seri problemi meccanici e abbiamo dovuto atterrare d’emergenza in un campo vicino. Se ci fossimo schiantati, non sarebbe rimasto nulla di noi», racconta Powell a Rolling Stone. «Non sono sopravvissuto a Top Gun: Maverick solo per morire in una commedia romantica».

Per fortuna sono sopravvissuti al viaggio in elicottero e il resto delle riprese in Australia è stato piuttosto pittoresco. «È stata una vacanza continua», dice Powell, che attribuisce a Sweeney, anche produttrice esecutiva del film, il merito di aver creato un ambiente familiare sul set.

Nel film interpretano due ventenni il cui primo (e unico) appuntamento va a rotoli. Quando, tempo dopo, si ritrovano a partecipare allo stesso matrimonio in Australia, decidono di fingere una relazione l’uno con l’altra per levarsi di torno tutti gli altri. La loro innegabile chimica funziona, e i due riescono a ingannare amici e famiglie facendogli credere di essere innamorati.

La stessa chimica, tuttavia, ha fatto sì che Powell e Sweeney diventassero oggetto di voci di una vera e propria storia d’amore, dopo che le foto della coppia durante le riprese sono diventate virali. I due hanno ribadito di non avere una relazione (Sweeney è fidanzata con il produttore e ristoratore Jonathan Davino, mentre Powell è single), ma questo non ha impedito a Internet di fare ciò che sa fare meglio: prendere una storia e farla girare. «Non avevo mai affrontato nulla di simile prima d’ora. La mia vita e il mio lavoro sono stati molto semplici fino a questo momento», racconta Powell. «Ma finché non ci si trova dall’altra parte, nessuno può davvero descrivere come ci si sente».

Rolling Stone ha parlato con l’affascinante Powell di tutto, dal ritorno alle sue radici (cioè la rom-com) al miglior consiglio che ha ricevuto da Tom Cruise, dall’imparare a lasciare i gossip fuori dalla porta alla voglia di tequila e costolette dopo tutte quelle scene a torso nudo.

Come sei stato coinvolto in Tutti tranne te?
Sono andato agli MTV Movie Awards l’anno in cui è uscito Top Gun e ho consegnato a Sydney il premio per il “best fight” per Euphoria. Non abbiamo letteralmente parlato. Le ho solo passato la statuetta, le ho lasciato fare il suo discorso e poi sono sceso dal palco con lei. Qualche mese dopo, ho ricevuto una telefonata che diceva: “Ehi, Sydney sta preparando una commedia romantica. Ti andrebbe di fare uno Zoom con lei?”. Così io e Sydney abbiamo fatto la call e siamo andati d’accordo. Mi è stato subito chiaro che Sydney è una boss. Una volta ottenuto l’ingaggio da parte di Will Gluck (il regista, già autore di Easy Girl e Amici di letto, nda), noi tre abbiamo presentato il film a tutti i diversi Studios e, sorprendentemente, è finito al centro di una grande guerra di offerte, ed è stato tutto molto eccitante. La Sony è arrivata e ha detto: “Vogliamo fare di questo film un grande evento cinematografica”, quindi è toccato a noi tre e alla sceneggiatrice Ilana Wolpert, che è fantastica, trasformare il copione per convincere la gente a uscire di casa e andare in sala.

Glen Powell con Sydney Sweeney in ‘Tutti tranne te’. Foto: Eddy Chen/Sony Pictures

Sei diventato un beniamino delle commedie romantiche dopo il film Netflix del 2018 Come far perdere la testa al capo, che ha guadagnato un seguito tale da farlo diventare un cult. Come si colloca il lavoro su questo film rispetto a quell’esperienza?
Abbiamo realizzato Come far perdere la testa al capo con pochi soldi. Netflix non ci ha prestato attenzione mentre lo stavamo realizzando. L’abbiamo fatto tra noi. Quando è uscito, ha fatto il botto sulla piattaforma e tutti dicevano: “Ehi, questo film è molto meglio di quanto pensassimo”. Come far perdere la testa al capo ha cambiato la mia vita in molti modi. La differenza è che non ho sentito alcuna pressione nel fare quel film, sembrava che stessimo facendo qualcosa con un gruppo di amici. Tutti tranne te era diverso perché lo Studio stava investendo in un film per il cinema, quindi l’asticella del successo o del fallimento era diversa. Inoltre, con Tutti tranne te stavamo costruendoci il paracadute durante il salto nel vuoto, perché stavamo letteralmente cambiando le cose al volo: originariamente doveva essere ambientato in Italia, che invece abbiamo cambiato con l’Australia. Questi film, che ormai sono così pochi, funzionano per un motivo. Non direi che è stato più stressante, ma sicuramente ho sentito la pressione.

Le riprese sulle spiagge australiane, però, hanno contribuito ad alleviare un po’ questa sensazione. Siete riusciti a godervi un po’ il luogo?
Posso dire che Sydney è una persona molto attiva ed estremamente organizzata. Io sono un tipo avventuroso, ma improvviso di più. Invece Sydney, non appena ci chiedevamo “Ehi, andiamo a fare qualcosa questo fine settimana?”, metteva insieme un intero itinerario e diceva: “Andiamo qui, andiamo qui, andiamo qui”. Andavamo tutti d’accordo, ci volevamo bene. Onestamente, attribuisco la grande chimica di questo cast a Sydney, perché si è fatta in quattro per rendere il tutto un’esperienza bellissima dentro e fuori dal set.

In Top Gun hai una famosissima scena a torso nudo mentre giochi a football, e in questo film hai diverse scene di allenamento a torso nudo sulla spiaggia. Nel tuo contratto c’è scritto che devi avere una scena di spiaggia a torso nudo in ogni film che farai?
No, assolutamente no. Anzi, d’ora in poi avrò una clausola che recita: “Per favore, niente scene in spiaggia a torso nudo”. Sono un ragazzo texano cresciuto a pane e mais. Sono sempre pronto a togliermi la maglietta, ma se ti togli la maglietta ogni giorno, poi ti viene da pensare: “Quando potrò mangiare solo costolette e tequila?”. Non è divertente. Comunque, sono contento di averlo fatto. Abbiamo raggiunto il limite massimo di nudità in questo film. Abbiamo tolto tutto. Abbiamo ridato al pubblico ogni dollaro speso (ride).

Glen Powell in ‘Top Gun: Maverick’. Foto: Paramount Pictures

Emma Stone e Nathan Fielder hanno parodiato l’introduzione che avete girato con Sweeney per il trailer. Come ci si sente a essere presi in giro da loro in modo così epicamente esilarante?
È così difficile far sì che la gente presti attenzione a qualcosa. Emma e Nathan ci hanno fatto il regalo più grande. Non riuscivo letteralmente a crederci. Quando è uscito quel post, ho pensato: “Oh mio Dio, grazie mille. Siete i migliori”. Essere trollati da loro due è un sogno che si avvera. Un vero onore. E sapete una cosa? Quando capitano momenti come questo, è lì che penso: “Internet è davvero divertente”. Internet può essere un posto così terribile, negativo e meschino, ma quando ci sono questi momenti, penso: “È uno spasso”.

A proposito di internet, lei e Sweeney siete diventati oggetto di un acceso gossip da parte dei tabloid. È stato difficile affrontarlo mentre cercavate di finire e promuovere il film?
Quando è successo tutto questo, mi ha dato fastidio perché non avevo mai avuto a che fare con una cosa del genere. Sono una persona molto riservata per chiunque mi conosca. Amo molto la mia privacy. Ora che mi sono trovato dall’altra parte della barricata, ho la sensazione che non me ne freghi niente. Poco prima dell’uscita di Top Gun, Tom Cruise mi diede un consiglio: “Quando le cose esploderanno, diventeranno folli. E tu non cambierai affatto. Sarai la stessa persona. Le cose intorno a te diventeranno molto, molto rumorose e caotiche. Sta a te decidere quanto alto sia il volume. Potete alzarlo o abbassarlo. Ma è solo rumore”. Alla fine, verrà fuori un’altra notizia e sarai dimenticato. È stato un anno in cui ho sperimentato molte cose nuove, ma devo dire che mi sento più preparato per il futuro perché, in fin dei conti, si tratta di un’educazione e di una nuova e divertente fase della vita.

Oltre a Tutti tranne te, sei tornato a collaborare con Richard Linklater, che ti aveva già diretto in Tutti vogliono qualcosa, nel nuovo film Hit Man, che avete scritto insieme. Com’è stato lavorare di nuovo con lui?
Hit Man è una una nostra “creatura Covid”, non era come se avessimo deciso di fare un film. Ma ho scoperto che ogni conversazione con Richard Linklater porta a qualcosa di profondo. Gli ho mandato un articolo del Texas Monthly su questo tizio che lavora per il Dipartimento di Polizia di New Orleans come “attore” che incastra le persone in operazioni sotto copertura in casi di omicidio su commissione. Io e Rick ne abbiamo parlato e abbiamo trovato un elemento che secondo noi valeva la pena esplorare. È diventato un grande character study e un’esplorazione dell’identità e della passione, è stato molto divertente. E in questo film è come se il suo cervello e il mio si fossero completamente fusi. Credo che utilizzi al meglio ciò che lo rende speciale come regista. Non vedo l’ora che la gente lo veda: è fantastico.

Glen Powell in ‘Hit Man’ di Richard Linklater. Foto: Netflix

Di recente abbiamo parlato con il tuo collega Wyatt Russell, che ci ha detto che il cast di Tutti vogliono qualcosa ha ancora una chat di gruppo in cui ti trollano per le tue foto a torso nudo.
Abbastanza di continuo, sì. Credo che al momento l’immagine del gruppo, che si chiama Cherokee, sia una foto del mio sedere per Men’s Health. Tutti ci prendiamo per il culo, ma io ho sicuramente dato loro più munizioni rispetto, credo, alla maggior parte degli altri ragazzi del gruppo. Di sicuro sto ricevendo più colpi di chiunque altro, in quel thread. Ecco perché per un po’ non potrò mostrarmi a torso nudo in un film.

Tra Come far perdere la testa al capo, Top Gun, Tutti tranne te e l’annata di film che ti aspetta, il tuo star power non fa che aumentare. Hai avvertito un cambiamento nella sua vita?
Ho sempre creduto che si debba continuare a vivere la propria vita, quindi non me ne sono mai accorto. Credo che questo sia il primo anno in cui ho sentito una differenza rispetto ai diversi tipi di fan, anche solo per la mia famiglia. Sono molto legato alla mia famiglia, tendo sempre a metterla al primo posto. Ho capito che non tutti sono buoni fan e che non tutti hanno a cuore i tuoi interessi. Questo mi ha reso un po’ più consapevole rispetto al proteggere le persone che mi circondano e che amo. Ma la cosa che mi piace di più, perché credo di aver recitato in così tanti film e generi diversi, è che quando qualcuno mi si avvicina posso capire da quale ruolo mi ha riconosciuto in base alla sua energia e alla sua età. È molto divertente. Però la mia cosa preferita, e quella che mi spiazza continuamente, è quando sto camminando vicino a un cantiere e un tizio mi fa: “Ehi, amico, ti dispiace se ti faccio una domanda?”. E io penso: “Vorrà sicuramente parlarmi di Top Gun“. E lui: “Sei in Scream Queens?””. È esilarante. Del resto, tantissimi atleti professionisti, gli uomini più grandi e spaventosi che abbiate mai visto in vita vostra, sono fan di Scream Queens. Mi sorprende ogni volta.

Ultima domanda. In Tutti tranne te c’è la cosiddetta “serenity song“. Senza svelare la canzone del film, qual è la tua nella vita reale?
Facile: Hero di Enrique Iglesias.

Non penso a quella canzone da una vita.
Be’, io ci penso ogni mattina.

Da Rolling Stone US

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