Barbara D'Urso, intervista: «Sono molto incazzata per il Congresso delle famiglie. Famiglia è dove c'è amore» | Rolling Stone Italia
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Barbara d’Urso: «Sono incazzata per il Congresso delle famiglie. Famiglia è dove c’è amore»

La regina della tv iperpopolare, da "Live – Non è la d’Urso" al "Grande Fratello", si schiera senza tentennamenti contro il ministro Fontana e chiunque non riconosca i diritti della comunità LGBT

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«Adesso mi vedi così, con i tacchi e questo vestito, ma è perché ho appena finito la diretta. In realtà sono molto rock. Anche nella vita». Barbara d’Urso esordisce così. È nel suo camerino e, subito dopo l’intervista, l’attende una riunione fiume con gli autori del Grande Fratello. Trovarsi davanti la d’Urso è come avere una sorta di visione. Lei è il personaggio, ma prima di tutto la persona che (quasi) tutti i santi i giorni a (quasi) tutte le ore è su Canale 5. Da Pomeriggio Cinque a Domenica Live, dalla Dottoressa Giò a Live – Non è la d’Urso.

Praticamente una Wonder Woman del piccolo schermo: attraente e ammaliatrice, mette l’interlocutore a proprio agio e guarda sempre – sempre! – l’altra persona dritta negli occhi. Non sono da meno: non scappo al suo sguardo, nemmeno quando si mette comoda e giocherella con i capelli un po’ da vamp. O mi mette le sue Laboutin sulle gambe, mostrando uno stacco di coscia che lévate. Insomma, può pure stare sul cazzo, ma dopo una chiacchierata con lei, state pur sicuri che almeno un po’ l’idea la cambiate. La d’Urso ci sa fare, altrimenti non si spiegherebbe il successo. Barbara è così, come si vede in video. Se poi finge, be’, si merita l’Oscar. Con lei parliamo di tutto. A cominciare dal Congresso delle famiglie di Verona.

Allora, Barbara, che mi dici di questo Congresso delle famiglie che si terrà a Verona?
Recentissimamente ho avuto come ospite, a Pomeriggio Cinque, la senatrice Monica Cirinnà. Ovviamente l’ho accolta con le mie strisce di stoffa rainbow. Le stesse che ho mostrato a Matteo Renzi, quando era premier, per dirgli: «Matteo, io voglio la legge sui diritti civili». Forse alcune famiglie bigotte – poche per fortuna – mi vedranno come il diavolo, ma penso sia solo una questione di tempo e tutti lo capiranno: l’amore tra due persone adulte e consenzienti è semplicemente amore. Non si può predicare l’amore e al contempo osteggiare chi ama.

Hai avuto, però, il plauso della comunità gay. Qualcuno sul web ha addirittura scritto che ci volevi tu per fare capire argomenti come la stepchild adoption a Salvini.
(ride, ndr) Ma, guarda, io non lo trovo assolutamente strano. È una battaglia che porto avanti da 11 anni. Ultimamente molti si sono riempiti la bocca – come quelli che, solo adesso, fanno la battaglia contro le violenze sulle donne – ma per me questa cosa è talmente normale, che è proprio nel mio DNA. Per cui – visto che ho la fortuna di andare in televisione tutti i giorni e di parlare alla gente – è mio dovere portare avanti una lotta sulla normalità. Perché davvero la famiglia è dove c’è l’amore. A Live – Non è la D’Urso il Professor Meluzzi ha annunciato che sarebbe andato al congresso di Verona. Gli ho detto «Scusa, già che ci siamo, quando vedi Fontana ricordaglielo che la famiglia è dove c’è amore».

Be’ brava.
Guarda, io sono molto incazzata! Molto!

Per cosa?
A sapere che c’è ancora gente che non capisce, che c’è ancora gente che si vergogna, che dice che non bisogna venire da me, in trasmissione, a raccontare che si è gay. Queste persone non hanno capito niente: bisogna usare il mezzo televisivo. Io arrivo nelle famiglie di ampie vedute come in quelle – ad esempio – del paesino sperduto dove ci sono ragazzi che vivono con terrore il fatto di confessare ai genitori la propria omosessualità, che magari sono vittime di bullismo a scuola, e che magari arrivano a farsi del male. Ma stiamo scherzando? È una follia.

Che poi, comunità LGBT a parte, il Congresso delle famiglie ha delle posizioni “anomale” anche sul divorzio come sull’aborto.
Ti rendi conto? La Cirinnà ha citato l’esempio del libro Sposati e sii sottomessa. Stiamo parlando di conquiste per cui le donne hanno lottato per anni.

Quindi se avessi davanti il senatore Pillon e il ministro Fontana, che diresti loro?
Li porterei a cena, offrirei loro un bicchiere di Gewürztraminer, così si rilassano un attimo. E direi loro che, nella vita, può capitare a tutti. Magari potrebbero essere così fortunati da avere un nipote o un figlio omosessuale. E poi? Come si rapporterebbero? Se avessero un nipote omosessuale o un fratello che, domani, ha il coraggio di dire che è gay, cosa farebbero? Lì non c’è amore? Nella famiglia che si costruisce un fratello, uno zio, un nipote, il loro migliore amico, non c’è amore? Io frequento e ho la fortuna di frequentare solo gay – infatti non troverò mai il fidanzato (ride, ndr) – e ho amici che stanno insieme da 15 anni. Quello è amore.

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Molto chiara. Adesso parliamo di tv e iniziamo da Live – Non è la D’Urso. Ma cos’è ‘sta bagarre sugli ascolti? C’è chi dice che sono falsati, c’è chi dice che non sono veritieri. Ci spieghi?
Ma chi lo dice? La prima puntata ha fatto il 17% e la seconda il 14%. Questi sono i dati Auditel ufficiali. Ho come obiettivo di rete il 12% e, visti i risultati, siamo super felici, considerato che è una trasmissione totalmente nuova, fatta di talk e prodotta da una testata giornalistica. Quanto fa Fazio?

Dipende, di solito la media oscilla tra il 13 e il 15%.
Dopo quanti anni? Io sono alla seconda puntata. Non è un reality show, non è un talent, non è un varietà, non è un programma di intrattenimento puro. È una formula che mi sono inventata io, che ho scritto io con il mio autore Ivan (Roncalli, ndr), dove si parla, si parla, si parla. Se il pubblico si affeziona bene, se non si dovesse affezionare è stato un bellissimo esperimento fortemente voluto da Mediaset.

Secondo te è stato giusto invitare Fabrizio Corona che, dalla maggior parte delle persone, è visto come un personaggio negativo?
Assolutamente sì, per vari motivi.

Spiegaceli.
Prima di tutto perché il format che abbiamo scritto prevede una parte molto pop e positiva, come la famiglia di Albano Carrisi, Loredana Lecciso e i figli, come quella di Brigitte Nielsen con la sua bimba. Ma poi ci sono segmenti in cui un personaggio, anche molto discusso, si confronta con degli opinionisti parecchio tosti. Corona è uno dei personaggi più discussi per definizione e ha accettato di rispondere al fuoco incrociato di giornalisti, scrittori e conduttori.

E quindi com’è Corona?
Ognuno può farsi la propria opinione ma non si può fingere che Corona non esista: sui giornali ci sono di continuo notizie che lo riguardano. In tv, prima di me, l’hanno intervistato diversi autorevoli conduttori, da Peter Gomez a Maurizio Costanzo. Lo stesso discorso vale per Wanna Marchi e Stefania Nobile.

Credo, però, che le Marchi non abbiano gradito, visto quello che è uscito sui social e dagli articoli usciti.
Cioè? Non ho letto.

Erano un po’ arrabbiate. La Nobile ha scritto che non le sei simpatica, che hai un pelo sullo stomaco così, che non puoi avere sentimenti per arrivare a certi risultati. E che trasmissioni come la tua sono cattive.
Ognuno intende i sentimenti come vuole. Io ho fatto il mio lavoro e ho ottenuto quello che volevo.

Che sarebbe?
Fare in modo che dicessero alla gente che bisogna stare attenti ai truffatori, perché quello che hanno fatto loro ci sono ancora molti che lo fanno.

Sempre a Live – Non è la D’Urso, hai avuto Heather Parisi, ma non la Cuccarini. Ora che ci penso la Cuccarini non è mai venuta ospite nei tuoi programmi.
Io ed Heather ci conosciamo da molti anni, per un periodo abbiamo vissuto nello stesso palazzo. Ci siamo perse di vista anche perché poi lei si è trasferita in Cina, ma è stato bello ritrovarla.

Un ospite che vorresti avere.
Maria De Filippi, ma non si farebbe mai intervistare. Vorrei avere anche Silvia Toffanin, poi Fedez e la Ferragni, che mi incuriosiscono molto come fenomeno. Anche se Fedez in passato mi ha attaccato.

Infatti.
Questa cosa, però, la trovo stimolante. Magari mi conosce e cambia idea.

Hai definito questa stagione tv la più difficile della tua vita. Effettivamente sei (quasi) onnipresente in tv. Non hai paura di stancare?
Questo rischio c’è, ovviamente. Nella vita, per fortuna, ho il dono della generosità sia materiale che sentimentale. Ho allevato due figli che sono esattamente come me.

Ma che c’entra la generosità con il fatto che sei sempre in tv?
Che essendo generosa, l’azienda mi ha chiesto di fare questi programmi e io, ti assicuro, ho lottato tantissimo per non farli. Però l’azienda ne ha bisogno. E mi sono messa a disposizione. Ti dirò di più, loro non sono nemmeno contenti.

Ma davvero? E perché?
Vorrebbero che facessi pure le cinque ore di Domenica Live. Ma non ce la farei a costruire tutto. La mia vita è a incastro. Ti faccio un esempio: quando finisco Live – Non è la D’Urso in diretta, sto in camerino con tutti fino alle 2:30, esco dagli studi di TeleLombardia (dove è registrato il programma, ndr), arrivo a casa e, per l’adrenalina, prendo sonno quasi all’alba. Alle 6:45 spaccate ho la sveglia, corro a Cologno Monzese, sono in camerino alle 8:00, faccio la doccia, vedo gli ascolti, poi mi catapulto a fare riunioni per il GF, Domenica Live e Live – Non è la D’Urso. Scrivo i copioni con il mio autore, arriva la diretta di Pomeriggio Cinque e poi ancora riunioni per il Grande Fratello.

Ma hai fatto pace con Mara Venier?
Io non ho litigato con nessuno. Penso sia una perdita di tempo e di energie. Avevo litigato con Corona, quello sì.

E che mi dici di TV Talk che ha definito il tuo pubblico poco attrezzato culturalmente?
L’ho letto, si sono arrabbiati tutti.

Anche tu non l’hai mandata a dire.
Be’ sì, perché io – visto che purtroppo non ho una vita privata – vivo per il pubblico che mi segue. Io amo loro, loro amano me. Canale5 ha un pubblico popolare, gente che lavora, paga le tasse, fa la spesa al supermercato. Studenti e pensionati. C’è chi si è laureato e magari chi per una serie di motivi non l’ha fatto, ma non per questo non legge, non si informa, non guarda i Tg.

Arriviamo a te come personaggio. Chi ti ama, ti ama visceralmente e chi ti odia, ti odia visceralmente. Sul web gli “haters” non ti risparmiano.
Penso che capiti alle persone che hanno una grande personalità. Evidentemente ho quella, me la riconosco, nel senso che sono anche faticosa. Ma fortunatamente sono cresciuta e ho cresciuto i miei figli nella concezione che non deve esistere l’odio.

Ho capito, ma chi ti attacca così tanto?
Il discorso degli “haters” è molto trasversale, tutti i personaggi noti devono fare i conti con gli “odiatori”, c’è addirittura chi ha scelto di chiudere il proprio profilo social perché invaso dagli “haters”.

E tu che fai?
Non leggo mai i commenti, ma quando i miei fan mi mandano quelli di persone conosciute sai che faccio?

Cosa?
Mando pensieri positivi, sempre. Perché credo che queste persone stiano soffrendo. Io non riesco a odiare le persone, quindi questo vuol dire che, nella mia totale follia, sono serena. Poi ho le mie fragilità, sono triste, mi manca la mia mamma, eccetera eccetera, però per il resto sono consapevole del perché sono qui.

Cioè?
Sono qui solo e unicamente perché sono riuscita a farmi amare dalla gente. In 42 anni di questo lavoro non ho mai neanche dato un bacio in bocca a una persona, per lavorare. Mai. E nessuno al mondo può venire e dirmelo in faccia. Sono qui per quello che sono. Tutto il resto cerco di farmelo scivolare addosso.

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Come sai, visti i risultati dell’Isola dei Famosi e del GF Vip, i reality hanno avuto un tracollo. Tu stai partendo con il GF. Come ti approcci al padre di tutti i reality, alla luce di queste débâcle?
Come l’anno scorso. L’azienda me l’ho chiesto e, alla fine, ho ceduto. Ho preso in mano un reality che non andava in onda da tre anni e, l’ultima edizione, aveva fatto una media del 18%. Ho rischiato, ma ho detto chiaramente agli autori di mettere dentro anche le mie idee, facendo una sorta di Grande Fratello-D’Urso, impostandolo in maniera diversa e creando dinamiche particolari. Ha avuto una media del 24%. Ho fatto puntate anche con picchi del 27%. Numeri che solo C’è Posta per Te riesce a fare.

Secondo te perché la gente si è stancata dei reality?
Non lo so. Magari anche il mio GF avrà un calo, io ci metterò la passione e l’anima.

Ovviamente le polemiche non sono mancate nel tuo GF. E si è subito parlato di trash.
Lo si dice di tutti i reality, è un genere televisivo che esiste da tanti anni in tutto il mondo. Però nessuno si ricorda anche i messaggi positivi che si riescono a trasmettere. Faccio solo un esempio: Veronica Satti, grazie al GF15, dopo 15 anni ha riabbracciato suo padre Bobby Solo. E grazie a lei abbiamo anche raccontato la bellissima normalità dell’amore di Veronica per la sua fidanzata.

Tra l’altro sei stata una delle poche conduttrici a essersi esposta in un reality. Con Baye Dame, dopo la forte lite con Aida Nizar, hai preso una dura posizione. Considerato che il concorrente, poi espulso, era gay e di colore, non ha temuto potessero insorgere associazioni e benpensanti?
No, perché io non vedo il colore della pelle o l’orientamento sessuale. Baye Dame è un essere umano, come me.

E cosa pensi del caso Fogli all’Isola dei Famosi?
Secondo me non è stato gestito bene.

In che senso?
Nel senso che Riccardo Fogli è entrato in un reality. E tutti noi diciamo ai concorrenti – lo sto facendo anche ai provini del GF – che la loro vita sarà scandagliata dai giornali e dal web. Chi partecipa ad un reality sa a cosa si espone. Ma, oggettivamente, nei confronti di Fogli è stato sbagliato il modo.

Capito. Senti Barbara, ci dai un’anticipazione sui concorrenti del prossimo GF?
Non li so ancora nemmeno io.

Hai fatto il musical, l’infotainment, il reality, il mezzogiorno, il talk show, la fiction. Che ti manca?
Sanremo.

Tra l’altro ho letto che sei sicura che lo condurrai.
Ma certo, perché non dovrei condurlo? Magari fra due anni.

A proposito di musica, quanta ne ascolti?
Poca, solo in radio quando arrivo a Cologno. Mi piacciono i brani, ma non so i nomi dei cantanti.

Ma quando farai un’altra canzone come il cult Dolceamaro?
Posso dirti che la vita è piena di sorprese (fa un sorriso malizioso, ndr).

Torniamo alla tv. Programmi che hai visto all’estero e vorresti portare qui?
Nessuno, mi piace idearle le cose, le disegno sulla mia pelle.

E qual è la cosa che, lavorativamente parlando, è stata la più figa che hai fatto?
La Dottoressa Giò.

A proposito, ci sarà una seconda stagione?
Ci sarà, ma non la girerò questa estate. Non sono mai andata in vacanza. Saltiamo una stagione.

Prossimo step professionale?
Lo saprete molto presto. Promesso.

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