Horror comicissimi e dove trovarli: finché una risata non ci seppellirà | Rolling Stone Italia
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Horror comicissimi e dove trovarli: finché una risata non ci seppellirà

Scout zombie, babysitter sataniste, animatronics posseduti e alieni-scarafaggio. Divi come Nicolas Cage e scream queen alla Bella Thorne. A volte il ridicolo non è involontario: questa selezione stracult ne è la prova

Malin Akerman in ‘The Final Girls’

Foto: Netflix

Che cosa c’è di meglio di un horror d’estate? Un horror che fa ridere. Ovviamente ci sono due tipologie di film: le horror comedy volutamente girate per questo scopo e gli horror che invece fanno così pena da strappare più una risata che uno spavento. Abbiamo cercato, per voi, le migliori horror comedy disponibili sulle diverse piattaforme di streaming per selezionarne 5 (+1) da consigliarvi per una serata in totale leggerezza, tra scout zombie, babysitter sataniste, animatronics posseduti e alieni scarafaggio.

Le prime cinque pellicole rientrano nella grande tradizione della black comedy americana, tra cui una prova d’attore di Nicolas Cage di tutto rispetto e una Bella Thorne scatenata e cazzuta. Mentre la nostra “bonus track” finale è dedicata a un film italiano che, ahinoi, fa ridere senza volerlo. No, non stiamo parlando del Legame con Riccardo Scamarcio, ma di una produzione che forse è passata un po’ in sordina, ma che sicuramente va riscoperta per elevarla all’olimpo del trash. Ovunque voi siate, in città come al mare: radunate gli amici, assicuratevi ghiaccioli, aria condizionata e birrette, e mettetevi comodi che qui si ride. Tra uno spavento e l’altro.

Willy’s Wonderland (2021) di Kevin Lewis – Amazon Prime Video

Nicolas Cage at his finest. Il suo personaggio è un po’ autistico: non parla mai e beve birra giocando a flipper, in piena notte, in una sorta di Burghy polveroso disperso nel Nevada. Non ha proprio nessuna voglia di salvare la pelle al gruppo di teenager che incontra, ma suo malgrado si ritrova ad affrontare dei pupazzi animatronici inquietanti e posseduti. Sembra quasi di assistere a una puntata del Cantante mascherato, ma in versione serial killer e con della buona musica. Le espressioni di Cage sono impagabili, così come la sua mania di cambiarsi la t-shirt ogni volta che fa fuori uno dei pupazzi-robot. Il suo unico scopo, nel film, è tirare a lucido il ristorante prima che faccia l’alba, così da riavere la sua auto e sfrecciare via. Geniale.

The Final Girls (2015) di Todd Strauss-Schulson – Netflix

Idea non forse originale, ma realizzata davvero bene. Un gruppo di amici finisce incredibilmente catapultato in un film slasher dove la protagonista, Taissa Farmiga, incontra la madre deceduta qualche anno prima. Condito di citazioni, colpi di scena e omaggi dissacranti al genere horror, The Final Girls è uno spasso unico, grazie al largo uso di trucchetti visivi e temporali autoriferiti che arrivano del tutto inaspettati. Anche qui siamo in pieni anni ’80, e l’operazione meta-cinematografica non fa altro che esaltare i topoi visti e rivisti dell’orrore, ma in maniera irriverente e goliardica. Ritroverete, quindi, le solite stangone bionde pronte a farsi uccidere, il bullo, l’idiota e tanto, tanto sesso. Peccato che l’assassino uccida proprio quando nel film si tromba. Riusciranno i nostri eroi a tornare alla realtà senza farsi accoppare prima?

La babysitter – Killer Queen (2020) di McG – Netflix

Sequel della Babysitter, questo secondo capitolo spinge ancora di più sull’acceleratore. Teste che esplodono, arti mozzati, doppi sensi, problemi adolescenziali: c’è di tutto e di più… e c’è pure Bella Thorne. Guardare horror comedy consapevoli, e a buon mercato, di questo tipo è come fare un giro sull’ottovolante, tra un colpo di cliché e bruschi overacting che vi fanno balzare dalla sedia. L’ambientazione, all’inizio, è quella tipica del liceo americano che abbiamo visto e stravisto, per poi spostarsi su binari completamente stravaganti e in situazioni molto lontane dall’ordinario. D’altra parte, cosa ci si può aspettare da una babysitter satanista e una manciata di invasati pronti a sacrificare la vita del protagonista per diventare, finalmente, influencer?

Manuale scout per l’apocalisse zombie (2015) di Christopher B. Landon – disponibile on demand

Questo teen movie le ha davvero tutte: vecchie zombie, spogliarelliste zombie e gatti zombie. Il tutto condito da automobili che sfrecciano a tutta velocità, feste in discoteca e panico che serpeggia tra un selfie e una scarica di pallottole. Protagonista di questo film è un gruppo di scout nerd e una cameriera di un locale a luci rosse, tutti accomunati dal desiderio di riscatto sociale e da un’incoscienza rara. Tra le scene più divertenti, l’inseguimento a casa del capo scout che si scopre essere uno zombie, ma soprattutto un super fanatico di Dolly Parton, di cui conserva dischi, bambole e cartonati. E non so cosa fa più paura delle due cose.

Girls with Balls (2018) di Olivier Afonso – Netflix

Già il titolo dice molto. Tra bisticci e scontri continui con l’allenatore, una squadra di pallavolo femminile si perde, con il camper, nella campagna francese e incontra un gruppo di individui incappucciati e assetati di sangue. Per questi ultimi non sarà per niente facile tenere testa alle pallavoliste, incredibilmente piene di risorse e competitive fino all’osso. Il film inizialmente si presenta come parodia demenziale, fatta di volgarità ed equivoci, ma poi viene contaminato da scene splatter e da chicche in stile B-movie come la lotta tra l’allenatore e un chihuahua impazzito, o quando compare sullo schermo un fermo immagine in stile videogame. Da vedere.

Bonus: Il mostro della cripta (2021) di Daniele Misischia – Amazon Prime Video

Ambientato negli anni ’80 a Bobbio, questo horror in salsa piacentina prodotto dai Manetti Bros. sta all’horror come Piccoli brividi sta a Sam Raimi. Protagonista è un giovane Tobia De Angelis (fratello della più famosa Matilda) alle prese con un’imminente fine del mondo per mano di un enorme bagarozzo, cioè un alieno, nascosto in una cripta che ricorda un po’ Il signor diavolo di Pupi Avanti. Scene di sangue fatto col pomodoro, recitazione tremenda e regia che andrebbe bene per un esame del DAMS. Ma c’è di più: un godibilissimo Lillo, nella parte di un fumettista cinico, che ascolta Guccini e decide di imbarcarsi in quest’avventura solo per mangiare un piatto di maialino alle erbe.