‘Ti uccideranno’: la recensione del film di Kirill Sokolov con Zazie Beetz | Rolling Stone Italia
diavolo in me

‘Ti uccideranno’ è Tarantino-fetish in purezza

L’action-horror di Kirill Sokolov è fin troppo derivativo: ‘Rosemary’s Baby’, ‘John Wick’, e soprattutto il cinema di Quentin. Ma consacra una nuova grandissima eroina action: Zazie Beetz

‘Ti uccideranno’ è Tarantino-fetish in purezza

Zazie Beetz in ‘Ti uccideranno’

Foto: Warner Bros.

I super ricchi non sono come noi. Si alleano con amministrazioni corrotte e trattano i diritti umani come un fastidio. Comprano giornali storici e investono miliardi in aziende mediatiche per portare avanti i propri interessi politici. Stringono patti con il diavolo in cambio dell’immortalità e di immobili di lusso a New York. Non serve aver letto gli Epstein files per capire che, quando si parla dell’1% della popolazione, offrire un sacrificio occasionale al Principe delle Tenebre non è certo la cosa più oltraggiosa o offensiva che si possa immaginare. Né serve sognare un appartamento al Dakota Building, il palazzo di Rosemary’s Baby, per immaginare newyorkesi che si uniscono a sette sataniche pur di accaparrarsi un posto in un esclusivo condominio di Manhattan. Cercate di affittare un bilocale a canone bloccato in qualsiasi altro modo, gente.

L’horror di Roman Polański del 1968 proietta una lunga ombra su Ti uccideranno (nelle sale italiane dal 26 marzo con Warner Bros., ndt), che include anch’esso vittime ignare, vicini eccentrici, rituali atroci e il padrone di casa dell’inferno. Lo stesso vale per John Wick, soprattutto per quanto riguarda le sequenze d’azione estreme. Zazie Beetz si è allenata per mesi per realizzare sequenze di combattimento a dir poco sbalorditive (e spesso sconvolgenti), e se ormai ogni attore è destinato a diventare una star d’azione per 15 minuti, la veterana di Atlanta si è guadagnata il suo momento di gloria. Anche il film dark-trash degli anni Settanta Sentinel, un’altra violentissima satira contro i ricchi, è stata gettata nel calderone, fino ad arrivare a una palette visiva che si potrebbe definire un filtro Grindhouse di Instagram. Ma l’influenza più schiacciante, anche al di là delle evidenti inquadrature dei piedi nudi di Beetz, è un certo capolavoro di Quentin Tarantino dei primi anni del XXI secolo. Un titolo più azzeccato per questo mixtape di film exploitation avrebbe potuto essere They Will Kill-Bill You (il titolo originale di Ti uccideranno è They Will Kill You, ndt).

Ti uccideranno | Trailer Ufficiale

Non è un crimine plagiare l’autore che ha stuzzicato l’appetito del pubblico moderno con i suoi esercizi di genere postmoderni: metà dei cineasti della metà degli anni ’90 sarebbe in prigione se così fosse. Ma il feticismo per Tarantino diventa così evidente nella versione del regista e sceneggiatore russo Kirill Sokolov del revenge movie che ogni zoom rapido e ogni inserto musicale sembra meno una scarica di adrenalina e più una strizzata d’occhio. Certo, siamo gli ultimi che storcerebbero il naso di fronte a qualcuno che combatte contro scagnozzi mascherati da maiale con un’ascia infuocata in una sala da ballo buia. È solo che il meccanismo narrativo, pensato per portarti da un combattimento corpo a corpo spettacolare all’altro, inizia a sembrare così derivativo che nemmeno il piacere pulp di Beetz che prende a calci il mondo riesce a impedire che questo film sembri un pasto da fast-food riscaldato.

La sua eroina si chiama Asia Reaves, sopravvissuta a una famiglia violenta e a una condanna a dieci anni di carcere. L’obiettivo: ritrovare la sorella minore Maria, di cui ha perso le tracce mentre era in prigione. Il luogo in cui si trova la sorella: il Virgil, un lussuoso complesso residenziale nell’Upper Manhattan frequentato dall’élite dell’élite. La Maria ormai adulta (Myha’la di Industry) lavora lì come domestica. Asia si è procurata un lavoro in quella residenza esclusiva solo per poterla salvare.

L’ostacolo principale? Sembra che gli abitanti del Virgil venerino il diavolo, e il loro signore esige un sacrificio: indovinate chi dovrebbe essere la vittima sacrificale? Asia si è preparata con un fucile a canne mozze, una spada e le sue abilità affinate nel neutralizzare più avversari contemporaneamente. Il problema è che, a causa di una serie di colpi di scena troppo complessi da svelare anche per chi non ama gli spoiler, le persone che danno la caccia alle sorelle Reaves non sono così facili da eliminare. Quindi devono continuare a combattere contro un esercito di membri di una setta guidati dalla custode dell’edificio (Patricia Arquette) e trovare un modo per fuggire da quel luogo pesantemente sorvegliato, un ostacolo alla volta.

Patricia Arquette, al centro, con, da sinistra, David Viviers, Tom Felton, Willie Ludik e Gabe Gabriel. Foto: Warner Bros.

Questo scenario è una pessima notizia per chiunque pretenda che i B-movie siano qualcosa di più di semplici (video)giochi di ruolo, e un’ottima notizia per gli spettatori che si accontentano di godersi Zazie Beetz che pugnala, spara, prende a calci, sferra pugni a freddo, corre, salta e dispensa vendetta a piene mani. Ricorderete che Kill Bill era tanto una lettera d’amore alla sua star quanto un omaggio a tutti i generi del cinema exploitation. E sebbene Sokolov e il suo co-sceneggiatore Alex Litvak non siano interessati a rendere omaggio ai fantasmi dei grindhouse del passato, hanno sicuramente creato una dichiarazione d’amore simile nei confronti della loro protagonista. Se non altro, Ti uccideranno è un’ottima dimostrazione di come posizionare Beetz come un pilastro fondamentale per i futuri film d’azione. La sua apparizione di supporto in Deadpool 2 aveva già lasciato intravedere le sue capacità da action hero. Questo film le conferma a pieno titolo.

Tutto questo mantiene il film in vita (almeno artificialmente) anche per chi non è un fan sfegatato di Beetz? Certo, se non vi dispiace il déjà vu e i commenti di classe superficiali. (Il fatto che molti dei lavoratori non bianchi del Virgil siano stati cooptati nei rituali corrotti della loro datrice di lavoro per pura sopravvivenza è un dettaglio interessante ma decisamente sottoutilizzato; la vista di due donne di colore che si fanno strada a forza in un’aristocrazia bianca decisa a ucciderle, tuttavia, dice già più che abbastanza). Beetz merita una vetrina migliore e più solida, così come noi fan dei film exploitation che arricchiscono la loro coreografia violenta, vertiginosa e sanguinosa con qualcosa di più di semplici dosi di dopamina a buon mercato. Il rovescio della medaglia è che, proprio per questo, potrebbe finire per ottenerla in futuro. Che questo dia il via a mille massacri cinematografici guidati da Zazie.

Da Rolling Stone US