‘Romería’ e il lessico famigliare di Carla Simón | Rolling Stone Italia
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‘Romería’ e il lessico famigliare di Carla Simón

Arriva al cinema l’ultimo film di una regista spagnola ancora troppo sottovalutata. Occasione buona per ripassare gli altrettanto bellissimi precedenti: ‘Estate 1993’ e ‘Alcarrás’. Storie personali che diventano di tutti

‘Romería’ e il lessico famigliare di Carla Simón

Llúcia Garcia è la protagonista di ‘Romería – Il mare dei ricordi’ di Carla Simón

Foto: I Wonder Pictures

Una bambina nella campagna catalana. Ancora campagna, stavolta però i bambini si mischiano ai grandi. E poi il mare, con un’altra bambina diventata giovane donna che guarda il mondo davanti e, indietro, ancora una famiglia, la sua famiglia. Tre film, tutti bellissimi, che valgono come uno. È il cinema di Carla Simón, barcellonese che non ha ancora quarant’anni (li compie a dicembre), da qualche anno una delle più brave in circolazione in Europa.

Dopo vi dico dei due film precedenti, se non li avete visti. Comincio dall’ultimo, Romería – Il mare dei ricordi, appena arrivato nelle sale con I Wonder Pictures. Era a Cannes l’anno scorso in concorso, è stato un po’ sottovalutato o proprio scansato, in mezzo ai vari Panahi, Trier, Laxe, eccetera. Cercatelo, vedetelo.

Carla Simón con i giovani protagonisti di ‘Romería – Il mare dei ricordi’. Foto: I Wonder Pictures

La ragazza e il mare, dicevo. Marina (Llúcia Garcia) arriva a Vigo, oceano galiziano, in cerca di informazioni sul padre, morto quand’era bambina. Non vi sto ovviamente a dire dove la porterà l’indagine, se non che la sua diventa una ricognizione di quella famiglia biologica che sapeva di avere, ma che non aveva mai conosciuto.

I fratelli e le sorelle del padre, i genitori chiusi nel loro appartamento borghese pieno di segreti e bugie, gli amici, i cugini, un clan che anche noi spiamo, come lei, lasciando che la macchina da presa di Simón (e della sua magnifica operatrice Hélène Louvart, la stessa di Alice Rohrwacher e moltissimi altri autori/autrici che stanno contribuendo a cambiare quello che vediamo, in Europa e non solo) sveli tutto un po’ alla volta.

È cinema di scrittura e, pure lui, d’indagine, dove contano soprattutto le parole: quelle dette, quelle non dette, soprattutto quelle scritte. Il copione, della stessa regista, è ispirato ai diari di sua madre, che sono anche il nostro filo rosso: emotivo, antropologico, anche politico (qual è la malattia indicibile che ha sconvolto gli anni ’80 e ’90?). Qui sta il punto, nel cinema di Simón: il personale è collettivo, sempre.

‘Alcarràs – L’ultimo raccolto’. Foto: Wanted Cinema

Andando a ritroso. Secondo film: Alcarrás – L’ultimo raccolto, Orso d’oro a Berlino 2022. Un frutteto in Catalogna, una famiglia che resiste di fronte alle innovazioni che vogliono spazzare via la storia, la loro prima di tutto. È una storia privata, è la storia di tutti: l’agricoltura che scompare è la distruzione di un Paese, lo abbiamo imparato nei libri di geografia a scuola.

È un altro film bellissimo, quasi il positivo, pur sempre drammatico, del negativo che è stato, in quello stesso anno, As bestas – La terra della discordia, di quell’altro fichissimo di Spagna che è Rodrigo Sorogoyen. (Quando dicono che gli altri, con film che girano i festival e arrivano anche nelle nostre sale, sanno raccontare il loro Paese meglio di noi: sì, hanno ragione).

‘Estate 1993’. Foto: Wanted Cinema

Ancora più indietro. L’esordio: Estate 1993, premio per la migliore opera prima sempre a Berlino, era il 2017. Di nuovo la campagna catalana, una bambina che ha perso la mamma arriva dagli zii. Tutto è visto dal basso, con gli occhi di Frida. Che è Carla, e il cerchio si chiude e si torna a Romería: è la stessa storia, la sua, ma che diventa una storia di tutti. La storia di comunità scompaginate dai malanni, dalla storia più grande, dalle scelte di chi sta in alto, dai sentimenti e dai risentimenti piccoli, specifici. Eppure, quelle famiglie sono ancora lì, a creare un lessico famigliare che diventa lingua condivisa.

Andate al cinema a vedere Romería, cercate gli altri film di Carla Simón. Quando vi dicono che al cinema non c’è più niente di bello, soprattutto quando arriva il caldo, non credetegli.